All posts by Veronica Nicosia

Melania Rea, permesso premio al marito Salvatore Parolisi dopo 9 anni di carcere

ROMA – Salvatore Parolisi, condannato per l’omicidio della moglie Melania Rea, ha ottenuto un permesso premio dopo 9 anni di carcere.

Parolisi, ex caporal maggiore dell’Esercito, è stato condannato a 20 anni di carcere dai giudici della Cassazione.

L’ex caporal maggiore era stato condannato all’ergastolo in primo grado per l’omicidio della moglie Melania, 29enne al momento del delitto.

In Appello, Parolisi era stato condannato a 30 anni di carcere.

Poi la Cassazione ha ridotto a 20 anni la condanna, eliminando l’aggravante della crudeltà.

Ora Parolisi ha ottenuto il suo primo permesso premio, dopo aver scontato quasi la metà della pena in carcere.

Il fratello di Melania ha dichiarato che Parolisi non potrà vedere la figlia, che all’epoca del fatto aveva solo 18 mesi.

Dopo la condanna, la bambina è stata affidata ai nonni materni.

Omicidio Melania Rea, dal ritrovamento alla condanna di Salvatore Parolisi

Melania Rea scomparve sul Colle San Marco di Ascoli Piceno, dove era andata a trascorrere qualche ora in un bosco con la figlia di 18 mesi e il marito.

Parolisi dichiarò che Melania si era allontanata per andare in bagno allo chalet e non era più tornata.

Fu proprio l’ex caporal maggiore dell’esercito a denunciarne la scomparsa e far iniziare le ricerche.

La donna, 29 anni, fu trovata morta in un bosco della provincia di Teramo, in Abruzzo, nell’aprile 2011.

Secondo la ricostruzione dei giudici, Salvatore Parolisi uccise la moglie al culmine di un litigio per la sua “conclamata infedeltà coniugale” in una esplosione d’ira. (Fonte: Repubblica)

Jerago con Orago, anziana di 93 anni uccisa nella sua casa

VARESE – Una donna di 93 anni è stata uccisa nella sua abitazione di Jerago con Orago, in provincia di Varese, il 3 giugno.

La vittima è stata trovata nella corte della sua abitazione con profonde ferite alla testa.

In casa al momento del delitto c’era la figlia di 71 anni, una donna con problemi psichici.

I sanitari del 118 e i carabinieri sono arrivati sul posto dopo essere stati allertati.

I militari hanno eseguito i rilievi del caso. (Fonti: ANSA, AGI)

Lauro, sindaco vieta il fumo negli spazi pubblici e rimuove le panchine

AVELLINO – Il comune di Lauro vieta il fumo nelle piazze e negli spazi pubblici fino al 20 giugno.

Il sindaco della città in provincia di Avellino, Antonio Bossone, ha disposto il divieto di fumo negli spazi pubblici e anche la rimozione di panchine in parchi e giardini.

Una decisione presa per evitare gli assembramenti all’interno dei giardinetti della città durante la fase 2 dell’emergenza coronavirus.

L’emissione dell’ordinanza a poche ore dalla riapertura della mobilità interregionale fa discutere.

Sindaco di Lauro vieta fumo negli spazi pubblici

Bossone ha spiegato: “Il fatto di fumare costituisce un alibi per girare senza mascherina”.

Il comune di Lauro fu dichiarato zona rossa in Irpinia per un periodo di due settimane.

Il sindaco aggiunge: “Ma c’è un altro motivo: le nostre piazze principali devono essere godibili come si fa per le opere d’arte”.

Poi dice: “Come non si fuma quando si visita una mostra, così non si fuma nelle nostre piazze”.

Lauro, sindaco fa togliere le panchine

Il sindaco ha fatto anche rimuovere le panchine collocate in giardini e sui marciapiedi.

Bossone, che è medico, spiega: “Costituiscono occasioni per gratuiti assembramenti”.

E conclude: “Abbiamo già fatto numerose contravvenzioni. Quando tutto sarà alle nostre spalle le rimetterò al loro posto”. (Fonte: ANSA)

Roma, bus in fiamme nella rimessa Atac della Magliana

ROMA – Un incendio è divampato nella rimessa Atac della Magliana a Roma la sera del 2 giugno, provocando ingenti danni.

In un video pubblicato sui social network, si vedono quattro bus in fiamme nella rimessa di via Luigi Candoni.

