Regina Elisabetta, la sovrana usa una mano finta per salutare: a svelarlo è la principessa Anna

A 92 anni, di cui 66 trascorsi sul trono, la regina Elisabetta è la sovrana più longeva del Regno Unito e, come tale, nel corso del tempo ha affinato i “trucchi del mestiere”. Così, dietro uno dei gesti più iconici di Sua Maestà, quel suo saluto appena accennato rivolto alla folla che l’acclama dal finestrino della sua Rolls Royce, si cela in realtà un arguto stratagemma. La mano inguantata che spunta dai soprabiti multicolor della Regina e che ruota lentamente in direzione del pubblico altro non è infatti che un manichino.  A rivelarlo è stata la sua unica figlia femmina, la principessa Anna, al famoso biografo reale Robert Hardman autore della biografia “Queen Of The World” da poco uscita in Gran Bretagna.

“Quando la Regina ha bisogno di tirare un po’ il fiato ricorre a questa arma segreta”, ha rivelato la principessa Anna. Si tratta di “un marchingegno di legno formato da una mano finta montata su un bastone, che viene avvolta con un guanto identico a quello che la sovrana indossa davvero quel giorno”, e che poi viene inserito nella manica della giacca che Elisabetta II indossa. Questo aggeggio è un regalo di alcuni studenti australiani: “Si aziona una leva e la mano si muove da una parte e dall’altra. Abbiamo pensato tutti fosse un gesto sfacciato, consegnarlo nelle sue mani, ma Sua Maestà ne era entusiasta”, spiega la figlia. Addirittura: “elettrizzata”. D’altra parte però, è comprensibile che, vista l’età, Elisabetta II si stanchi facilmente a tenere il braccio sollevato per compiere il rigido gesto di saluto. E poi, a “The Queen” tutto è concesso.

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Congresso Pd, Bonafè trionfa in Toscana: stravince a Firenze, ma fa fatica in periferia. E a votare va solo un iscritto su 3

Chi lo implora: “Ritirati”. Chi sbotta: “‘Un ti si regge più”. Matteo Renzi posta su facebook il video della sua intervista a Otto e mezzo e le reazioni non sono tutte devote, da tifosi di curva. Tutt’altro. Che il clima nei confronti dell’ex presidente del Consiglio e segretario del Pd non sia propizio non lo si ricava solo da facebook o dai sondaggi, ma anche dai risultati dei congressi del Partito democratico in Toscana, la prima regione ad aver aperto le danze congressuali. L’ex premier ha schierato un calibro da novanta, l’europarlamentare Simona Bonafè, una delle tre portavoce delle primarie del 2012 (le altre due erano Maria Elena Boschi e Sara Biagiotti, ex sindaca di Sesto Fiorentino ora finita nell’ombra), contro il semi-sconosciuto piombinese Valerio Fabiani, esponente della sinistra zingarettiana. A prima vista sembra un trionfo, una rinascita dell’ex dirigenza democratica. Ma basta un colpo di zoom per capire che la storia è parecchio diversa. I risultati – a metà del giro di giostra dei congressi di circolo – non sono per niente esaltanti. Nonostante il “Brava Simo…”, che Renzi ripete come un mantra perché la Toscana è la sua terra, e da qui vuole ripartire per il suo rilancio nazionale dopo il botto elettorale del 4 marzo scorso.

Certo, la Bonafè è destinata a vincere facile contro Fabiani. Dopo 272 circoli si attesta intorno al 72 per centro contro il 32 del rivale, quindi grossomodo si può dire che su dieci iscritti Pd che vanno a votare, 7 sono renziani. Il problema, per il Pd e per Renzi, è però un altro. Gigantesco: solo uno iscritto su tre si sta recando a votare. Da Firenze a Pisa in tutta la Toscana, ex regione rossa e renziana, si registra un crollo dell’affluenza alle urne. Domina lo spaesamento e la disaffezione. Al circolo Boncinelli, Firenze sud, dove sventola anche la bandiera di Rifondazione, Luigi, un democratico folgorato sulla via della Damasco renziana, ora racconta che non ne può più: “Litigano tra di loro per le poltrone mentre continuano a perdere. E il prossimo anno, alle elezioni comunali, rischiano di consegnare Firenze, la città di Fabiani e La Pira, ad un leghista…”.

