In Gran Bretagna il virus si espande, nuove misure per scongiurare il lockdown

Continua la risalita del fattore Rt in Gran Bretagna. Al momento si attesta fra l’1 e l’1.4, il che significa grossomodo che ogni dieci persone con il virus lo trasmetteranno a un numero compreso fra 11 e 14. Il tasso di crescita dell’infezione è a sua volta in espansione quotidiana, tra il 2 e il 7%. I malati sintomatici di Covid-19 si stimano a 69.686, quasi il doppio rispetto ai 35.248 rilevati la settimana scorsa: ogni giorno si ammalerebbero circa … Continua

L’articolo In Gran Bretagna il virus si espande, nuove misure per scongiurare il lockdown proviene da il manifesto.

Elezioni regionali, Berlusconi telefona al comizio del centrodestra a Firenze e fa il suo pronostico: “Vinciamo 7 a 0”

“Cara Giorgia, caro Matteo, caro Antonio, questa nostra coalizione, sempre fortemente unita, domenica e lunedì, ne sono sicuro, vincerà in tutta Italia“. Da Arcore dove continua l’isolamento domiciliare causa Covid, Silvio Berlusconi interviene telefonicamente al comizio del centrodestra a Firenze per la chiusura della campagna elettorale per le Regionali. Sul palco ad ascoltarlo Antonio Tajani, il primo dei leader della coalizione a parlare, che ha lanciato la telefonata del Cav, Matteo Salvini e Giorgia Meloni. L’ex premier pronostica un cappotto, un 7 a 0 a discapito del centrosinistra:”Lunedì festeggeremo non solo la vittoria di Susanna in Toscana, ma anche quella di Acquaroli nella Marche, di Caldoro in Campania, di Fitto in Puglia, di Toti in Liguria, di Zaia in Veneto e tutte le forze del centrodestra in Valle D’Aosta”.

L’articolo Elezioni regionali, Berlusconi telefona al comizio del centrodestra a Firenze e fa il suo pronostico: “Vinciamo 7 a 0” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Coronavirus, report Iss: ‘Segnali di allerta per aumento trasmissione, pronti a nuove misure. Aumenta età dei malati per contagi in famiglia’

Si registrano “importanti segnali di allerta legati ad un aumento della trasmissione locale” del coronavirus. È l’allarme lanciato dall’Istituto Superiore di Sanità che, nel suo report riferito alla settimana dal 7 al 13 settembre, continua a registrare un “lento e progressivo peggioramento dell’epidemia di SARS-Cov-2, sebbene con un andamento più contenuto rispetto a quello osservato in altri Paesi europei”, con una incidenza negli ultimi 14 giorni (dal 31 agosto al 13 settembre) di 29,63 positivi per 100mila abitanti. Gli esperti fanno sapere che, al momento, i dati “confermano l’opportunità di mantenere le misure di prevenzione e controllo già adottate”, ma dicono anche che si deve essere “pronti all’attivazione di ulteriori interventi in caso di evoluzione in ulteriore peggioramento”.

La trasmissione del virus è infatti ormai diffusa “su tutto il territorio nazionale – si legge – e provoca focolai anche di dimensioni rilevanti e spesso associati ad attività ricreative che comportano assembramenti e violazioni delle regole di distanziamento fisico, sia sul territorio nazionale che all’estero”. Per questo si raccomanda alla popolazione di prestare “particolare attenzione al rischio di contrarre l’infezione in situazioni di affollamento e durante periodi di permanenza in Paesi o aree con una più alta circolazione virale”.

Ma se nelle settimane scorse a preoccupare erano soprattutto i rientri dalle vacanze della fascia di popolazione più giovane, soprattutto all’estero ma anche in aree turistiche italiane dove sono stati registrati focolai anche di grandi dimensioni, oggi l’età media delle persone che contraggono il virus torna ad alzarsi e passa a 41 anni, con il 35% dei nuovi contagi che riguarda persone con un’età sopra i 50 anni. “Questo è probabilmente dovuto a una trasmissione dalla popolazione più giovane a quella più fragile o anziana, soprattutto all’interno della famiglia: questo si riflette in un maggiore impegno dei servizi ospedalieri”.