I mezzi dell’Atac coinvolti nel rogo sono divampato la sera di martedì poco dopo le 20 sono in tutto sette.

Incendio rimessa Atac: atto doloso?

Secondo quanto riferito dall’Atac, i mezzi erano in disuso da diverso tempo.

I bus erano stati dismessi ed erano pronti per la rottamazione.

Per spegnere l’incendio alla rimessa Atac della Magliana, sul posto sono arrivati i vigili del fuoco insieme ai carabinieri.

Secondo i primi rilievi eseguiti dalle autorità, l’incendio sarebbe di natura dolosa

I mezzi infatti erano in disuso e i serbatoi del carburante erano vuoti, quindi è difficile che il rogo si originasse senza un atto doloso.

Atac, bus a fuoco in strada

Non è la prima volta che i mezzi dell’Atac vanno a fuoco, né in rimessa, né in strada. 

Nei primi mesi del 2020, ha reso noto l’Atac, gli incendi sui bus sono diminuiti dell’80%.

Tra gennaio e aprile, sono stati registrati solo tre casi, due dei quali non hanno prodotto danni ingenti alle vetture.

“Si tratta di un numero più che dimezzato rispetto allo stesso periodo del 2019 e inferiore dell’80% rispetto al 2018”, dicono da Atac.

Per la società, il miglioramento è dovuto “al progressivo rinnovo della flotta e agli investimenti effettuati dall’azienda sulle manutenzioni”.

Inoltre, per via del lockdown dell’emergenza coronavirus l’affluenza di passeggeri e la riduzione delle corse potrebbero aver migliorato la situazione di usura dei mezzi. (Fonti: Adnkronos, YouTube)

Verano Brianza, ragazza di 25 anni investita e uccisa da un’auto

MONZA – Una ragazza di 25 anni è stata travolta e uccisa da un’auto in un incidente a Verano Brianza, in provincia di Monza, poco dopo la mezzanotte del 3 giugno.

La giovane stava attraversando la strada in via Comasina, quando è stata travolta e sbalzata di alcuni metri.

Le ferite sono state gravissime e la ragazza è morta sul colpo.

All’arrivo dei sanitari del 118, per la giovane non c’era più nulla da fare.

Incidente Verano Brianza, la ricostruzione

Secondo una prima ricostruzione, la giovane stava attraversando la strada poco dopo la mezzanotte di mercoledì 3 giugno quando l’auto l’ha investita.

Alcune persone che hanno assistito all’incidente a Verano Brianza hanno dato l’allarme e hanno tentato di rianimarla.

All’arrivo del 118, la ragazza di appena 25 anni era già morta e i paramedici hanno trasportato il corpo in ospedale.

Incidente, conducente sottoposto ad alcoltest

Il conducente della vettura che ha investito la donna, un uomo di 32 anni, è stato sottoposto ad alcol test dai carabinieri.

I militari hanno anche eseguito i rilievi del caso per determinare l’esatta dinamica dell’incidente.

Milano, 12enne in bicicletta investito

Solo poche ore prima del tragico incidente di Verano Brianza, un ragazzino di 2 anni era stato investito a Milano mentre andava in bici.

L’incidente è avvenuto nel quartiere Vigentino e il ragazzino è finito contro il parabrezza dell’auto, riportando un trauma cranico.

Il bimbo è stato ricoverato all’ospedale Niguarda in serie condizioni, ma non è in pericolo di vita. (Fonte: FanPage)

Coronavirus Germania, a Berlino party sul fiume: 3mila senza mascherine VIDEO A Gottinga nuovo focolaio

BERLINO – Nuovi focolai di coronavirus in Germania dopo che i giovani si sono riuniti senza rispettare le distanze di sicurezza.

A Berlino, nel pomeriggio di domenica 31 maggio, circa 3mila giovani si sono dati appuntamento nel canale del quartiere Kreuzberg.

Una manifestazione per “salvare la cultura rave”, che si è trasformata in un vero e proprio raveparty davanti a un ospedale.

A Gottinga invece sono due feste private allo shisha bar che hanno portato a formare assembramenti.

Feste che hanno provocato un aumento dei contagi nella città della Bassa Sassonia, dove sono stati registra numerosi nuovi casi di covid-19.

