Crozza-Di Maio legge le risposte su Wikipedia: “L’Italia? Si trova di fronte a una pagina di… disambiguazione”

Nella puntata di Fratelli di Crozza in onda tutti i venerdì in prima serata sul Nove Crozza nei panni di Luigi Di Maio legge le risposte alle domande dei giornalisti sbirciando su Wikipedia: “L’Italia si trova di fronte ad una pagina di disambiguazione…”  Live streaming, episodi completi e clip extra su Dplay.com

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Sondaggi, la Lega sale 34,7% togliendo voti al M5S. Stabili i consensi al governo nonostante le tensioni nella maggioranza

La Lega di Matteo Salvini continua a raccogliere consensi, raggiungendo così il 34,7%, la percentuale più alta di sempre. Rimane stabile invece il Movimento 5 Stelle al 28,7% (+0,2%), seguito dal Pd con il 16,5%  (-0,6%) e Forza Italia con l’8,7% (+0,9%). Sempre più staccati invece, + Europa e Fratelli D’Italia, entrambi fermi al 2,7%, e Leu al 2,1%. È quanto emerge dagli ultimi sondaggi commissionati dal Corriere della Sera a Nando Pagnoncelli, che registrano anche la sostanziale tenuta del governo Lega – 5 Stelle: il 57% degli italiani ha espresso infatti un giudizio positivo sull’esecutivo e l’indice di gradimento cala solo di un punto, passando da 64 a 63.

La continua ascesa della Lega, dicono i sondaggi, si deve soprattutto a nuovi potenziali elettori: oltre la metà di coloro che oggi la voterebbero (54%), non ha votato per il partito di Salvini lo scorso 4 marzo e si tratta per lo più di elettori delusi dal M5S, a cui si aggiungono poi una parte degli astensionisti e poi per il 12% ex elettori di Forza Italia, per il 4% di un altro partito di centrodestra e per il 3% del Pd. Trainata dal Carroccio, la coalizione di centrodestra passa così dal 37% al 46,5%, superando così la soglia del 40% necessaria per garantire la maggioranza in Parlamento. Calano invece sia M5S (-4 punti) e centrosinistra (-3%).

Aumentano però, anche se di poco, le valutazioni negative, che passano dal 32% al 33%, e le posizioni critiche nei confronti dell’operato del governo, dal 30% al 33%. Chi perde consensi personali sono invece il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che passa dal 60% al 58%, e i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, che registrano un calo dell’indice di gradimento personale. Le forti tensioni emerse nell’ultimo mese all’interno della maggioranza e gli scontri accesi tra Salvini e Di Maio non sembrano quindi aver inficiato il giudizio degli italiani sul governo, ma si riflettono piuttosto nel calo di fiducia nei confronti dei leader dei partiti.

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Mario Draghi difende l’indipendenza della Bce. Ma è davvero così?

“L’indipendenza di una banca centrale è essenziale”, ha affermato recentemente il presidente della Bce, Mario Draghi. “Se le banche centrali fossero meno indipendenti, e il pubblico percepisse che la politica monetaria può essere condizionata in una direzione o nell’altra, ciò alla fine destabilizzerebbe le aspettative d’inflazione e minaccerebbe la stabilità dei prezzi, proprio come negli anni 70″.

Draghi si riferisce indirettamente agli attacchi che il presidente statunitense Donald Trump ha sferrato contro la Fed, la banca centrale americana, per avere deciso di alzare il tasso di interesse, cioè di aumentare il prezzo del dollaro (manovra questa che ha provocato un brusco calo della borsa di Wall Street). Tuttavia, al di là della legittima (e scontata) difesa d’ufficio dell’indipendenza della sua istituzione, Draghi sbaglia. E non solo perché l’inflazione ormai da molti anni non è più il pericolo principale dell’economia. La minaccia che grava sull’eurozona è infatti quella ben più grave della deflazione, cioè del ristagno dell’economia e della conseguente disoccupazione.

Il cuore del problema è però un altro: la Bce indipendente ha il monopolio della moneta, ma la crea solo a favore delle banche e non degli Stati. Le banche d’affari nazionali e internazionali e gli altri operatori finanziari – fondi di investimento, fondi speculativi, fondi pensione, assicurazioni, fondi sovrani, ecc – diventano così i “padroni della moneta” e gli Stati – che pure con le loro tasse sono i garanti ultimi del valore della moneta e sono formalmente “sovrani” – sono costretti a diventare servi dei mercati per ottenere i soldi necessari per finanziare scuole, ospedali, ricerca, sicurezza, giustizia, pensioni, ponti e strade, ecc. Senza una banca centrale prestatrice di ultima istanza, gli Stati sono in balia dei mercati finanziari. I mercati però non sono enti di beneficenza: prestano soldi dietro lauti interessi svuotando le casse dello Stato. Non a caso, da quando c’è stato il divorzio tra il Tesoro e Bankitalia, tra il 1980 ed il 2014, l’Italia ha pagato ai creditori interessi per 3.450 miliardi di euro (parametrati al 2014), una somma di proporzioni enormi (vedi Scenari economici). E questo non è comunque bastato perché il debito è continuato ad aumentare.

