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Chef Rubio a Matteo Salvini: “Ogni volta che fa una figuraccia arriva qualcosa: proiettili in busta, coliche… Faccia vedere il referto”

Il segretario della Lega Matteo Salvini ha avuto un malore mentre si stava dirigendo a Trieste per assistere ai funerali solenni di Pierluigi Rotta e Matteo Demenego, i due agenti uccisi nella sparatoria in questura del 4 ottobre. Non si è trattato di qualcosa di grave (una colica), tanto che il leader della Lega è stato dimesso poco dopo dalla struttura sanitaria e ha confermato tutti i suoi impegni in Umbria in vista delle elezioni regionali del 28 ottobre.

Tra i tanti messaggi, non manca quello di Chef Rubio su Twitter:”Ogni volta che fa una figuraccia il giorno dopo magicamente arriva qualcosa: proiettili in busta, coliche etc etc… Visto che ti fai le foto pure quando te fai le analisi del sangue per far vedere quanto sei bravo, perché non ci fai vedere il referto medico? Non vale postdatarlo”. Il leader della Lega replicherà?

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Smog, Italia primo Paese europeo per morti da biossido di azoto: sono oltre 14mila all’anno

L’Italia è il primo Paese europeo per morti premature da biossido di azoto (NO2) con 14.600 decessi all’anno. Lo rivelano i dati raccolti e analizzati dall’Agenzia europea per l’Ambiente (Aea) nel rapporto annuale sulla qualità dell’aria, in base alle rilevazioni delle centraline anti smog, che posizionano l’Italia al primo posto anche per le morti da ozono (O3) – 3mila all’anno – e al secondo posto per quelle da particolato fine (PM2,5), 58.600, dietro alla sola Germania.

L’analisi, che si basa sugli ultimi dati ufficiali provenienti da oltre 4mila stazioni di monitoraggio in Europa nel 2017, punta il dito verso biossido di azoto, particolato e l’ozono come causa dei maggiori danni. Complessivamente in tutti gli Stati Ue lo smog è ritenuto responsabile di 372mila decessi prematuri: di cui 68mila per biossido di azoto e 14mila per ozono. Un miglioramento, tuttavia, c’è: le morti sono in calo rispetto alle 391mila registrate nel 2015. Segno positivo anche per l’Italia: nello stesso anno i decessi prematuri da biossido di azoto avevano raggiunto i 20mila.

L’Italia è prima anche nella classifica delle città. Torino contende a Parigi e Londra il primato di città europea più inquinata da NO2 e, tra quelle più piccole, Padova si fa notare per l’alta concentrazione media di particolato. La situazione non migliora nelle aree rurali nazionali dove i limiti giornalieri di particolato, registrati in 16 delle 27 centraline, hanno rilevato valori irregolari nell’Ue. Risultato: 2 milioni di italiani vivono in aree, soprattutto la Pianura Padana, dove i limiti europei per i tre inquinanti principali sono violati sistematicamente.

“I dati – commenta in una nota il ministro dell’Ambiente Sergio Costa – sono drammatici e suonano come l’ennesimo campanello d’allarme rendendo ancor più chiara la necessità di velocizzare il percorso intrapreso per il miglioramento della qualità dell’aria“. E continua: “Abbiamo posto basi solide, a cominciare dalla firma del Protocollo Aria Pulita nel corso del Clean Air Dialogue di Torino, lo scorso giugno. Stiamo avviando accordi con alcune Regioni nelle quali il problema della qualità dell’aria è particolarmente grave”. Poi conclude: “Nel decreto legge sul clima, abbiamo inoltre inserito misure per incentivare la mobilità sostenibile nelle città e nelle aree sottoposte a infrazione europea per la qualità dell’aria, e stanziato fondi per la piantumazione e il reimpianto degli alberi e la creazione di foreste urbane e periurbane nelle città metropolitane”.

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Milano, i giudici: “Garavaglia non contribuì a turbativa, per Mantovani groviglio di interessi”

A tre mesi dalla sentenza sono state depositate le motivazioni del processo in cui l’ex viceministro Massimo Garavaglia è stato assolto e l’ex vicepresidente della Lombardia, Mario Mantovani, condannato.

