Covid, Rezza: “Ci sono alcuni, primi segnali di miglioramento. Ma la circolazione virale è ancora molto elevata”

“La situazione epidemiologica mostra alcuni, primi segnali, di miglioramento ma la circolazione virale è ancora molto elevata per cui si raccomandano soprattutto comportamenti prudenti, auto-sorveglianza e richiami vaccinali”. Lo ha detto il direttore della Prevenzione sanitaria del ministero della Salute, Gianni Rezza, in un videomessaggio, commentando i dati del monitoraggio della Cabina di regia su Covid-19 in Italia. “Dopo una lunga fase di ascesa – ha dettagliato Rezza – il tasso di incidenza di casi di Covid-19 nel nostro Paese tende ora leggermente a diminuire, fissandosi intorno a 1.823 casi ogni 100mila abitanti. Anche l’indice Rt mostra una tendenza alla diminuzione: siamo intorno allo 0.97, quindi di poco al di sotto l’unità. Il tasso di occupazione dei posti di area medica e delle terapie intensive é rispettivamente al 30,4% e al 16,7% quindi ancora piuttosto elevato, anche se notiamo una prima leggera flessione”.

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Covid, i dati – 143.898 nuovi casi e 378 morti. Scende la curva dei contagi, ancora in calo ricoveri e terapie intensive

La curve dei contagi è in discesa e segna un -35mila positivi nel confronto tra oggi e venerdì scorso: sono 143.898 i nuovi casi di Covid individuati in Italia il 28 gennaio, frutto di 1.051.288 tamponi molecolari e antigenici processati nelle ultime 24 ore. Il tasso di positività è al 13,7%, in calo rispetto al 15% di giovedì. Migliora anche la situazione negli ospedali, secondo i dati del ministero della Salute: sono 1.630 i pazienti Covid in terapia intensiva, 15 in meno di ieri nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 126. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 19.796, ovvero 57 in meno da giovedì. I morti sono invece altri 378 in 24 ore, mentre ieri erano stati 389.

Il confronto con la scorsa settimana indica una discesa dei contagi: negli ultimi 5 giorni i casi individuati sono 735.011, contro gli 855.630 di lunedì-venerdì della scorsa settimana (seppure con 300mila tamponi in più). Si tratta di un calo di quasi il 15 per cento. Continua inoltre la frenata dei ricoveri: da lunedì ad oggi si registra in totale un aumento di +169 in area medica. Nei primi 5 giorni della scorsa settimana il saldo era +766. Gli ingressi in terapia intensiva diminuiscono: venerdì scorso erano stati 148, arrivando a 709 da lunedì. Questa settimana invece il totale si ferma a 606. Peggiora, invece, il numero dei decessi che tra lunedì e venerdì hanno già superato quota 2mila: 2.015 in 5 giorni. Erano stati 1.859 la settimana precedente.

Dall’inizio della pandemia sono 10.683.948 gli italiani contagiati dal Covid, secondo i dati del ministero della Salute, mentre i morti sono 145.537. Gli attualmente positivi sono 2.668.828, in diminuzione di 37.625 nelle ultime 24 ore. I dimessi e i guariti sono invece 7.869.583 con un incremento di 181.594 rispetto a giovedì.

I dati regionali – Con 175.870 tamponi è di 21.329 il numero di nuovi positivi registrati in Lombardia, con un tasso di positività in calo al 12,1% (ieri 13,9%). Cala anche il numero dei ricoverati, che sono 252 in terapia intensiva (due meno di ieri) e 3.164 negli altri reparti (-100). Sono 77 i decessi.

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Tg News – 28/1/2022
Tg News - 28/1/2022

In questa edizione:
– Covid, incidenza ed Rt in diminuzione rispetto alla settimana precedente
– Quirinale, alla quinta votazione il centrodestra punta su Casellati. Pd, M5s e Leu astenuti
– Istat: indice fiducia imprese e consumatori in calo
– Super green pass: ipotesi estensione illimitata della sua validità
gtr

Migranti, assegnato un porto sicuro alla nave di Medici senza frontiere: 439 persone a bordo “stremate”

A oltre una settimana dai primi salvataggi è stato assegnato un porto alla Geo Barents, la nave di Medici Senza Frontiere che con sei diverse operazioni di soccorso, ha salvato 439 persone. L’arrivo dell’imbarcazione è previsto nel pomeriggio ad Augusta (Siracusa). A bordo era salita la tensione per le condizioni fisiche e soprattutto psicologiche dei naufraghi. “Siamo stati testimoni di un peggioramento della situazione con il passare dei giorni – dice Hager Saadallah, psicologa a bordo della nave di Msf -. Alcuni di loro si sono persino chiesti se il mondo si sia dimenticato di loro”. Da qui l’ennesima richiesta di un porto sicuro di sbarco, assegnato adesso dal ministero dell’Interno.

