“L’uomo incinto” e la “melting face”: le nuove emoji di Apple. Ecco da quando saranno disponibili

L’uomo ‘incinto’ è tra le 30 nuove emoji in arrivo su iOS e Android nel corso della primavera (probabilmente a marzo/aprile), dopo essere apparse nella beta di iOS 15.4 per iPhone. C’è anche una terza figura in dolce attesa, la “pregnant person”, la persona incinta, priva quindi di genere. Come riportato dal Corriere, le due nuove emoji sono nate per “rappresentare uomini trans, persone non binarie o donne con i capelli corti“, per un’esperienza il più inclusiva possibile. Emojipedia ha sottolineato che l’uso dell’uomo incinto “non è limitato solo a questi gruppi”. L’interpretazione delle emoji è infatti libera e così c’è già chi vorrebbe utilizzarla per indicare invece un post-bevuta/mangiata abbondante.

Tra le novità anche la ‘Melting Face‘, cioè l’emoji che si sta sciogliendo. Adesso ci sembra un ricordo lontano, ma probabilmente già con i primi caldi di fine maggio potrebbe tornarci utile. E ancora dovrebbero esserci: una mano che punta il dito verso chi osserva lo schermo, la bocca che si morde il labbro inferiore e l’immaginetta del troll e tante altre.

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Sanremo 2022, Le Vibrazioni a FqMagazine: “Beppe Vessicchio sta bene, se non diventa negativo stiamo valutando un piano B”

Le Vibrazioni, dopo aver debuttato nel 2005 al Festival di Sanremo con il brano “Ovunque andrò”, ed essere tornati nel 2018 con “Così Sbagliato” e nel 2020 con “Dov’è” con il quale si sono classificati quarti, tornano all’Ariston con “Tantissimo”. Francesco Sarcina, Stefano Verderi, Marco Castellani Garrincha e Alessandro Deidda sono in fibrillazione come fosse la prima volta: “Non siamo meno emozionati nella prima volta di affrontare questo palco che è carico di energia. Anche la presenza del pubblico in teatro sarà una bella botta. Per noi sarà l’occasione di tornare sul palco e scatenarci, dopo mesi di fermo a causa della pandemia. ‘Tantissimo‘ parla delle occasioni che perdiamo quando non siamo in contatto con noi stessi e delle cicatrici indelebili che queste ci possono lasciare”. Il brano farà parte di un album, pubblicato da Artist First, che uscirà a marzo: “Ci piace chiamarlo vinile, ci stiamo lavorando tra tremila cose, prove, brani da incidere in studio e il videoclip”.

Le Vibrazioni hanno portato a teatro “In orchestra di e con Beppe Vessicchio”, il tour con cui hanno incontrato, per la prima volta, la musica classica. Proprio il Maestro avrebbe dovuto essere presente all’Ariston con la band, ma ha contratto il Covid. Un sostituto ha accompagnato le prove dell’orchestra di Sanremo, ma si cerca di scongiurare un piano B. “Sentiamo tutti i giorni Beppe – dicono i componenti della band -, lui sta bene. Prima ancora di tutto speriamo si negativizzi e non abbia alcuna complicazione. Stiamo valutando un piano B con un altro direttore d’orchestra che stiamo ancora cercando perché non abbiamo un minuto di tregua tra mille cose di lavoro. Speriamo che entro lunedì la situazione di Vessicchio migliori, in caso contrario avremo un altro direttore. Però ripetiamo, l’importante è la sua salute”.