A Firenze e paesi limitrofi il renzismo sembra reggere. Qui la Bonafè schiaccia l’avversario, ma appena dal capoluogo si va nella Toscana dalle forti tradizioni rosse o nelle città della costa i dati sono diversi e preoccupanti per i renziani. A Sesto Fiorentino ad esempio Fabiani segue a ruota la Bonafè: il 47 per cento di voti il primo e il 53 per cento la seconda. Nell’Empolese, dove il sindaco Pd di Castelfiorentino Alessio Falorni ha lanciato una petizione sulla sicurezza per arginare l’onda salviniana che ha inondato anche la Toscana rossa, Fabiani si difende bene.

Due brutte notizie per Renzi. Oltre al crollo dell’affluenza e alla disaffezione degli iscritti, le votazioni dei congressi lasciano infatti intuire che le dinamiche del voto del 4 marzo scorso non sono cambiate, il copione è lo stesso: il Pd renziano resiste nelle città ricche e nei loro centri urbani, ma nelle periferie o nei Paesi attraversati dalla crisi economica il malcontento resta intatto e solo la sinistra interna può in parte intercettarlo. Insomma il 4 marzo, la Waterloo di Renzi, è ancora vicina e brucia come una ferita difficile da cicatrizzare.

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Roma, ha spintonato e fatto cadere una donna sulle scale della curva nord. Arrestato tifoso romanista

E’ stato arrestato il tifoso che ha spintonato e fatto cadere una donna sulla scalinata di accesso della curva nord allo stadio Olimpico, durante l’incontro Roma-Frosinone il 26 settembre scorso. Ieri gli agenti della Digos, con l’ausilio dei colleghi del commissariato Prati, hanno arrestato il tifoso romanista che all’inizio del secondo tempo della partita Roma – Frosinone ha violentemente spinto alle spalle la donna, facendola cadere dalla scalinata di accesso alla curva nord. Il gesto, secondo quanto ricostruito dalla polizia, “sarebbe scaturito da una discussione nata a causa di un tatuaggio con lo stemma del Liverpool che il marito della donna aveva su una gamba”.

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Notte Europea dei Ricercatori 2018, dalla guida di un rover con lo smartphone alla discoteca delle molecole: tutti gli eventi

Per chi ha sempre sognato di poter parlare con un astronauta, interrogare un professore o assistere a un esperimento è l’occasione giusta. I ricercatori escono dai laboratori per aprirli al pubblico. Torna la Notte Europea dei Ricercatori, la più importante manifestazione europea di comunicazione scientifica, promossa dall’Unione Europea, che da 13 anni porta la scienza tra i cittadini di tutte le età. L’appuntamento è per il 28 settembre, con incontri, visite ai centri di ricerca, giochi ed esperimenti in oltre 340 città di tutta Europa, che andranno avanti anche il 29. L’Italia ci sarà con grandi 8 progetti in 116 città.

Tra questi MeetMeTonight, la Notte Europea dei Ricercatori che animerà undici città tra Lombardia e Campania, con laboratori, mostre, dibattiti e percorsi per le scuole. Ci sarà lo stand “Che spettacolo la scienza!”, con esperimenti su affascinanti fenomeni fisici, e la mostra fotografica ‘Scatti di Scienza’, dove gli studenti diventano testimonial del lavoro scientifico. Sempre a Milano, il Museo della scienza e della tecnica organizza ‘Open Night. A tu per tu con la ricerca’, dove tra le altre cose si potrà avere uno ‘speed date’ con i ricercatori dell’Istituto neurologico Besta che risponderanno a domande sul cervello, e ammirare il prototipo di trivella, prodotta da Leonardo, che perforerà Marte. Tante anche le iniziative del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr).