Berlino, party sul fiume per “salvare i rave”

Circa 3mila i giovani che si sono incontrati sul canale con piccoli gommoni e qualche barcone per richiamare l’attenzione delle istituzioni sui club della capitale.

I club della “cultura rave” infatti sono stati esclusi dagli aiuti finanziari di cui hanno goduto invece le istituzioni culturali statali.

L’iniziativa si è trasformata con il passare delle ore in un raveparty sul canale, in un punto non lontano da dove ha sede un grande ospedale cittadino.

Dopo diverse ore, la polizia nautica è intervenuta e ha disperso i manifestanti che non stavano rispettando le distanze di sicurezza.

La capogruppo dei verdi a Berlino, Silke Gebel, ha criticato la scelta del luogo: “Un rave davanti a un ospedale è almeno di cattivo gusto”.

Gli organizzatori si sono scusati per come l’evento è stato gestito.

“Quello per cui vorremmo scusarci molto chiaramente è il più che mal scelto e simbolicamente inappropriato punto finale di fronte a un ospedale”, dicono.

Dal 30 maggio a Berlino è permesso manifestare senza limiti nel numero dei partecipanti.

Germania, nuovi contagi coronavirus a Gottinga

Nuovi focolai di coronavirus accertati in Germania.

A Gottinga, città universitaria della Bassa Sassonia, è scattata l’allerta coronavirus dopo che numerosi nuovi contagi sono stati registrati.

Un portavoce della città ha riferito che i nuovi casi sarebbero dovuti alla feste private che si sono tenute negli ultimi weekend.

Le persone contagiate apparterebbero per la maggior parte ad alcune grandi famiglie, tutte originarie di Gottinga o dei suoi dintorni, motivo per cui ora in 310 sono stati messi in quarantena.

I contagiati potrebbero essere molti di più.

Le feste private in questione sono avvenute infatti in un shisha bar, cioè un locale in cui si fuma il narghilè.

Per questo motivo, ora le autorità sanitarie locali sono al lavoro per rintracciare tutti coloro che sono passati di lì nei giorni scorsi. (Fonti ANSA, Il Fatto quotidiano, Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev)

 

Napoli, crollo in un edificio a Pianura: due operai estratti vivi, si scava tra le macerie

NAPOLI – Un crollo si è verificato poco prima delle 12.30 del 1° giugno in un’edificio nel quartiere Pianura, a Napoli.

Secondo una prima ricostruzione, una parete o forse un solaio di un’abitazione in ristrutturazione è crollato tra via Archimede e via Montagna Spaccata.

I carabinieri, gli uomini dei vigili del fuoco e i sanitari del 118 sono arrivati sul posto del crollo a Napoli e scavano tra le macerie.

Alcuni testimoni hanno riferito che al momento del crollo, nell’edificio erano presenti degli operai che stavano eseguendo dei lavori di ristrutturazione.

Il numero degli operai secondo le autorità sarebbe di tre persone.

Secondo quanto riferito da Fanpage, i vigili del fuoco hanno estratto due operai stranieri ancora vivi dalle macerie.

Continuano invece le ricerche del terzo operaio, di cui non si hanno ancora notizie.

Intanto i carabinieri della compagnia di Bagnoli stanno eseguendo i rilievi del caso e ascoltano i testimoni per chiarire la dinamica dell’incidente. (Fonti: ANSA, FanPage)

Nonna Carmela guarisce a 91 anni dal covid: lascia ospedale e ringrazia i medici VIDEO

ROMA – Nonna Carmela, un’anziana di 91 anni, per 35 giorni ha lottato contro il covid-19 ricoverata nel Centro Ospedaliero Militare di Milano ed è guarita.

La nonnina ha lasciato l’ospedale dopo un mese, tra gli applausi del personale sanitario che l’ha seguita.

Proprio lei, finalmente guarita, ha dedicato le sue parole ai medici e agli infermieri che l’hanno curata.

Nel video si vede l’anziana uscire dall’ospedale mentre indossa una mascherina.

Al suo fianco, ci sono i medici bardati nei camici e mascherine anti-contagio dal coronavirus.

Anche i militari, in divisa mimetica, sono sulla soglia per salutare la nonnina che per 35 giorni ha lottato contro il covid-19.

“Sto bene, non vi dimenticherò mai, vi voglio bene”, ha detto la 91enne uscendo dall’ospedale ed entrando nell’auto del figlio.