Non a caso, in quasi tutte le Regioni si osserva un aumento del tasso di occupazione dei posti letto dedicati sia in area medica che in terapia intensiva. A livello nazionale il tasso di occupazione in area medica è aumentato dal 2% al 4% rispetto al periodo 17-30 agosto 2020, mentre il tasso di occupazione in terapia intensiva dall’1% al 2%, con valori superiori al 5% per alcune Regioni. “Sebbene non siano ancora stati identificati segnali di sovraccarico dei servizi sanitari assistenziali – si legge – la tendenza osservata potrebbe riflettersi in un maggiore impegno”.

Il numero dei focolai attualmente attivi è di 2.397, di cui 698 nuovi, entrambi in aumento per la settima settimana consecutiva. Questo comporta , si sottolinea, “un sempre maggiore impegno dei servizi territoriali nelle attività di ricerca dei contatti che sono riusciti finora a contenere la trasmissione locale del virus”.

L’articolo Coronavirus, report Iss: ‘Segnali di allerta per aumento trasmissione, pronti a nuove misure. Aumenta età dei malati per contagi in famiglia’ proviene da Il Fatto Quotidiano.

Cesare Battisti, lettera dal carcere: “Sono in pericolo per il terrorismo islamico”

Cesare Battisti, lettera dal carcere: “Sono in pericolo per il terrorismo islamico”.

L’ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo Cesare Battisti si sente in “pericolo” nel carcere di Rossano (Cosenza), in Calabria, dove è stato trasferito nel reparto Alta Sicurezza AS2 per scontare l’ergastolo per 4 omicidi e altri gravi reati, dopo essere stato recluso dal 2017 a Oristano.

Lo scrive lo stesso Battisti in una lettera inviata ai propri legali, Gianfranco Sollai e Davide Steccanella.

Lettera inviata alla direzione del carcere calabrese e al garante nazionale dei detenuti.

Nella missiva Cesare Battisti dice di non volersi esporre al pericolo del “terrorismo islamista”.

Pericolo che può essere rappresentato dai detenuti nella sezione As2 nel quale mi trovo”.

Battisti parla di minacce arrivate “da membri di Al Qaeda nel 2004” quando si trovava nel carcere parigino de La Santè.

Minacciato “per avere preso posizione pubblica contro il velo islamico e l’atroce discriminazione delle donne”, e poi una seconda volta nel 2015 “per avere pubblicamente criticato operato dell’Isis in Siria”.

Inoltre l’ex Pac, spiega che da marzo stra scrivedno “un libro che tratta la carneficina dell’isola nel Rojava (nord est Siria, ndr)”.

Nel frattempo Sollai, parla di “trasferimento assurdo” e di “trattamento non consono al suo reale stato e ulteriormente penalizzante”.

L’avvocato inoltre annuncia che proporrà di nuovo l’istanza per il declassamento come detenuto di alta sorveglianza. (Fonte: Ansa).

Coronavirus, Rezza (Iss): “Più contagi all’interno delle famiglie, l’età media sta aumentando”

“Ci sono dei focolai diffusi” di coronavirus “un po’ in tutto il Paese, l’età media sta aumentando, adesso l’età mediana è di circa 41 anni. Il che vuol dire che c’è trasmissione intrafamiliare, cioè l’infezione passa dai più giovani alle persone più anziane. Questo spiega un certo aumento, lento ma graduale, nelle ospedalizzazioni“. Così Giovanni Rezza, direttore generale della Prevenzione sanitaria del ministero della Salute, in un commento video all’ultimo monitoraggio settimanale realizzato in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità. “Certamente, l’Italia – ha aggiunto – ha una soluzione migliore rispetto a Paesi confinanti. Per questo motivo dobbiamo continuare a tenere dei comportamenti prudenti. Li ricordiamo: distanziamento fisico, uso di mascherine in luogo pubblico, igiene delle mani”.