A bordo della nave umanitaria ci sono anche 13 donne e 112 minori, tra loro quattro bambini sotto i 5 anni e un neonato di 2 mesi. Nel 90 per cento dei casi i minori sono non accompagnati: hanno affrontato da soli la traversata del Mediterraneo a bordo dei barconi prima di essere soccorsi dall’equipaggio della Geo Barents. I naufraghi – tratti in salvo dal 19 al 21 gennaio vicino alle coste libiche – provengono per la maggior parte da Eritrea, Bangladesh e Pakistan. Ieri a sollecitare una decisione era stato Riccardo Gatti, responsabile delle operazioni di soccorso della nave: “A bordo della Geo Barents ci sono 439 persone, in attesa di un porto sicuro. Il 25% di loro sono minori, il 90% non accompagnati. Il team medico sta cercando di curare i casi medici, ma la situazione è difficile. Il team di supporto psicologico di bordo sta facendo del proprio meglio ma abbiamo casi di attacchi di panico e situazioni di stress psicologico. – prosegue – Non stiamo ricevendo alcuna risposta alle nostre richieste di porto sicuro. Da dove proviene questa mancanza di appoggio? Non riusciamo a capire perché continuiamo a ricevere ripetuti silenzi dalla autorità italiane dopo aver ricevuto i diversi no dalle autorità maltesi”, conclude Gatti.

Nei giorni scorsi l’organizzazione umanitaria aveva chiesto alle autorità italiane e per due volte a Malta l’assegnazione del “porto sicuro”, ricevendo però un secco rifiuto da parte delle autorità de La Valletta. “Tutte le persone a bordo sono stanche e stremate dal lungo viaggio in mare e dalla permanenza in Libia caratterizzata da violenze e torture” aveva ricordato Alida Serrachieri, responsabile medico a bordo della Geo Barents. “Dopo le visite mediche effettuate a bordo – aveva aggiunto – abbiamo riscontrato persone con traumi o affette da malattie croniche. Le cattive condizioni meteo di questi giorni hanno accresciuto il malessere generale delle persone a bordo. Siamo ora in attesa di un porto sicuro in modo tale che tutte le persone possano avere un’adeguata presa in carico”.

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Sottrae un milione a un cliente morto, indagato a Milano avvocato internazionalista

Ha sottratto a un cliente morto, secondo la procura di Milano, quasi un milione di euro. Per questo il Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro sui beni intestati ad una holding immobiliare con sede a Galzignano Terme (Padova) e ha notificato un’informazione di garanzia a un avvocato internazionalista che, secondo gli inquirenti, è riuscito a trasferire la “titolarità integrale delle quote dell’immobiliare italiana”, il cui titolare, cliente del legale, era morto nel frattempo, “ad una società ungherese”, “reintestandole”, poi, a un prestanome. Nell’inchiesta è indagata anche un’altra persona. I due indagati sono accusati di “sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e autoriciclaggio”. Il sequestro ha riguardato 6 immobili nel Milanese del valore di appunto di circa 1 milione, intestati alla società immobiliare. L’indagine è coordinata dall’aggiunto Tiziana Siciliano e dal pm Mauro Clerici.

L’avvocato Michele Morenghi, 48 anni con studio in via Monte Napoleone e una lista di clienti vip, risulterebbe rettore dell’Università Pulitzer di Budapest e console in Italia per la Sierra Leone. Il suo cliente, deceduto nell’ottobre 2020, è Mario Bagnato, ex titolare di sale bingo a Bergamo e Stezzano, nella Bergamasca. Il legale era pure entrato, come colui che aveva denunciato, nella vicenda che anni fa aveva portato alla condanna dell’ormai ex pm milanese Ferdinando Esposito. La holding immobiliare al centro dell’indagine si chiama Orsa Maggiore, mentre la società ungherese è la Ior Finance Kft. Indagato anche il presunto prestanome Egidio Leuteri. Il provvedimento di sequestro è stato firmato dal gip Livio Cristofano.

Stando a quanto ricostruito dalle indagini, l’immobiliare Orsa Maggiore, di cui era titolare Mario Bagnato, aveva debiti tributari per poco meno di 2 milioni di euro. Poco prima che l’imprenditore morisse, l’avvocato avrebbe messo in piedi l’operazione che ha portato ad assegnare le quote della holding ad una società ungherese e a metterle in mano, poi, ad un prestanome. Un sistema, secondo l’accusa, attraverso il quale il legale si sarebbe appropriato della società. Il decreto di sequestro preventivo è finalizzato “all’applicazione della confisca” sui beni. L’operazione, sempre secondo le indagini, sarebbe stata realizzata per “ostacolare il pieno soddisfacimento della pretesa fiscale” da parte dell’Erario. Sequestrati sei immobili a Cernusco sul Naviglio, Cassina dè Pecchi, Vignate, nel Milanese, e a Merate, nel Lecchese, “intestati alla società immobiliare, a garanzia del credito erariale”.

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Addio a Matteo Scanni, coordinava il master di giornalismo della Cattolica: ha insegnato a centinaia di cronisti a dare sempre il massimo

Poche righe asciutte, senza fronzoli, come era lui. È morto il giornalista Matteo Scanni, 51 anni, coordinatore e direttore delle testate della Scuola di giornalismo dell’Università Cattolica di Milano, nonché fondatore del festival Dig, dedicato al giornalismo investigativo d’inchiesta. Malato da tempo, si è spento a Milano. Scanni era stato autore di numerosi reportage video, ad iniziare da ‘O Sistema, realizzato con Ruben H. Oliva, con cui vinse il Premio Ilaria Alpi nel 2006. Tra i suoi lavori anche Il paese del maiale sulle contraffazioni alimentari ed Euskal kronikak sui Paesi Baschi, entrambi trasmessi dalla Rai.