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I Fatti Vostri, Paola e la figlia neonata scambiata in culla: “L’ho allattata e coccolata, poi mio marito se ne è accorto. Sono rimasta pietrificata”

Poche ore dopo il parto era andata a prendere la sua bambina. L’ha coccolata e allattata, scattato foto per farla vedere ai parenti e invece, non era sua figlia. Il motivo? Uno scambio di culle. Siamo all’ospedale Fondazione Poliambulanze di Brescia. A raccontare il fatto è stata la signora Paola, intervenuta a I Fatti Vostri durante la puntata di oggi 28 gennaio. “Ho partorito i primi di ottobre all’1.55 di notte. Il parto è andato bene, ho abbracciato la mia quarta figlia per un attimo, per la questione Covid ho dovuto attendere il tampone. Il mattino successivo mi hanno portato in reparto perché non c’erano posti letto, qui ho atteso un pochino per il tampone. Una volta giunta la notizia che potevo vedere mia figlia, sono andata alla nursery a prendere la mia bimba“, ha esordito.

Poi ancora ha spiegato al conduttore di Rai 2 Salvo Sottile: “Mi hanno aperto, mi hanno consegnato mia figlia dicendomi che l’avrei potuta portare in camera. Sono andata in camera, l’ho guardata, baciata , abbracciata, coccolata e nutrita. Ho chiamato parenti, fatto foto e pubblicate sui social”. Ad accorgersi che la bambina non era la loro è stato il marito: “In una videochiamata mi disse che la bambina sembrava un pochino più grande, però io pensavo che magari con il telefonino, sa… non si vedeva bene, io non riuscivo a capire le sue parole. Poi avevo riconosciuto che aveva l’angioma sull’occhietto, proprio quello che avevo notato fin dall’inizio”.

E ancora ha spiegato: “Vidi che la bambina non aveva il braccialetto e controllai il numero nella culla e lo trovai: non corrispondevano. Lì mi è venuto un tuffo al cuore, sono rimasta pietrificata. Non sapevo quale fosse la mia bambina, dove fosse. Nulla. Quando mi accorsi che non c’era il nome sul braccialetto, chiamai un’infermiera per avere chiarimenti”. In seguito ha raccontato: “Abbiamo chiesto un test del Dna ma mi hanno detto che ci vogliono due mesi. Due mesi con una bimba che forse non era la mia? Non sapevo come reagire. Io stavo malissimo, appena mi avvicinano alla bambina mi saliva una paura grande, tremavo, mi girava la testa. Ero entrata in un panico totale”. Infine l’avvocato della signora, la dottoressA Tramacere, ha concluso: “Sono in corso delle trattative stragiudiziali. L’ospedale ha riconosciuto l’errore ma non ha accettato richieste di risarcimento, per il momento sta facendo altre valutazioni”.

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Sanremo 2022, Amadeus cerca Fiorello e bussa alla sua vecchia stanza: “Non c’è ancora nessuno” – Video

“Non c’è ancora nessuno”. È uno sconsolato Amadeus quello che bussa alla stanza 407 dell’Hotel Globo di Sanremo, occupata lo scorso anno da Fiorello e prenotata dal conduttore e direttore artistico anche quest’anno, nella speranza che l’amico showman lo raggiunga. In un video postato su Instagram, Amadeus si avvicina alla porta e, con giaccone, sciarpa e mascherina nera, bussa e chiede: “C’è qualcuno?”. Poi, appunto, annota: “Non c’è ancora nessuno”. La speranza è che l’amico Fiorello sciolga le riserve e torni, almeno per una sera, all’Ariston.

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Levante: “Non avevo la necessità di essere madre, ho scoperto tardi di essere incinta. Avevo paura fosse invalidante”

È dedicata a Claudia Lagona, in arte Levante, la copertina di Sette, il settimanale del Corriere della Sera in edicola oggi 28 gennaio. La cantautrice 34enne in una lunga intervista ha raccontato la propria gravidanza inattesa, annunciata qualche mese fa sui social. “È un momento inaspettatamente bello, mi sento come una matrioska. Maternità è una parola che mi stranisce, perché mi sento sempre figlia”, ha esordito. Poi ha spiegato: “Non ho cercato di diventare madre e ho scoperto tardi di essere incinta, al terzo mese. Avevo paura fosse invalidante, invece ho saltato su e giù dal palco fino a quale mese fa. Se fosse stato diverso mi sarei buttata giù probabilmente, l’avrei vissuta male. Essere incinta vuol dire che tante cose cambiano e invece io ho cercato di non cambiare nulla intorno a me, mi sono ributtata nella musica”.