L’articolo Coronavirus, Rezza (Iss): “Più contagi all’interno delle famiglie, l’età media sta aumentando” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Eurostat, in Campania e Sicilia 2 persone su 5 a rischio povertà. Record di longevità a Trento

Come spesso succede questo paese ospita tutto e il contrario di tutto. Una doppia faccia che si delinea anche nelle pagine dell’Eurostat Regional Yearbook 2020 pubblicato oggi dall’istituto di statistica europeo. Campania, Sicilia e Calabria figurano così tra le prime dieci Regioni dell’Ue con la quota maggiore della popolazione a rischio di povertà. La maglia nera della classifica va alla Campania, con un tasso del 41,4 per cento. A seguire la Sicilia, con una quota del 40,7 per cento, l’enclave spagnola di Ceuta (38,3 per cento) ed Extremadura (35,6 per cento) in Spagna, la Regione del Nord-Est in Romania (35,6 per cento) e Severozapaden in Bulgaria (35,1 per cento). Tra i territori con il tasso più alto della popolazione a rischio povertà c’è anche la Calabria, con 32,7 per cento, a fronte di una media europea del 16,8 per cento. Campania, Sicilia, Calabria insieme a Puglia e Basilicata compaiono anche tra le 10 regioni in cui è più marcato il cosiddetto “gender gap”, ossia la differenza tra livello di occupazione di uomini e donne che in tutti i casi italiani supera i 25 punti percentuali. Il tasso medio in Europa di occupazione femminile è del 67% contro il 79% dei maschi. Stoccolma l’area con il più alto livello di occupazione femminile (83,3%), Praga per quanto riguarda i maschi (91,4%)

Trento, terra di “Highlander” – Per contro la Provincia di Trento, l’Umbria, le Marche e la Provincia di Bolzano e la Toscana occupano 5 delle prime 6 posizioni per quanto riguarda l’aspettativa di vita più alta per gli uomini. La Provincia autonoma di Trento è al primo posto, con un’aspettativa di vita di 82,7 anni a fronte di una media europa di 78,2 anni. Le aree con il miglior tasso di longevità per le donne si trovano invece tutte in Francia e Spagna. Nessuna regione italiana compare tra quelle con la più alta mortalità legata ai tumori.

La fragilità del nostro territorio – Tra i dieci territori dell’Ue con la quota maggiore di forte erosione del suolo a causa dell’acqua figurano otto Regioni italiane: Marche, Sicilia, Calabria, Campania, Molise, Valle d’Aosta, Basilicata e Umbria. Al primo posto in Europa ci sono le Marche, con una quota del 47,6 per cento. A seguire la Sicilia (43,9 per cento), la Calabria (40,2 per cento), le isole ionie in Grecia e la Campania (entrambe con un tasso del 37,4 per cento), il Molise (37,2 per cento), la Valle d’Aosta (33,9 per cento), la Basilicata (32,1 per cento) e l’Umbria (32 per cento), a fronte di una media europea del 5,3 per cento.

La Lombardia la regione dove si muore di più in auto – Tristissimo primato per la Lombardia che, complice l’alta densità abitativa, risulta essere la regione dell’Ue con il numero più alto di incidenti stradali mortali (483), seguita dal Rodano Alpi in Francia (361), dal Lazio (338) e dalla Catalogna in Spagna (326)”. Secondo quanto riporta Eurostat, sono stati 44.625 gli incidenti stradali con feriti in Lombardia nel 2018. La Regione dell’Egeo Meridionale in Grecia è invece la prima in Europa per il tasso di incidenti stradali mortali in rapporto alla popolazione.

L’articolo Eurostat, in Campania e Sicilia 2 persone su 5 a rischio povertà. Record di longevità a Trento proviene da Il Fatto Quotidiano.

Lockdown all’italiana, cari indignati della domenica… Caffeuccio?