Il dibattimento ha messo in luce che mancano “elementi adeguatamente dimostrativi per affermare che Massimo Garavaglia abbia dato un contributo anche solo nella forma della agevolazione alla turbativa” d’asta e “difettano elementi per affermare una sua consapevolezza” hanno scritto i giudici della IV sezione penale di Milano nelle motivazioni. Garavaglia, difeso dai legali Jacopo e Gaia Pensa, era imputato per una gara d’appalto per il servizio di trasporto di dializzati del 2014, quando era assessore lombardo all’Economia. Accusa cancellata con l’assoluzione “per non aver commesso il fatto“. Il collegio, presieduto da Giulia Turri, ha ritenuto che il processo non abbia consentito “di affermare con adeguata certezza che alla realizzazione del reato” Garavaglia “abbia fornito un contributo penalmente rilevante, anche in termini di rafforzamento del proposito criminoso o di facilitazione della sua attuazione”.

Diversa la posizione per l’ex vicepresidente della Regione Lombardia Mario Mantovani, accusato di turbativa d’asta, corruzione e concussione, e condannato alla pena più severa (5 anni e 6 mesi). Per i giudici di Milano lui era “costantemente informato dell’evolversi della “vicenda bando dei dializzati”, e il suo intervento “si rivela in palese violazione del principio di separazione tra funzione di indirizzo politico e di controllo proprie dell’organizzazione politico e di gestione amministrativa concreta di competenza e responsabilità dirigenziale”. L’ex assessore lombardo ed ex sindaco, per l’accusa era “a capo” di un “sistema di favori” e gestiva un “groviglio di interessi pubblici e privati che si concentrava nella sua figura, un sistema gestito anche dal suo entourage e dalle sue persone di fiducia”.

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Ex Ilva, la maggioranza alle prese con il ‘no’ di 17 senatori M5s al nuovo scudo penale. L’ex ad Jehl: “Non cambiare le regole a metà partita”

La maggioranza ha di nuovo un problema con l’immunità penale per l’ex Ilva. Dopo aver tolto del tutto lo scudo dai processi per i gestori dell’acciaieria tarantina ed aver fatto marcia indietro per evitare che ArcelorMittal desse seguito all’annuncio di abbandonare gli impianti, il nodo resta. Perché la reintroduzione parziale e a tempo inserita nel dl Salva-Imprese non va giù a tutti i senatori del Movimento Cinque Stelle. In 17 hanno firmato un emendamento che chiede la soppressione dell’articolo del decreto, ora in fase di conversione, dedicato all’immunità penale per il siderurgico di Taranto.

“Il problema c’è”, dice il pentastellato Gianni Girotto, relatore del decreto. “Stiamo cercando di trovare la soluzione”, spiega. Il voto nelle commissioni Industria e Lavoro al Senato è per questo slittato così a giovedì mattina e di conseguenza l’approdo in Aula non avverrà, com’era previsto, mercoledì pomeriggio. “La soluzione può essere di qualsiasi tipologia”, ha aggiunto Girotto. Dopo di che, ha sottolineato, ci sarebbero anche altri “nodi da sciogliere” e bisogna aspettare tutti i pareri della commissione Bilancio. Sull’immunità, il senatore M5s, Gianluigi Paragone, firmatario dell’emendamento soppressivo, a margine dei lavori delle commissioni, ha evidenziato che “continuerà a sostenerlo” ricordando che martedì sera l’argomento è stato affrontato nella riunione dei senatori pentastellati.

Ma il problema resta: senza quella norma, nessuno può escludere che ArcelorMittal non metta in campo una reazione pesante. L’azienda, tra l’altro alle prese con una congiuntura negativa del mercato dell’acciaio e in perdita di circa 150 milioni di euro al mese in Italia, era stata chiarissima dopo l’abolizione totale, inserita dal governo Lega-M5s nel decreto Crescita: “Così è impossibile gestire l’acciaieria”. E ora che la nuova maggioranza torna a balbettare sul tema, il colosso franco-indiano torna a farsi sentire.

Lo fa con l’ex amministratore delegato Matthieu Jehl, silurato martedì ma comunque presente – assieme al suo successore Lucia Morselli – durante l’audizione informale davanti alla commissione Attività Produttive della Camera. L’ex numero uno di ArcelorMittal Italia è stato chiaro: “È un tema sbagliato, non esiste. Tutti noi siamo responsabili di quello che facciamo”. Ma, sottolinea, “le regole del gioco che fanno parte della trattativa dall’inizio, dal 2014, però non si possono cambiare a metà partita. Per il gestore e i commissari, ha concluso Jehl, “serve una norma chiara che dica in che quadro possiamo gestire l’azienda”.