A Roma, nell’area di Tor Vergata, si potranno fare esperimenti nel ‘Padiglione della Scienza’, fare un viaggio nella ‘Discoteca delle molecole‘ è tra onde, luce, colori e movimento, mentre i più piccoli potranno usare la luce per generare chiavi crittografiche per messaggi segreti. Per il progetto Sharper invece, gli edifici storici di Ancona, Cagliari, Caserta, Catania, L’Aquila, Macerata, Napoli, Nuoro, Palermo, Pavia, Perugia e Trieste si vestiranno di luce, con immagini e disegni che raccontano i principali traguardi scientifici degli ultimi anni. Oltre ai laboratori, aperti anche 38 siti del patrimonio culturale. Con l’Agenzia spaziale europea (Esa) si potrà vivere l’emozione di una ‘prova di guida’ con i simulatori Apollo e Soyuz, e partecipare ad un concorso in cui bambini ed adulti dovranno evitare un asteroide, mentre presso l’Agenzia spaziale italiana (Asi) si potrà mangiare come gli astronauti e guidare i rover con smartphone. Sempre in tema spaziale, tra gli eventi dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), si segnalano i laboratori nella Galleria Umberto I di Napoli sulla spettroscopia e il lensing gravitazionale, e quelli a Bologna per bambini con i chiodini sulle immagini digitali, in collaborazione con l’università della città. L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) sarà presente in 11 città, tra cui l’Aquila, dove spiegherà cosa sanno i ricercatori sui terremoti.

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Massimo Giletti: “La Rai è nel mio cuore, non so cosa succederà domani ma ho solo profondo amore”

La Rai è nel mio cuore io sono nato e cresciuto in Rai, non so quello che succederà un domani però per la Rai ho solo profondo amore”, Massimo Giletti riserva parole al miele all’azienda che per trent’anni è stata casa sua. “Io per Cairo ho un grandissimo rispetto perché mi ha dato una chance importante e credo che nella vita, per come sono fatto, conta molto di più il lato umano che il lato del denaro”, aggiunge il conduttore torinese durante L’Intervista in onda su Canale 5.

Una lunga chiacchierata con Maurizio Costanzo durante la quale, in maniera inevitabile, torna a parlare dell’addio da Viale Mazzini e della chiusura improvvisa della sua Arena a luglio 2017: “Mi ha dato anche fastidio perché non me l’hanno comunicato, io l’ho letto su TVblog anche se il giorno prima avevo intuito che c’era qualche problema. Capisci che chiudere un programma che fa 4 milioni di telespettatori, mi sembrava improbabile che si facesse una cosa del genere.”

Nonostante gli ottimi ascolti il talk domenicale era stato chiuso, in molti avevano immaginato per ragioni politiche e non televisive: “A chi ho dato fastidio? Non sono io che lo devo dire, il Direttore Generale è libero di fare delle scelte…“, conferma Giletti ma il padrone di casa lo incalza convinto che dietro possa esserci altro: “Beh credo a chi pensava, sbagliando, che io alimentassi l’anti-sistema”, conclude il conduttore di Non è L’arena.

Nei mesi scorsi era più volte circolata l’ipotesi di un suo ritorno a Viale Mazzini reso impossibile dalla presenza ancora alla direzione dell’azienda di Mario Orfeo che ha curato gli ultimi palinsesti Rai. Intanto Giletti è giunto alla seconda stagione di Non è l’Arena consolidando gli ottimi ascolti e portando a casa le interviste esclusive a Jimmy Bennett e Asia Argento.

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XFactor, l’esibizione di Simon non convince i giudici: il fidanzato irrompe sul palco in sua difesa. Ecco come finisce

Alle audizioni di XFactor, in onda ogni giovedì alle 21.15 su Sky Uno, la prova di Simon, che si è cimentata con un pezzo trap, non ha convinto i giudici. Quando Manuel Agnelli le ha detto che era a 37 anni era oltre, non calata nel ruolo, il suo compagno ha fatto irruzione sul palco, prendendo le difese della concorrente: “Un pezzo di dura critica sociale, non l’avete capita”… ma i giudici sono stati compatti nel giudizio

Immagini concesse da Sky

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Natale a 5 stelle, il prossimo film Vanzina racconterà l’italia Pentaleghista: è il primo cinepanettone politico