Dunque, la notizia è che il 15 ottobre uscirà nelle sale il nuovo film di Enrico Vanzina (il primo dopo la morte del fratello Carlo) Lockdown all’italiana, uscita peraltro anticipata da una locandina in perfetto Vanzina’s style “aiutatemi a dire brutta”, in cui spicca un Ezio Greggio nei “panni” di un cumenda smutandato e gli shorts rosa di Martina Stella. Paola Minaccioni e Ricky Memphis riempiono i lati della foto.

Tralasciando il fatto che non si sentiva particolarmente il bisogno di un altro film di Vanzina, il punto non è tanto se sia giusto o meno fare comicità o satira su una tragedia (anche perché il cinema ne è pieno), semmai di che tipo di comicità o satira si sta parlando. Da uno sguardo attento (ma non troppo) sulla florida filmografia dei Vanzina, non è difficile capire che picchi di satira si possono raggiungere grazie a battute come “Ma questa non è Las Vegas, questa è Las sfigas”, oppure “Ammazza c’ho più culo io che ‘n cinema porno”.

Vien da sé il vago sospetto (ma sono felicemente disposta a cambiare idea) ancor prima di correre al cinema a vedere questa ultima fatica, che la sopraffina intelligenza comica del film ci mostrerà il periodo drammatico del lockdown sotto una luce a dir poco diversa, certamente meno seriosa e sicuramente più… vacanziera. Chissà, magari in principio il titolo del film doveva essere “Vacanze di Pasqua a casa”, poi la produzione ha deciso per “Lockdown all’italiana”, perché buttarci dentro l’inglese fa più figo.

Insomma, in attesa di vedere il rispolverato bauscia Greggio alle prese con la quarantena forzata, vorrei tornare alle polemiche che l’uscita di questo film sta generando e alle accuse che gli vengono mosse: questa pellicola è tacciata – ancor prima che anima viva l’abbia vista- di ridere, ironizzare, sbeffeggiare, minimizzare o addirittura spettacolarizzare una tragedia. Come se il nostro Paese potesse davvero scandalizzarsi su una tal cosa.

Italia specchio di rettitudine e decenza, la stessa Italia che permette l’esistenza e soprattutto il successo di programmi che lucrano sulle tragedie personali e mondiali per fare audience, quell’Italia che sui social sorride beceramente di fronte a tutta una sfilza di decerebrati morti di fama, ex tronisti e parrucchieri delle star “de noarti” che, dopo essersene sbattuti alla grande delle disposizioni governative e dei morti per Covid, scroccando giri in barca e free drink al Billionaire hanno poi scoperto di essere positivi e non contenti, hanno usato questa loro condizione mediaticamente favorevole per farci delle storie su Instagram, vantandosi di essere stati contagiati, perché almeno loro possono permettersi di andare al Billionaire, voi poveri stronzi no.

Come ha giustamente sottolineato l’esimia Antonella Mosetti: “L’unica cosa che voi invidiosi potete permettervi di prendere al Billionaire è il Covid”. Stiamo ovviamente parlando di persone che sui social contano centinaia di migliaia di followers e che, mi preme sottolineare con somma inquietudine di madre, influenzano non poco i comportamenti dei più giovani e sprovveduti avventori del web.

Vorrei inoltre ricordare ai moralisti della domenica che esiste un programma su Canale 5 straseguito da una larga fetta di italiani, che va in onda nel pomeriggio e persino in prima serata condotto da Barbara D’Urso, che accanto a fenomeni da baraccone e tristi resti di soubrette, dà piena visibilità a personaggi come Angela Chianello, la qual signora è diventata famosa sui social (sempre per tornare alla decenza che contraddistingue questo Paese) per aver negato l’esistenza del Covid con fare strafottente, usando un’espressione che rimarrà nella storia di questo Paese accanto a “Date una carezza ai vostri bimbi e dite: questa è la carezza del Papa” e cioè “Non c’è n’è coviddi!”.