E ancora ha raccontato: “Avevo detto che non riuscivo a pensare ai figli, è vero. Quando l’ho detto in realtà ero incinta e non lo sapevo. Non avevo la necessità di essere madre, anzi mi sono sempre vista nel mio futuro come una donna anziana, sola e felice con i miei anelli, i libri, la musica”. “Poi il 15 luglio arriva la notizia, faccio il test ed è positivo e io sorrido, inizio questo viaggio – ha continuato-. Questa novità non cambierà la vecchia vita, la riempirà, diventerà più affollata, piena. Ho un carattere forte, che però è come alleggerito dalla gravidanza. Non vedo questa nascita (prevista per il 15 febbraio, ndr) come la fine di una vecchia me. La vedo come una sorta di trasloco: porto me stessa in una nuova casa“.

Da piccola, l’interprete siciliana ha vissuto un terribile lutto, quello della morte del padre: “Io sono nata prepotente e poi a nove anni, dopo la morte di mio padre, sono diventata una bambina addolorata. Quando mio padre muore, mi crolla addosso la famiglia, ognuno prende la sua strada, viviamo momenti molto bui e io divento la madre di mia madre. Sono cresciuta più introversa”. Infine ha concluso: “Spero che mia figlia non somigli a me, ma al padre (Pietro Palumbo, avvocato siciliano, ndr). Le auguro di essere morbida, meno leader di me e più parte del gruppo”.

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Giuliano Ferrara ricoverato in ospedale: “Ha avuto un infarto, è in gravissime condizioni”

Giuliano Ferrara, il fondatore del quotidiano Il Foglio, è stato colpito da un infarto. È stato ricoverato d’urgenza nel reparto di rianimazione cardiologica dell’ospedale Misericordia di Grosseto, in Toscana. La prognosi è riservata: secondo quanto riferiscono diversi quotidiani, le sue condizioni sarebbero molto gravi. Ha compiuto 70 anni compiuti il 7 gennaio scorso: secondo quanto riferito dal Corriere della Serra, il giornalista ed ex parlamentare europeo si sarebbe sentito male nella serata di giovedì 27 gennaio mentre si trovava nella sua casa a Scansano, in Maremma, dove da qualche tempo si è ritirato a vivere e dove gestisce anche un’azienda agricola.

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Sanremo 2022, Beppe Vessicchio: “Ho il Covid, ho dovuto mandare un sostituto all’Ariston a fare le prove”

“Sono a casa positivo. Ho dovuto mandare un sostituto a fare le prove con Le Vibrazioni. Spero entro lunedì di riacquisire la libertà e poter raggiungere Sanremo in tempo per il Festival”. Beppe Vessicchio annuncia così, in un’intervista all’Adnkronos, di essere “positivo al Covid da diversi giorni, senza grandi sintomi”. “Ho ancora un po’ di raucedine e quindi voglio aspettare a fare il tampone ancora un paio di giorni. Non voglio rischiare di risultare ancora positivo”, ha aggiunto. Poi tornando alla preparazione del Festival, ammette: “Quest’anno con la enorme diffusione del virus è forse ancora più complesso dell’anno scorso. Hanno avuto già diversi casi nell’orchestra e nel coro. E nel coro, che prova e si esibisce naturalmente senza mascherina, questo vuole dire ogni volta far stare a casa tutti per diversi giorni e convocare altri. Ci vuole grande pazienza. Ma io sono fiducioso”, conclude.