Torniamo al presente: attualmente il governo giallo-verde di Giuseppe Conte avrebbe in teoria tutti i mezzi per realizzare il suo programma. Infatti il bilancio della pubblica amministrazione registra un avanzo primario (entrate meno uscite al netto degli interessi) consistente, pari al 2% circa del Pil, cioè a circa 20-30 miliardi: ovvero i cittadini pagano in tasse 20-30 miliardi in più di quanto ricevono, cioè di quanto lo Stato spende in scuole, ospedali, pensioni, sicurezza, servizi pubblici, ecc. Da 26 anni – con l’eccezione di due soli anni – l’Italia registra un surplus di bilancio primario: questo però non è bastato per pagare tutti gli interessi sul debito. Quindi lo Stato italiano ogni anno è costretto a fare altro deficit – circa 30 miliardi all’anno – non per ripagare il suo debito ma solamente per pagare agli investitori finanziari gli interessi sul debito pregresso. Così il debito pubblico continua ad aumentare. E’ una spirale perversa alimentata dai crescenti tassi di interesse (i più alti in Europa dopo quelli della Grecia) applicati all’Italia dai giganti della finanza. Lo Stato italiano è in deficit solo perché deve pagare gli interessi crescenti ai creditori senza essere coperto da una banca centrale pronta a monetizzare il suo debito – ovvero a stampare denaro a favore dello Stato come fa per le banche.

La Bce, nata a Maastricht sul modello della Bundesbank tedesca, è poi, rispetto alle altre banche centrali, quella più restrittiva. La Bce negli ultimi anni ha salvato le banche dell’eurozona finanziandole per migliaia di miliardi di euro ma – a differenza per esempio della Fed, della Bank of England, della Bank of Japan – non può coprire i debiti degli Stati, neanche quando i debiti pubblici sono necessari per rilanciare l’economia e l’occupazione e uscire dalla crisi. La Bce “indipendente” non può soccorrere neppure temporaneamente gli Stati indebitati ma solvibili (come l’Italia) anche se sono colpiti dalla speculazione, ed è anche l’unica banca centrale al mondo che non può farlo.

Da questo punto di vista sono pienamente giustificate le richieste di Paolo Savona, il ministro per i rapporti con l’Unione Europea, per il quale la Bce dovrebbe potere intervenire in caso di attacco speculativo (come fanno tutte le altre banche centrali).

Dal momento che gli Stati dell’eurozona non hanno lo scudo della Bce, essi costituiscono una facile e ricca preda per la speculazione. Da qui la crescente divaricazione tra Stati creditori e Stati debitori, e la possibile rottura dell’eurozona. Dal mio punto di vista, una moneta non sostenuta dalla Banca Centrale di emissione è infatti strutturalmente fragile, pronta a sciogliersi al primo accenno di crisi monetaria.

Il problema è che le banche centrali sono (apparentemente) indipendenti dai governi ma sono invece troppo dipendenti dalle banche che dovrebbero regolamentare. Tuttavia quando le banche precipitano nella crisi per le loro speculazioni finanziarie, sono gli stati a salvarle con i soldi dei contribuenti. I debiti delle banche diventano debito dello Stato. L’indipendenza della banca centrale diventa allora formale. Inoltre troppo spesso le banche centrali fanno politica. Basti ricordare il contenuto della lettera inviata dalla Bce al governo italiano nel 2011 e firmata dall’ex presidente Trichet e da Mario Draghi: la Bce imponeva di modificare la Costituzione per raggiungere il pareggio di bilancio, di liberalizzare il mercato del lavoro e di privatizzare tutto ciò che era possibile privatizzare. La Bce ha dettato ai governi le nefaste politiche liberiste che hanno devastato e impoverito il nostro paese.

In conclusione: la moneta è un bene comune troppo importante per essere lasciato esclusivamente nelle mani dei banchieri. Il Parlamento dovrebbe avere la possibilità di decidere le linee guida delle politiche monetarie e creditizie. La Banca Centrale dovrebbe godere di autonomia operativa ma non di indipendenza assoluta. Lo Stato democratico dovrebbe ritornare ad avere almeno in parte una sua potestà monetaria; nel quadro dell’Eurozona, l’unica maniera possibile è di emettere dei titoli fiscali quasi-moneta che funzionino da moneta complementare all’euro.