L’ex amministratore delegato ha poi fatto il punto sulle difficoltà di tenere i conti in ordine in Italia, dove l’azienda ha messo 1.300 persone in cassa integrazione ordinaria negli ultimi mesi. Rispetto alla firma dell’accordo sull’ex Ilva dello scorso anno, ha detto, “il cambiamento più grande è stato il contesto di mercato, che pesa moltissimo non solo sull’Italia, ma su tutta la siderurgia europea”. Il mercato dell’acciaio in Europa, ha proseguito Jehl, è “in picchiata” perché “il Pil non cresce in molti Paesi d’Europa e questo ha un doppio impatto per noi, perché il primo settore che va male è l’automobile che ha un impatto diretto sul nostro settore”.

Secondo l’ex capo dell’azienda, l’importante è che la politica metta in atto delle misure di “salvaguardia” perché il problema è che, rispetto all’acciaio che arriva dalla Cina, “l’industria siderurgica europea non è competitiva” anche se “vogliamo e possiamo esserlo, in Italia resta del lavoro da fare, ma le regole del gioco non sono uguali per tutti su prezzo di CO2 o possibilità di importare o esportare”.

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Ballando con le Stelle, Samanta Togni si sposa: ecco con chi

Samanta Togni, amata insegnante di Ballando con le Stelle, si sposa. Chi è il fortunato? Il chirurgo plastico napoletano Mario Russo. I stanno insieme da agosto: “LA VITA HA MOLTA PIÙ FANTASIA DI NOI… Qui ero alla Rocca di Narni… poche estati fa. Posavo per uno shooting degli abiti da sposa di @alta_moda_michelini @divaatelierbymichelini … chi avrebbe mai detto che tutto questo sarebbe stata una magica premonizione… @drmariorusso”, ha scritto la ballerina su Instagram annunciando il matrimonio. Come ha conosciuto il suo futuro marito? “In treno Napoli-Roma, uno seduto di fronte all’altro: è il destino – aveva raccontato la Togni a Vieni da Me – Lavoravo a Napoli, tornavo a Roma sempre per lavoro. Il viaggio si è fatto interessante, diciamo… Lui mi ha cercata su Instagram e abbiamo iniziato così. Non ci siamo scambiato il numero”.

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Ti porto via con me! ???? #backtoitaly???????? @drmariorusso

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Amici Celebrities, Ciro Ferrara arriva in ritardo di tre ore alla semifinale: “Si è addormentato sul treno e si è svegliato a Firenze”

Ciro Ferrara è uno dei concorrenti del nuovo talent di Canale 5 Amici Celebrities, la cui semifinale va in onda stasera, mercoledì 16 ottobre. E proprio in vista della semifinale, l’ex calciatore è stato protagonista di un aneddoto divertente che gli è costato però ore di ritardo alle prove del programma. “Mentre si dirigeva negli studi romani poco prima della semifinale del programma, ha preso il treno da Napoli ma si è addormentato in carrozza. Quando ha aperto gli occhi, si è ritrovato a Firenze, accumulando tre ore di ritardo per le prove“, come racconta il settimanale “Chi“. Ciò nonostante, una volta accortosi di quanto accaduto, l’ex calciatore è riuscito a prendere un altro treno ed è arrivato finalmente negli studi Mediaset.

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Asia Argento: “La tinta bionda mi ha fatto cadere i capelli”

“La tinta bionda mi ha fatto cadere i capelli”. A rivelarlo il uno sfogo su Instagram è Asia Argento che si è mostrata con un nuovo look dettato, dice, dalla necessità. L’attrice ha raccontato infatti di esser stata costretta a tagliarsi i capelli molto corti per cercare di rinforzarli, dal momento che dopo la tinta bionda le stavano cadendo. “Vabbè, insomma! Questa è la storia: mi sono rapata – ha esordito Asia Argento nelle sue Instagram stories, mostrando il nuovo taglio di capelli – . Mi sono tagliata tutti i capelli perché non avevo calcolato che la blonde ambition mi avrebbe portato a farmi cadere tutti i capelli. Quindi, ho optato per il fascino androgino. Che ha sempre il suo porco fascino!”, ha concluso Asia.