Un momento davvero commovente, in cui l’anziana ha espresso tutto il suo riconoscimento e affetto a chi l’ha salvata.

L’Esercito sulla pagina Facebook ha celebrato la guarigione di nonna Carmela: “Queste sono le vittorie più belle di chi lavora per il bene del nostro Paese!”.

Nel post si legge: “Nonna Carmela, 91 anni, dopo aver trascorso 35 giorni di degenza presso il Centro Ospedaliero Militare di Milano, è guarita dal Covid19 e può finalmente tornare a casa!”.

“Perché la speranza vede l’invisibile, tocca l’intangibile e raggiunge l’impossibile!”, conclude il post. (Fonte: Il Giorno, Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev)

 

 

Tinin Mantegazza, morto artista e autore televisivo “papà” di Dodò dell’Albero Azzurro

ROMA – Tinin Mantegazza è morto a 89 anni a Cesenatico per un malore.

Artista, autore televisivo, scrittore e scenografo, è stato il papà di Dodò dell’Albero Azzurro, storica trasmissione per bambini della Rai.

Nato nel 1931 a Varazze, in Liguria, Mantegazza è cresciuto a Milano.

Artista versatile, Mantegazza spaziava dal giornalismo alla regia, dalla tv all’animazione culturale, all’organizzazione teatrale.

Nel 1958 ha iniziato la sua avventura come autore in Rai, in trasmissioni per bambini tra cui Telefiabe e L’albero azzurro.

Nel 1990 creò Dodò, celebre pupazzo amato dai bambini.

Mantegazza ha collaborato per oltre 18 anni con Enzo Biagi in Rai, realizzando i disegni delle schede dei programmi condotti dal giornalista.

Nel 1977 ha fondato l’Astra, Associazione Teatro Ragazzi e nel 1978 la compagnia milanese Il Teatro del Buratto. 

Come autore e illustratore per bambini, ha pubblicato libri tra cui La storia di Rosanna detta Cappuccetto Rosso (Gallucci, 2012) e I tre porcellini e il lupo puzzone (Il Ponte Vecchio, 2005) e ha illustrato la fiaba Il mistero dei bisonti scomparsi di Massimo Carlotto (Gallucci, 2015).

Inoltre, ha scritto due libri autobiografici, Le sette vite di un creativo irriverente (2019) e La libraia di piazzale Loreto.

Tinin Mantegazza è morto a Cesenatico, dove viveva, per un malore. (Fonte: Corriere della Sera)

Chieti, si schianta con la moto e muore: agonia ripresa da passante e caricata su Fb

CHIETA – Lo schianto con la moto vicino Chieti e poi 15 minuti di agonia prima della morte: un passante ha ripreso il terribile incidente in cui ha perso la vita Ottavio De Fazio e l’ha postato su Facebook.

Il video mandato in diretta mostra il motociclista in terra e il disperato tentativo degli amici di salvare la vita a Ottavio, infermiere di 49 anni.

Il video è stato poi rimosso, ma il dolore per De Fazio.

L’uomo era un luogotenente dell’Esercito in servizio ad Ascoli che era tornato da Piacenza, dove aveva lavorato in prima linea nell’ospedale da campo anti-covid.

Secondo quanto ricostruito, De Fazio e gli amici erano usciti in moto e stavano percorrendo la strada statale 5 che collega Raiano a Castelvecchio Subequo, in provincia di Chieti.

All’improvviso, la moto è scivolata sul brecciolino mentre imboccava una curva e il motociclista ne ha perso il controllo, proprio all’altezza del belvedere di Raiano.

Il motociclista ha finito la corsa contro il guardrail e ha impattato lo sterno contro il serbatoio.

L’impatto ha provocato una violenta emorragia interna che gli ha ostruito le vie respiratorie.

Alcuni motociclisti che erano con lui hanno tentato di tenerlo in vita, ma all’arrivo dell’ambulanza e dell’elicottero del 118 Ottavio era già morto.

De Fazio era un grande appassionato di motociclismo.

Tornato dalla lotta al covid in prima linea era tornato in sella per affrontare le montagne dell’Abruzzo coi suoi amici. 

Stavolta però quella strada panoramica affrontata tante volte, si è rivelata nemica e per Ottavio non c’è stato nulla da fare. (Fonte: Il Messaggero)