Ian Anderson: «Allegorie bibliche per parlare del presente»

«Quando ho iniziato a comporre» — ricorda — «mi imbarazzava scrivere le parole e ancor più cantarle. La musica veniva quasi sempre prima dei testi, che cercavo di adattare di conseguenza. Poi, sempre più spesso, le due cose hanno iniziato ad arrivare insieme, anche in piccoli frammenti, un titolo, un verso… “really don’t mind if you sit this one out”...». Lanciato così en passant, lo strepitoso incipit di Thick as a Brick rischia di far concludere anzitempo l’intervista per k.o. … Continua

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Lucia Calamaro, scrivere è cadere dentro le cose e con l’ironia reinvento il mondo

All’inizio c’è il titolo, Darwin inconsolabile per esempio, sì proprio lui, il filosofo della teoria evolutiva ormai un po’ superato che nel lessico famigliare dei protagonisti somiglia a Babbo Natale, con le sembianze di un vecchietto e la barba bianca in quello strano presepe di ogni specie vivente. Chi è allora questo Darwin? Una manoscritto perduto e ritrovato, la «bugia» salvifica della mamma fantasiosa alla figlia spaventata, la leggenda di famiglia. E l’ispirazione di un titolo che contiene molte possibili … Continua

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Provocatorio e ambiguo, il re dei podcast che ha scalzato Neil Young

La notizia è di alcuni giorni fa: Neil Young è entrato in rotta di collisione con Spotify. La ragione che ha spinto il musicista a scrivere una lettera, minacciando di rimuovere il proprio catalogo dalla piattaforma, è l’atteggiamento tenuto del conduttore Joe Rogan in merito alla vaccinazione contro il covid durante il suo podcast The Joe Rogan Experience. Non un podcast qualunque tra gli oltre tre milioni disponibili su Spotify ma il n. 1, il più ascoltato in pianta stabile. … Continua

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Rimetterci in contatto con il trauma, un esercizio collettivo

La Giornata della Memoria, come tutte le commemorazioni, porta con sé un rischio: quello di depotenziare gli eventi che intende rimettere al centro all’attenzione, incanalandoli in un’occasione comandata, percepita talvolta come retorica. Sappiamo anche però che la tragedia dell’olocausto è un evento fondamentale che ci riguarda in quanto esseri umani, un dolore che non possiamo edulcorare o riassumere in frasi fatte. In questo senso le arti possono dare un contributo importante, riuscendo a dialogare con la nostra emotività in maniera … Continua

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Dalla memoria ebraica alle memorie

Alcuni anni or sono, ebbi la preziosa occasione di incontrare la grande testimone del genocidio ruandese dei Tutsi, Yolande Mukagasana, una donna straordinaria. Il privilegio di quell’incontro si trasformò in un’amicizia che continua ancora oggi. Yolande è autrice di un memoriale di eccezionale valore Not my time to die, tradotto in italiano con il titolo indovinato di La morte non mi ha voluto. In questa opera racconta della sua terrificante esperienza che fortunatamente sfociò in un esito positivo. Nel corso … Continua

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«Un giorno tu sarai», l’invisibile della Storia nella trama delle vite

Le prime scene ci portano in una stanza vuota, fuori dal tempo, le mura sono scrostate, la luce fioca: tre uomini puliscono con furia i pavimenti sporchi, usurati, strofinano le scope, grattano le pareti, nei loro gesti sembrano unirsi disperazione e paura. All’improvviso dai tubi appesi al soffitto spunta qualcosa, un ciuffo di capelli, e poi un altro, e un altro ancora, e mentre il buco sull’intonaco si allarga ne escono nuovi sempre più grossi, un groviglio biondo e scuro … Continua

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«La mia patria attuale», riflessione autoriale sullo stato del paese

Chitarrista, scrittore, co-fondatore degli storici CCCP e C.S.I., Massimo Zamboni torna sul mercato discografico a due anni di distanza da La macchia mongolica. Album strumentale e contemplativo che lo ha riportato sulle geografie dei ricordi che ispirarono il leggendario album dei C.S.I. Tabula rasa elettrificata. Oggi, le coordinate temporali (e musicali) restituiscono Zamboni obbligatoriamente al presente con La mia patria attuale, disco uscito lo scorso 21 gennaio e che segna un detour compositivo dove la voce diventa per la prima … Continua

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L’importanza di chiamarsi Elvis Costello

È quasi imbarazzante che in molti conoscano poco o che addirittura non conoscano affatto Elvis Costello. No, non potete pensare a Costello esclamando con stupore «ah sì, quello che ha cantato She nel film Nothing Hill» . Non lo fate. Perché è imbarazzante e ci si sente quasi a disagio ogni volta nel dover far capire chi e cosa rappresenta Declan Patrick McMananus (il suo vero suo nome) nel e per il mondo della musica. Certo non pretendiamo che abbiate … Continua

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Ritmi notturni e sognanti per Enfant Sauvage

Non a caso per la sua esperienza da solista Guillaume Alric ha scelto di chiamarsi Enfant Sauvage, bambino selvaggio, che dice perfettamente, racchiude in due parole riverberanti – riecheggianti tutto un mondo feerico, favoloso e struggente – il senso di un disco, Petrichor, che è la rievocazione degli spazi e degli avvenimenti dell’infanzia. Se, come scriveva Pavese, «ricordare una cosa significa vederla – ora soltanto – per la prima volta» allora Petrichor costruisce davanti ai nostri occhi un universo sognante, … Continua

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Nell’universo di «Emilio» per inventare nuovi mondi

«Ci dicono spesso che il nostro è uno spettacolo anomalo e credo sia esatto perché anche il libro lo è» afferma Alexia Sarantopoulou. Il libro in questione è Emilio o dell’educazione di Jean-Jacques Rousseau, ed è sulla base di questo affascinante e contraddittorio approccio alla pedagogia, quasi un flusso di coscienza seppur datato 1762, che prende vita l’Emilio interpretato da Ondina Quadri e diretto da Sarantopoulou, da venerdì 28 a domenica 30 gennaio in scena all’Angelo Mai a Roma. Uno … Continua

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