Ora, a fronte di queste premesse, mi piacerebbe sapere che tipo di scompenso vi genera un film di Vanzina che parla del lockdown. Qual è l’oltraggio, il vilipendio, l’affronto che questo film ha fatto alla vostra sensibilità? Semmai sarà l’ennesimo affronto al cinema italiano e a ben vedere, se i film di Vanzina hanno avuto un tale successo, non occorre chiedersi perché l’Italia ha così tanti problemi con la cultura. Ma vabbè, questo è un altro discorso.

Suppongo che dopo questo triste annuncio cinematografico sarete talmente indignati, che da ora in poi smetterete di guardare la D’Urso o di sorridere di fronte ai meme di Angela da Mondello e di condividerli su Facebook. Ma vi prego, concedetemi di avere qualche dubbio in merito.

Caffeuccio?

L’articolo Lockdown all’italiana, cari indignati della domenica… Caffeuccio? proviene da Il Fatto Quotidiano.

Fondi Lega, interrogato dai pm commercialista Michele Scillieri. In una intercettazione disse: “Dirottate tonnellate di soldi”

L’unica cosa certa è che l’interrogatorio c’è stato e il verbale non è stato secretato. Davanti ai pm Michele Scillieri, il commercialista finito agli arresti domiciliari giovedì con i colleghi Alberto Di Rubba e Andrea Mazoni, e il cognato Fabio Barbarossa, per l’affare del capannone di Cormano rifilato, secondo la procura di Milano, al doppio del prezzo alla Lombardia Film Commission. Ma l’indagine sui revisori legali del gruppo della Lega al Senato e alla Camera, capaci di movimentare conti finiti nel mirino dell’Antiriciclaggio, cresce giorno dopo giorno. Cosa abbia detto il contabile agli inquirenti per ora è un mistero. Quello che sappiano è che Scillieri, che aveva fatto da dominus a Di Rubba, considerava la vendita del capannone di Cormano, da ristrutturare e con il tetto in amianto, “una porcheria”. “Hanno inventato che costava il doppio“ diceva il titolare dello studio in via Privata delle Stelline 1, a Milano, dove ilfattoquotidiano.it ha scoperto che era stata domiciliata la sede fantasma della Lega per Salvini premier, il nuovo partito nazionale creato dall’ex ministro dell’Interno.

Il ruolo di Scillieri è stato descritto da Luca Sostegni, il presunto prestanome fermato il 15 luglio scorso, che ha cominciato a parlare con gli inquirenti. “Scillieri si vantava delle amicizie che aveva con Di Rubba e altri esponenti locali della Lega, tanto da aver ricevuto un incarico per cercare di vendere la sede della Lega di via Bellerio. Ricordo che c’era fretta di concludere l’operazione perché, trattandosi di un immobile di proprietà della Lega Nord, si correva il rischio del sequestro dalla Procura di Genova, in relazione alle indagini per la truffa sui rimborsi elettorali”, ha spiegato Sostegni ai pm in un interrogatorio del 29 luglio. Sostegni ha raccontato che una mattina lui e Scillieri sono “andati a fare un sopralluogo presso la sede di via Bellerio”. Di Rubba “è venuto a prenderci e ci ha portato dentro, si è parlato della volumetria e della somma che si sperava di realizzare“. L’intenzione, ha aggiunto, “era di vendere ad un ipermercato” e una parte “poteva ospitare degli appartamenti”. Poi, “quando la Procura di Genova ha disposto il sequestro non se n’è fatto più nulla”. Sostegni ha descritto anche come è andato l’affare, ormai sul punto i pm hanno già ricostruito tutto compresa la “furbata dei lavori” alla ditta di Francesco Barachetti, indagato per concorso in peculato. Il nome di Barachetti era già emerso in un report dell’Unità d’informazione finanziaria di Bankitalia per movimenti di denaro anche verso la Russia, anche se allo stato non esistono collegamenti con il caso Savoini. La Barachetti, si leggeva nella relazione , “risulta essere controparte di numerose transazioni finanziarie con il partito della Lega Nord”.