Lo scorso 8 luglio è scomparso Carlo Vanzina, il re dei cinepanettoni ha però lasciato in eredità un ultimo film affidato al fratello Enrico e all’amico Marco Risi. Una pellicola per certi versi rivoluzionaria per il genere perché Natale a 5 Stelle, questo il titolo, racconterà l’Italia ai tempi del governo Pentaleghista. Stiamo parlando del primo “cinepanettone politico”, sulla carta già diverso dall’Italia vacanziera solitamente rappresentata. Il premier Conte, che dovrebbe avere un nome diverso, sarà interpretato da Massimo Ghini alla prese con incontri amorosi, ovviamente extraconiugali, con la parlamentare toscana del Pd interpretata da Martina Stella. Il personaggio di Ghini elegante e con ciuffo visibile risponde alle continue telefonate ansiogene di “Luigi” e “Matteo”. Per il ruolo del leghista violento è stato scelto Massimo Ciavarro mentre il romanissimo Ricky Memphis sarà impegnato come portaborse del Premier, ex comunista e amante della moglie del presidente del Consiglio interpretata da Paola Minaccioni.

Completano il cast Riccardo Rossi, Andrea Osvart e Biagio Izzo. Dalla trama si colgono riferimenti alla realtà politica italiana ma anche alcuni aspetti di fantasia. Una fotografia ironica del cambiamento del Belpaese, questo almeno l’obiettivo. Il cambiamento più importante è però un altro: il film, pur avendo un potenziale commerciale, non arriverà in sala. Per la prima volta il cinepanettone sbarcherà solo su Netflix, attraverso la piattaforma sarà disponibile in streaming in 190 paesi.

L’arrivo in sala la sera di Natale o Capodanno potrà essere evitato accomodandosi semplicemente sul divano senza vincoli. Le riprese sono già iniziate a Budapest dove si gira con un Babbo Natale in carrozzina sulla riva del Danubio, una parte del cast è infatti ungherese. La satira politica nel cinepanettone e la trasmissione su Netflix rappresentano una piccola rivoluzione. Funzionerà?

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Music Day, come ribadire che Piero Piccioni e Piero Umiliani sono immortali

Anche solo poter scrivere di Piero Piccioni e Piero Umiliani mi riempie di infinita gioia ed emozione, per quanto grande è l’amore verso questi due grandissimi, straordinari, immortali compositori di colonne sonore (e non solo, anzi è riduttivo etichettarli come tali). Tanto da avergli dedicato il mio primo cd auto prodotto Tipa ideale e un brano in particolare (una bossetta strumentale che ho intitolato Da Piero), tanto da rimbalzare, nei miei ascolti, dalle composizioni dell’uno a quelle dell’altro democraticamente, assegnando loro il posto migliore nell’Olimpo della nostra Italia musicale che merita, quella di cui fanno parte anche tantissimi stimati e speciali compositori di commenti musicali di film di genere, a volte di film definiti di serie B. E allora ecco che giunge come un dono prezioso il doppio appuntamento previsto in questa edizione autunnale della fiera del disco Music Day, che si terrà sabato 29 e domenica 30 settembre a Roma al Mercure West di Viale degli Eroi di Cefalonia 301.

Sabato alle ore 11 ci sarà l’omaggio a Piero Piccioni in occasione della ristampa in Cd di due capolavori: Camille 2000, colonna sonora dell’omonimo film del 1969 diretto da Radley Metzger e Il Mondo di Notte, commento musicale dell’omonimo film-documentario del 1960 diretto da Luigi Vanzi. All’incontro saranno presenti il figlio Jason Piccioni, il discografico Claudio Fuiano e l’attore Nicola Vicidomini. Piero Piccioni ha scritto oltre trecento colonne sonore collaborando con i maggiori registi italiani come Francesco Rosi (per quasi tutti i suoi film, tra cui Salvatore Giuliano del 1963 per il quale ricevette Il Nastro D’argento), Luchino Visconti, Vittorio De Sica, Roberto Rossellini, Mario Monicelli, Bernardo Bertolucci, Dino Risi, Lina Wertmüller (a lui il David di Donatello per l’indimenticabile Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto del 1975). Più di tutto, però, quello che rimane scolpito nei ricordi e nel cuore sono le infinite collaborazioni ai film del nostro amatissimo Alberto Sordi, con cui aveva un sodalizio umano oltre che professionale. E così come dimenticare i preziosi temi di Fumo di Londra, Il medico della mutua, Amore mio aiutami, Il prof. dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue, Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata, Finché c’è guerra c’è speranza solo per citarne alcuni, il cui ascolto ancora oggi ci riempie non solo di gioia nostalgica per un’epoca di grandi talenti in tutti i campi artistici, ma di orgoglio per la modernità e compiutezza musicale che rivelano, raggiungendo inarrivabili vette.