Sui social però, c’è chi ipotizza che in realtà il taglio drastico possa essere stato fatto dall’Argento in vista della partenza per Pechino Express: la sua partecipazione al reality di Rai 2 non è stata ancora confermata ufficialmente perché il cast della nuova edizione è ancora top secret.

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Vieni da Me, Francesca Fialdini: “Ho iniziato a credere in Dio fortemente”

Ho iniziato a credere in Dio fortemente“. Parole di Francesca Fialdini che, ospite di Caterina Balivo a Vieni da Me, ha raccontato del suo incontro con la fede: “Mi hanno proposto di partecipare a un capodanno ad Assisi, dopo tante insistenze ho detto di sì. Alla fine di quei tre giorni, è successo qualcosa di straordinario: dietro la basilica c’è una bellissima terrazza, ho guardato il panorama e ad un certo punto è come se mi arrivassero tutte le risposte alle domande che mi stavo ponendo in quel momento. Mi sono sentita profondamente amata, guardata“, ha detto Francesca. E quello il momento in cui ha iniziato a credere in Dio. Qualche parola anche per il suo “amore terreno”: “La stazione è il nostro luogo simbolo: ci dobbiamo incrociare sempre un po’ in giro per l’Italia”, ha spiegato riferendosi al suo fidanzato. E non poteva mancare un ricordo della sua conduzione de La Vita in Diretta, accanto a Tiberio Timperi: “E’ un cinema Tiberio: ogni giornata è diversa, è totalmente imprevedibile. E’ un po’ come giocare a ping pong, ma allo stesso tempo è una persona vera: è franco, è un grande pregio. Ma siamo amici”.

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Principe Harry in lacrime sul palco davanti al pubblico: il toccante discorso sul figlio Archie

Ora che sono diventato padre vivo tutto in maniera diversa”. Il principe Harry non è riuscito a trattenere le lacrime e la commozione durante il suo discorso sul palco del Well Child Awards 2019, evento benefico dedicato all’infanzia che si è tenuto martedì a Londra. La voce del nipote della regina Elisabetta era rotta dall’emozione quando ha ricordato il giorno in cui lui e Meghan Markle hanno scoperto di aspettare Archie, il loro primo figlio nato lo scorso 6 maggio e che gli somiglia tanto. “Un anno fa, anche io e Meghan scoprivamo di aspettare un bambino – ha raccontato Harry visibilmente emozionato -. Lo sapevamo solo noi. Era il nostro segreto. Ora che sono diventato padre vivo tutto in maniera diversa. Vivo tutto come non avrei mai pensato di poter fare”, ha ammesso il Principe tra gli applausi del pubblico presente.

Con il matrimonio con Meghan prima e la nascita del figlio Archie poi, il secondogenito di Carlo d’Inghilterra ha mostrato di aver cambiato il suo approccio alla vita e agli eventi, abbandonando gli eccessi e le trasgressioni che avevano accompagnato gli anni della sua giovinezza.

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Detto Fatto, Bianca Guaccero spiega in diretta i motivi del suo dimagrimento: “Il mio metabolismo è cambiato”

Da tempo sui social in molti facevano notare come Bianca Guaccero fosse dimagrita molto negli ultimi anni. La conduttrice non aveva mai voluto dire nulla a riguardo fino a oggi quando, in diretta a Detto Fatto su Rai 2, ha spiegato i motivi della sua perdita di peso. Era il momento della rubrica di Jonathan e si stava parlando proprio dei vip che hanno subito grandi cambiamenti di peso quando la Guaccero ha preso parola: “Qualche anno fa ero più in carne, anche per i tratti fanciulleschi adolescenziali che avevo. Poi sono rimasta incinta e mi è capitato il contrario di quello che succede a tante. Il mio metabolismo è cambiato“, ha rivelato.

Nessuna dieta drastica quindi, ma tutta una questione di metabolismo. Per questo gli attacchi degli haters l’hanno fatta soffrire: “La cosa più brutta che mi hanno scritto è stata durante la mia partecipazione a ‘Tale e Quale Show‘, mi hanno detto: ‘Fai schifo, vai in una clinica per l’anoressia‘. Io non rispondo quasi mai, ma quella volta lo feci e scrissi: ‘Se fossi stata veramente malata di anoressia, una cosa del genere mi avrebbe aiutato?‘. Molti invece di andare da uno psicologo di sfogano sui social network”, ha concluso la conduttrice.

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