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Nicolai Lilin, lo scrittore ricoverato d’urgenza in rianimazione al Niguarda di Milano: “Non sono no vax, mi sono vaccinato prima di ammalarmi”

Lo scrittore Nicolai Lilin, autore, tra l’altro, di ‘Educazione Siberiana’, è ricoverato in rianimazione in un ospedale di Milano per “complicazioni ai polmoni”. Ad annunciarlo è stato lui stesso, pubblicando su Facebook delle foto in ospedale. “Cari amici, vi chiedo perdono se non rispondo ai vostri messaggi, purtroppo sono in rianimazione, con le complicazioni ai polmoni. Vi ringrazio per vostra pazienza, appena mi riprendo, risponderò a tutti, come ho sempre fatto. Un forte abbraccio”, ha scritto. Poi, in un altro post, ha voluto fare chiarezza sulle sue condizioni di salute e replicare alle accuse di chi l’ha bollato come un “no vax” perché lo scorso ottobre – in un’intervista pubblicata sul magazine “Mow” – si era detto “totalmente contrario” all’adozione del green pass perché “non ha niente a che fare con la gestione della malattia. È un modo velato di imporre i limiti dei cittadini sfruttando l’emergenza. Noi sappiamo che anche le persone vaccinate possono ammalarsi e trasmettere il Covid. Hanno diviso la società in due parti e hanno limitato la mia vita da cittadino”.

“Sono stato ricoverato d’urgenza all’ospedale Niguarda di Milano in seguito ad una complicazione polmonare, in pratica nel mio torace si è creata una grande bolla d’aria che ha schiacciato il polmone destro impedendomi di respirare. Una brutta sensazione, è come annegare fuori dall’acqua. I ragazzi dell’ambulanza sono arrivati in fretta, competenti e gentili, mi hanno subito dato l’ossigeno e portato in ospedale molto veloce – ha spigato lo scrittore 42enne -. Al pronto soccorso mi hanno fatto una serie di esami sul covid, sono risultato negativo, poi mandato a fare Tac ai polmoni, che ha rivelato il problema. Subito mi hanno portato praticamente in uno stato di svenimento, perché mi mancava l’aria disperatamente, al reparto che ho preso per rianimazione, ma forse era qualcos’altro, purtroppo non sono affine alle terminologie ospedaliere e mi trovavo in uno stato pietoso, quindi posso aver sbagliato nell’affermare che ero in rianimazione”.

“I medici abbastanza velocemente attraverso un’operazione chirurgica con anestesia locale mi hanno messo un tubo di sfiato nella parte alta del costato destro, per far uscire l’aria dal polmone. Poi mi hanno trasferito nel reparto di medicina d’urgenza, dove rimango tuttora. Ho questo tubo di sfiato ancora attaccato, il quale continua far uscire una sostanza rossiccia che penso sia il prodotto dell’infiammazione del mio polmone – ha svelato Lilin -. Precedentemente al fatto di oggi, ai primi di gennaio sono guarito dal covid, che mi ha lasciato, però, una brutta broncopolmonite. Un giorno ho cominciato persino a sputare il sangue durante la tosse. Preoccupato, mi sono recato al pronto soccorso dell’ospedale Niguarda, però sono stato mandato via da due messi dell’accettazione perché ho la tessera sanitaria scaduta – la ricostruzione dello scrittore -. Ho raccontato di questo episodio allucinante nel mio ultimo video. Se quella sera mi avessero fatto visitare dai medici del pronto soccorso, forse si poteva evitare la brutta e pericolosa complicazione che ho avuto. Tra l’altro, quando ho raccontato questa storia ai medici ed infermieri che mi curavano, tutti sono rimasti sconcertati e indignati, alcuni addirittura si sono scusati con me per il comportamento dei loro colleghi dall’accettazione”.