E lo stesso discorso va fatto con gli stessi entusiastici aggettivi per il grandissimo Piero Umiliani, che sarà il protagonista dell’incontro di domenica 30, sempre alle 11, dedicato alla presentazione del doppio Lp La schiava io ce l’ho e tu no (colonna dell’omonimo film di Giorgio Capitani del 1973 con Lando Buzzanca e Catherine Spaak) e il vinile Al Cinema con Piero Umiliani, rarissima raccolta di temi già nell’anno di pubblicazione, il 1969 (solo 100 copie), alla presenza delle etichette discografiche e di distribuzione Cometa edizioni musicali, Beat Records Company e Four Flies Records, e delle fortunatamente attivissime figlie Alessandra ed Elisabetta. A loro si deve una meticolosa cura del patrimonio artistico del padre in alcuni casi riscoperto anche attraverso inediti, oltre che la generosità nel divulgare deliziosi racconti personali e familiari che riguardano il Maestro, regalandoci di lui l’immagine di un uomo schietto, avventuroso, gioviale, anticonformista e innovatore, facendoci così rimpiangere ancora di più di non averlo potuto conoscere di persona.

Nella colonna sonora della Schiava ritroviamo il più delizioso sapore di quei ritmi mutuati dal Sudamerica e adattati alla commedia brillante anni settanta, frizzanti e leggeri nel senso più alto del termine, che Piero Umiliani conosce bene e fa suoi con estrema padronanza, regalandoci attimi eterni di spensieratezza musicale supportato dalle esecuzioni degli immancabili Cantori Moderni di Alessandro Alessandroni e dai vocalizzi della dolce Edda Dell’Orso, pilastro canoro dell’epoca.

Piero Umiliani ha dato vita a più di 150 colonne sonore, con vette di genialità estro e modernità assolute, e poi sonorizzazioni e album di musica elettronica e sperimentale con strumenti all’avanguardia in aggiunta alle composizioni per orchestra. Egli tra l’altro amava portare con sé, collezionandoli e utilizzandoli nelle sue produzioni, strumenti musicali tipici dei paesi stranieri dove si recava per lavoro (e chi ha potuto visitare il suo studio come me ha potuto vedere anche come si ingegnava a ricreare determinati effetti, da vero ingegnere del suono). Ricordiamo le numerose collaborazioni con il regista Luigi Scattini che lo facevano viaggiare verso luoghi esotici per i suoi film come Il Corpo e altri ancora; tra questi anche il mondo movie Svezia, inferno e paradiso del 1968 che contiene il celeberrimo Mah-nà mah-nà cantato in origine da Alessandro Alessandroni e Giulia De Mutiis e suonato dai Marc 4, poi apparso nel Muppet show e ripreso ultimamente anche da Elio (di Elio e le Storie Tese) con il poliedrico Massimo Martellotta.

Passato alla storia per aver introdotto il primo tema jazz in una colonna sonora italiana con il film I soliti ignoti (Blues for Gassman) capolavoro di Mario Monicelli del 1958 , l’anno successivo, con L’Audace colpo dei soliti ignoti per la regia di Nanni Loy, si fregia della presenza indimenticabile del grande Chet Baker alla tromba, senza dimenticare la storica e notissima colonna sonora del film di Luigi Zampa Il vigile, del 1960, con uno scoppiettante Alberto Sordi.

E’ impossibile racchiudere in queste mie poche righe tutta l’eredità ricevuta da questi due giganteschi Maestri. Spero solo di aver solleticato la curiosità di quanti vogliano approfondire la conoscenza di un marchio made in Italy di cui andare eternamente fieri. Concludo ricordando due libri su Piero Umiliani: Piero Umiliani e la sua musica, di Gianluca Tosi (Bloodbuster) e Piero Umiliani in parole e musica a cura di Andrea Campanella.

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