“Perché io non so dove sono finiti i 49 milioni ma molte cose le so” – Il commercialista era insofferente e arrabbiato con Di Rubba e Manzoni, “Questi non mi devono scassare le balle, perché io di cose ne so, e vorrei tenermele per me e portarmele nella tomba, però se apro quel cassetto” diceva intercettato al suo interlocutore. In più passaggi farà capire di poter aprire il “cassetto della memoria” che creerebbe danni enormi ai commercialisti della Lega e al partito. “È una cosa diversa – dice Scillieri – che non ho mai detto”. Ed elenca come l’idraulico Baracchetti è diventato un imprenditore”. Poi sul Di Rubba-Manzoni aggiunge: “Loro su quella società hanno fatto 160mila euro di fatture fasulle. Questi sono dei mascalzoni che ti rubano la marmellata appena la tiri fuori. Perché io non so dove sono finiti i 49 milioni, ma molte cose le so”. Ma anche: “Ho imparato che gente sono, se non stai attento ti rubano il pezzo di carta. Hanno ciucciato una montagna di soldi alla Lega. Ma una montagna! Non ti dico i 49 milioni ma non siamo lontani sai? Te lo dico io, perché una parte li hanno mandati (…). Casualmente hanno costituito le leghe regionali e lì hanno dato dei soldi. Dieci milioni. Una parte li hanno mandati su e sono tornati indietro, li hanno cuccati”. Il riferimento alle leghe regionali da usare come possibili casse esterne al partito per evitare sequestri sarà confermato dall’ex direttore della filiale Ubi di Seriate Marco Ghilardi. Dopodiché Scillieri aggiunge: “Qui non parliamo di 30 mila euro, di 300 mila euro, non parliamo di cazzate, parliamo di unab. Ecco non fatemelo dire! Perché a me non si apre quel cassettino nella testa, non si è mai aperto, ecco non fatemelo aprire. Sono dei criminali, dei banditi, perché se non la finiamo il cassetto lo apro”. Che cosa contenga il cassetto delle memorie di Scillieri per ora è un mistero.

Scillieri, la fiduciaria svizzera e il conto in Svizzera – Scillieri è considerato l’uomo dietro la società panamense Gleason Sa. 400 mila euro usciti dalle casse della Lombardia Film Commission sarebbero finiti, secondo i pm, sul conto svizzero della società panamense. A parlarne agli inquirenti Roberto Tradati, presidente e amministratore delegato della Fidirev, la fiduciaria italiana che ha fatto arrivare i soldi su conti privati dei commercialisti. Tradati, indagato per riciclaggio, ha spiegato Scillieri aveva un conto corrente in Svizzera, presso la Credinvest di Lugano, su cui era depositato un milione e 400mila euro. Di quel conto ha parlato anche Sostegni intercettato il 15 giugno: “La cosa più grande è aver fatto il prestanome per l’interesse di un mandato praticamente (…) 300 e rotti mila li ho mandati sul conto là, a nome mio, sempre mio quel conto in Svizzera però io quei soldi non li ho toccati. Andate a vedè chi ha movimentato il conto, perché la delega l’ho fatta a Michele (Scillieri, ndr) e poi andatelo a vedè voi dove ha mandato i soldi”.

L’articolo Fondi Lega, interrogato dai pm commercialista Michele Scillieri. In una intercettazione disse: “Dirottate tonnellate di soldi” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Referendum, contro il taglio dei seggi anche il repubblicano Del Pennino: durante Mani Pulite patteggiò al processo Enimont

Si allunga la lista di personaggi legati alla stagione di Mani pulite in campo per il No al referendum sul taglio dei parlamentari. Dopo le prese di posizione di Paolo Cirino Pomicino (1 anno e 10 mesi per finanziamento illecito e corruzione), Carlo Tognoli (3 anni e 3 mesi per ricettazione), Paolo Pillitteri (4 anni per corruzione) e altri, con un intervento pubblicato su Il Riformista, ora si aggiunge anche Antonio Del Pennino. Deputato per 5 legislature e senatore fino al 2013, una vita nel Partito repubblicano italiano, Del Pennino patteggiò una pena di 2 mesi e 20 giorni nel processo per le tangenti Enimont. A ottobre 1994 un altro patteggiamento: 1 anno, 8 mesi e 20 giorni per mazzette relative alla Metropolitana milanese. Prescritto per corruzione.