Quindi il passaggio sul vaccino e sugli insulti ricevuti in rete: “Qualcuno nei commenti ha scritto che io sono uno ‘no vax’ e il male che ho avuto, me lo sono meritato. A parte il fatto che personalmente detesto la divisione della società promossa da certa becera propaganda, che scarica sui cittadini le responsabilità che dovrebbero essere di competenza del governo, nel mio privato mi sono vaccinato, l’ultima dose l’ho fatta a dicembre, poco prima di ammalarmi del covid – ha spiegato Lilin -. Non vorrei offendere la scienza, quindi non mi allargo nel commentare la questione vaccino malattia, ci sono già fin troppi esperti e non, che affrontano questo argomento ogni beato giorno. Vorrei semplicemente notare che trovo certi commenti non appropriati in questa circostanza, probabilmente frutto dell’esaltazione oppure della frustrazione di alcune persone. In questo momento per me penso sia ancora troppo presto per parlare della guarigione completa, però io rimango fiducioso e non vedo l’ora di guarire al più presto, per tornare alle mie solite attività artistiche. Spero che un po’ di chiarezza sul mio stato di salute possa placare la volontà di alcuni di speculare su questa vicenda e – ha concluso – evitare la diffusione delle notizie non corrette“.

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Belén e Cecilia Rodriguez, furto nel loro negozio di beneficenza: il papà Gustavo rincorre i ladri e li ferma

Tentato furto nel negozio di Belèn e Cecilia Rodríguez. Come riportato da Fanpage, lo spiacevole episodio è stato raccontato dalle stesse showgirl argentine via Instagram mercoledì 26 gennaio. La fidanzata di Ignazio Moser ha spiegato che dei ragazzi entrati nel locale per misurare alcuni abiti hanno provato a rubare un paio di scarpe firmate. Decisivo l’intervento di papà Gustavo che era lì presente e li ha inseguiti, fino a recuperare la merce. “Mio padre è e sarà per sempre il mio eroe!!! Ieri sera al Sister’s market hanno provato a rubare questo paio di scarpe, lui ha capito la situazione ed è corso dietro di loro per 200 metri. Poi li ha presi e ha chiesto loro di restituirle. Orgoglio argentino!”, ha scritto Belén su Instagram a corredo di uno scatto di Gustavo con gli articoli in mano.

Il temporary shop è stato inaugurato di recente da Belen e Cecilia Rodriguez in corso di Porta Ticinese, a Milano. Si tratta di un negozio – Sister’s Market – in cui vengono riveduti abiti da loro stesse indossate. Il ricavato è devoluto in beneficenza al Centro Maria Letizia Verga che comprende il Centro di Oncoematologia Pediatrica e il Centro Trapianto di Midollo Osseo, della Fondazione Mbbm Ospedale San Gerardo di Monza, punto di riferimento nazionale per la cura delle leucemie ed emopatie del bambino.

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“Brad Pitt ha una storia con la sua vicina di casa. È una famosa cantante”

Brad Pitt ha una storia con la sua vicina di casa, una famosa cantante. O almeno, questo è quello che sostiene il tabloid inglese The Sun, secondo cui l’attore star di Hollywood si starebbe frequentando da qualche tempo con Lykke Li, cantante svedese autore di un tormentone di qualche mese fa. Fonti anonime hanno riferito al quotidiano che la coppia approfitterebbe proprio della vicinanza per incontrarsi in gran segreto ma di recente è stata avvistata insieme in un noto ristorante di Hollywood, amato dalle celebrity. “Era Lykke, stavano cenando insieme“, ha detto un testimone al Sun. E ancora, un altra fonte: “Brad e Lykke sono riusciti a non farsi notare così facilmente perché sono vicini. Ha funzionato perfettamente per Brad, avere qualcuno che gli piace che vive così vicino a lui“.

Lykke Li è una cantante svedese di musica indie: si è trasferita negli Stati Uniti quando aveva 19 e vive a Los Feliz dal 2018, in una villa acquistata dall’ex compagno Jeff Bhasker con cui ha un figlio di 5 anni.

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