Per vent’anni – sempre indaffarato tra nuovi progetti da lanciare, scrittura per il teatro, inchieste – Scanni ha innanzitutto formato centinaia di giornalisti all’interno della Scuola di giornalismo della Cattolica. Carattere apparentemente ruvido e spigoloso, ha incoraggiato a ficcare il naso lì dove il mainstream stava alla larga, ad andare a fondo e a porre le domande giuste. Ripeteva spesso quando c’era da preparare un’intervista: “La seconda domanda ce l’avete? La prima mette ad agio, con l’altra, zac, lo distruggete”.

Voleva che si cercassero “le storie”, il perno del giornalismo. Ha insegnato a essere curiosi, rigorosi, indipendenti nel lavoro. A pretendere sempre il massimo da se stessi, a sperimentare e a rimanere aggiornati di fronte a un mestiere che nell’ultimo decennio è stato trasformato dalle nuove tecnologie. Inculcava la necessità di curare la qualità delle immagini e chiedeva attenzione nel montaggio delle videoinchieste, la sua passione, scegliendo la musica giusta, quella che dà il ritmo, come in Surplus: Terrorized into Being Consumers del documentarista italo-svedese Erik Gandini, conosciuto al grande pubblico per Videocracy.

“È con dolore e sconcerto che la Scuola di Giornalismo Università Cattolica apprende e comunica la scomparsa del suo direttore delle testate, il giornalista Matteo Scanni – si legge sulla pagina Facebook della Scuola – Il direttore accademico Marco Lombardi, tutti i colleghi del board, il personale docente e i tutor si stringono alla famiglia nel suo ricordo. Grazie Matteo, per avere fatto diventare questa scuola un luogo di giornalismo vivo, presente, che continua nelle generazioni. Non ti dimenticheremo mai”.

La giornalista Laura Silvia Battaglia, tutor senior e docente del master, lo ricorda così: “Quello che hai seminato non finisce qui. Sarai sempre fra noi, fra tutti noi, quando non ci sarà nessun altro a dirci ‘testa di cazzo, questo pezzo fa cagare’. Ti renderemo fiero, come eri, come volevi che fossimo”. Un grazie a Matteo anche dai tanti giornalisti de ilfattoquotidiano.it che hanno condiviso un pezzo di strada con lui, facendo tesoro dei suoi stimoli e dei suoi insegnamenti.

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Covid, monitoraggio Iss: “Rt scende a 0,97 e l’incidenza si abbassa a 1823 ogni 100mila abitanti”. Anche ricoveri in calo

Indici in calo, anche se alcuni dati sono stati inseriti in ritardo e potrebbero avere provocato una sottostima. Il monitoraggio settimanale sembra però confermare quanto registrato in questi giorni: una diminuzione dei casi di contagio e di ricovero. Scendono questa settimana i valori dell’incidenza dei casi di Covid per 100mila abitanti e dell’indice di trasmissibilità Rt: l’incidenza è infatti pari a 1823 (rispetto al valore di 2011 della scorsa settimana) e l’Rt si abbassa a 0,97 (mentre la scorsa settimana era pari a 1,31) quindi sotto la fatidica soglia di 1.

Nel monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute sull’andamento dell’epidemia di Covid-19 si legge anche della diminuzione del numero dei posti letto occupati per Covid nei reparti di terapia intensiva ed in quelli ordinari. Questa settimana, l’occupazione delle terapie intensive a livello nazionale raggiunge infatti il 16,7% (contro il valore del 17,3% della scorsa settimana). L’occupazione a livello nazionale dei reparti ordinari raggiunge invece il valore del 30,4% (rispetto al 31,6% della settimana precedente). L’Istituto superiore di Sanità comunque sottolinea che diverse Regioni e Province autonome hanno segnalato ritardi nell’inserimento dei dati del flusso individuale e non si può escludere che tali valori possano essere sottostimati”.

Rimane stabile il numero di nuovi casi di Covid-19 non associati a catene di trasmissione (652.401 vs 658.168 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in leggero aumento (18% vs 15% la scorsa settimana). È in diminuzione la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (38% vs 41%) mentre aumenta la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (45% vs 44%).

In questo quadro quattro quattro Regioni e province autonome sono classificate a rischio alto, di cui tre proprio a causa dell’impossibilità di valutazione per incompletezza dei dati inviati; 9 Regioni risultano classificate a rischio moderato. Tra queste, tre Regioni e province autonome sono ad alta probabilità di progressione a rischio alto. Otto Regioni e province sono classificate a rischio basso. Sono 15 le Regioni e province autonome che riportano almeno una singola allerta di resilienza. Quattro Regioni riportano molteplici allerte di resilienza secondo gli esperti dell’Iss.

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