La sua tesi è che “per valutare appieno le ragioni del No al referendum del 20 e 21 settembre, sia opportuno un confronto con le due precedenti riforme costituzionali“. Sia il testo voluto dal governo Berlusconi che quello voluto da Renzi nel 2016, “prevedevano la riduzione del numero complessivo dei parlamentari, ma in un quadro di superamento del bicameralismo paritario“. Secondo l’ex parlamentare, inoltre, quelle riforme furono bocciate grazie alla presa di posizione delle opposizioni, mentre quella voluta dal Movimento 5 stelle “si muove in una logica del tutto differente”. Nasce cioè dal “rifiuto della democrazia rappresentativa, cui contrappone una presunta democrazia diretta“.

La Lega prima, e il Pd poi, continua Del Pennino, sono stati costretti “ad accettare l’approvazione del taglio secco” degli eletti chiesto dai 5 stelle. I dem hanno poi chiesto di agganciare al referendum la riforma della legge elettorale e la revisione dei regolamenti parlamentari, due punti ritenuti “indispensabili per garantire il funzionamento del Senato”. A suo parere, però, è “un’assurdità” legare le due cose. Come se non bastasse, rispetto al passato le opposizioni non si sono schierate a favore del No “a parte la lodevole eccezione di +Europa e di Azione di Calenda”.

“È pur vero che numerose voci si sono levate soprattutto in Forza Italia, ma anche nel Pd, e da ultimo, Giorgetti nella Lega, per sostenere le ragioni del No (a cominciare dalla falsità sui presunti risparmi, per cui, peraltro, nessuno ha fatto un confronto con quelli ben maggiori che si sarebbero avuti con l’abolizione del Cnel e delle Provincie proposta nel referendum del 2016)”, conclude Del Pennino. Data la situazione, una vittoria del Sì ricadrebbe “sulle forze politiche della Seconda repubblica che, per paura di apparire come difensori della ‘casta’ di fronte al populismo dilagante, rischiano di avviare il Paese verso una deriva sudamericana. Non a caso i 5 Stelle sono stati gli unici sostenitori di Maduro in Occidente”.

L’articolo Referendum, contro il taglio dei seggi anche il repubblicano Del Pennino: durante Mani Pulite patteggiò al processo Enimont proviene da Il Fatto Quotidiano.

All’isola d’Elba 11 positivi: “Tutti riconducibili a un unico focolaio. Si cercano loro contatti”. Chiuse scuola materna e media a Portoferraio

PORTOFERRAIO – Sono saliti ad 11 i casi di Covid-19 registrati all’isola d’Elba dall’inizio della settimana. Venerdì mattina è stata chiusa la scuola materna di Carpani a Portoferraio e la scuola media Pascoli sempre nel capoluogo elbano dopo che due bambini sono risultati positivi. Nei prossimi giorni saranno sottoposti a tampone tutti i loro contatti. I due nuovi positivi sono tutti riconducibili ad un unico focolaio che, da quello che emerge dal tracciamento, potrebbe essersi sviluppato nella piccola comunità marocchina residente a Portoferraio.