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Novara, vietati abiti succinti, bevande in vetro e bici legate ai pali: polemiche per il nuovo regolamento del Comune

Vietato “mostrarsi in pubblico in abiti che offendano il comune senso del pudore”. Ma anche vietato immergersi nelle fontane (come i turisti a Roma in estate). E poi è vietato legare le bici ai pali, bere alcolici oltre un certo orario fuori dalle aree autorizzate. Il nuovo regolamento della polizia municipale di Novara, votato dalla maggioranza di centrodestra, bocciato da quello di centrosinistra (con l’astensione del M5s) ha suscitato qualche alzata di sopracciglio e qualche risatina per le norme introdotte nella vita dei suoi abitanti. Norme che a tratti sembrano moraliste, come quella sull’abbigliamento contrario al “senso del pudore”.

“Sono tutt’altro che bacchettone – premette l’assessore alla sicurezza Mario Paganini, esponente tecnico (è luogotenente della Guardia di finanza) della giunta di Alessandro Canelli targata Lega -. È la Cassazione che ci dice cosa è il senso del pudore. Una maglietta ‘sconcia’ per strada ha un valore, in chiesa ne ha un altro”. Con questa regola “abbiamo cercato di scrivere una norma senza nessuna pretesa di moralità: è un piccolo precetto da seguire, da contestualizzare e da verificare caso per caso”. Viene da chiedersi quale comportamento abbia giustificato l’esigenza di questa regole. Forse la prostituzione su strada? No. “Per quelle c’è l’articolo 20 – risponde l’assessore -. Abbiamo una norma specifica”. Che dice: “È fatto divieto di concordare e contrattare prestazioni sessuali su tutto il territorio comunale con soggetti che esercitano l’attività di meretricio su strada o che, per il loro atteggiamento, abbigliamento o modalità di approccio manifestino l’intenzione di esercitare prestazioni sessuali”, legge Paganini. Quindi non si vede l’esigenza della regola contro l’abbigliamento poco pudico. “Mi viene il sospetto che l’abbiano fatto per un episodio accaduto all’ultimo gay pride, che non fu patrocinato dal Comune – spiega l’ex sindaco, ora capogruppo Pd in consiglio comunale, Andrea Ballaré -. C’era una persona con il seno in bella vista”. Quel caso raro ora potrebbe aumentare i dubbi dei vigili novaresi: che cosa viola quella regola? Chi multare e in quali occasioni? “Potrebbe anche rimanere inapplicata”, ammette Paganini.

C’è poi la norma che vieta di legare le biciclette al palo. “Per attualizzare il regolamento originario agli anni Venti abbiamo trasformato delle ordinanze, che devono essere ‘contingibili e urgenti’ e non possono essere reiterate, e le abbiamo trasformate in norme del regolamento”, spiega Paganini. In questo modo una norma che voleva limitare il parcheggio selvaggio di biciclette alla stazione è finita per vietare di parcheggiare le biciclette ai pali di tutta la città. “L’opposizione voleva che la regola valesse soltanto per le bici abbandonate, ma come può un agente capirlo?”, si giustifica l’assessore. Quindi multe a tutti, in attesa che vengano montati i nuovi stalli per le biciclette.

E non è finita. “L’articolo 34 è incredibile – ha fatto notare la consigliera Pd Sara Paladini a La Stampa – perché vieta ai circoli e ad attività artigianali dell’alimentare, come le panetterie, di vendere qualsiasi bevanda in contenitori di vetro: allora non devono più vendere latte, vino e birra? È una penalizzazione grave per i piccoli negozi”. L’assessore replica: “Ne abbiamo discusso in due commissioni e l’opposizione non ha presentato emendamenti per questo articolo”.“Ho l’impressione che abbiano fatto un copia-incolla di norme dai regolamenti della altre città per mettere insieme tutta la casistica”, afferma l’ex sindaco Ballaré, che annuncia: “Ci rivolgeremo al prefetto che è il responsabile della sicurezza della città”.

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Torna Crozza-De Luca: “Prima di Toninelli gli italiani per andare da nord a sud si spostavano con le catapulte…”

Nella puntata di Fratelli di Crozza in onda tutti i venerdì in prima serata sul Nove un esilarante Crozza nei panni di uno scatenato Vincenzo De Luca “Se possiamo andare avanti è solo grazie alla ciclabile Brennero-Palermo di Toninelli: prima gli italiani per andare da Nord a Sud si avvalevano della catapulte”.   “Live streaming, episodi completi e clip extra su Dplay.com

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