“Non abbiamo nessuna certezza di un eventuale paziente zero, né possiamo sapere da dove è arrivato il contagio – chiarisce il sindaco di Portoferraio Angelo Zini -. Il dato certo è che quasi tutti i tamponi risultati positivi sono riconducibili alla rete dei contatti del primo uomo di origine marocchina che manifestava una sintomatologia significativa e che, sottoposto a tampone, lunedì mattina è risultato positivo”. Subito dopo il fratello dell’uomo ha prelevato da scuola la figlia di sette anni e il figlio di 13, che erano entrati in aula da poche decine di minuti. “Padre, madre e tre fratelli di 7, 13 e 18 anni sono risultati positivi al tampone rapido”, ha spiegato Fabio Chetoni, responsabile della zona distretto Elba dell’Asl. “Ad oggi le loro condizioni di salute non destano preoccupazione mentre il primo contagiato, quello che presentava sintomi seri, è stato trasferito con l’elicottero
all’ospedale di Livorno“. Lo zio, residente a Biella, era arrivato sull’isola da pochi giorni per passare un po’ di tempo con la sorella.

Nella piccola comunità elbana la notizia di un’intera famiglia contagiata si è diffusa con grande rapidità. Sull’isola si sono registrati pochi casi durante il lockdown, un focolaio subito circoscritto nel comune di Rio e anche durante l’estate non ci sono mai state situazioni allarmanti: pochi casi, isolati, di turisti. Questa volta ad essere colpita è invece un’intera famiglia residente del capoluogo elbano da anni con vari contatti: i figli frequentano le scuole di Portoferraio, la madre lavora in un ristorante della zona, il primogenito frequenta le scuole superiori e lavora anche come cameriere in un locale a Capoliveri. I primi risultati delle analisi effettuate sui colleghi di lavoro della donna sono negativi ma le indagini continuano per rintracciare le persone che possono aver avuto contatti con i positivi. Sono invece risultati positivi sia il titolare del locale che la zia del ragazzo.

I casi di questa mattina nelle scuola materna e media di Portoferraio sono anch’essi riconducibili alla famiglia di origini marocchine. Degli undici casi fino ad oggi registrati solo uno non ha nessuna relazione con il cluster elbano. E’ un turista francese rintracciato sull’isola perché aveva avuto un contatto con un positivo quando si trovava a BerIino.

Nei giorni scorsi, quando si erano registrati i primi casi, la scuola aveva preso la decisione di rimanere aperta. Dopo una riunione alla quale avevano partecipato i responsabili dell’Asl, il sindaco del Comune di Portoferraio Angelo Zini con vicesindaco ed assessori, l’insegnante fiduciaria della scuola primaria frequentata dalla bambina, la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Pertini con la vicepreside, tutti avevano convenuto di non mettere le classi interessate in quarantena. “Non ci sono stati contatti ravvicinati con i due alunni risultati positivi”, aveva spiegato la preside Daniela Pieruccini, considerato anche “il breve periodo di permanenza nelle classi” dei due bambini.

Stamattina la doccia fredda con i due nuovi casi positivi e la decisione di chiudere i due plessi interessati. Il Comune di Portoferraio ha invitato le Associazioni sportive a valutare una sospensione delle attività, in particolare del settore giovanile, per almeno una settimana. “Tutto questo – spiega il vicesindaco di Portoferraio Luca Baldi – al fine di eliminare potenziali rischi di contagio all’interno delle varie strutture, in attesa che i tracciamenti dei contatti con i soggetti coinvolti, in corso di svolgimento giungano a definitivo compimento”. Non c’è dubbio che ci tiri un’aria di preoccupazione. Stamattina sono state decine le persone che hanno effettuato il tampone e che stanno aspettando una risposta.

Nei piccoli comuni elbani si conoscono tutti e alla notizia di nuovi positivi si scatena la curiosità social che spesso sconfina con la caccia al colpevole. L’invito del Sindaco di Portoferraio è chiaro: “Dobbiamo essere solidali e collaborativi. Sembra che tutti i buoni propositi coltivati durante il lockdown siano stati dimenticati. Qui non ci sono colpevoli, non ci sono buoni o cattivi ma siamo una sola e unica comunità”.

L’articolo All’isola d’Elba 11 positivi: “Tutti riconducibili a un unico focolaio. Si cercano loro contatti”. Chiuse scuola materna e media a Portoferraio proviene da Il Fatto Quotidiano.