Vitalizi, De Luca: “Posizione più idiota è quella del Pd. Si è fatta trascinare in questa sagra di ipocrisia e antipolitica”

Vitalizi? La posizione più idiota è quella che ha assunto il Pd. Mi riferisco alle forze storiche del mondo progressista, trascinate in questa sagra dell’ipocrisia, del fariseismo, della stupidità, dell’antipolitica. Tutte stupidaggini“. Sono le parole del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nella sua rubrica settimanale su Lira Tv. “Questa riduzione dei vitalizi non è un incentivo alla trasparenza, ma al ladrocinio” – rincara – “Le norme che stanno cercando di approvare sono un incentivo a rubare, non sono certo un atto di equità sociale. Intanto, stiamo parlando di 1000-1500 persone, questo è tutto. Sarebbe stato utile, invece, far versare ai parlamentari contributi importanti per dar vita a una pensione integrativa, che scatta quando si arriva all’età pensionabile. Questa sarebbe una cosa civile, da Paese serio e non da circo equestre come è l’Italia“.

E spiega: “Se fai il parlamentare per 10 anni, devi versare ogni mese 2mila euro del tuo stipendio per contributi sociali, in modo che, quando vai in pensione, hai un minimo di serenità: non 5mila euro al mese, ma 2mila-3mila che ti consentono di vivere. Questo tutela l’autonomia e la libertà dei parlamentari, tutela anche i parlamentari che non sono miliardari, e soprattutto consente alle persone perbene di rimanere tali e di non vendersi, di non fare i ladri. Perché” – continua – “se tu devi stare 10 anni in Parlamento dalla mattina alla sera e quindi devi sospendere in qualche modo la tua attività professionale, dopo 10 anni farai fatica a reinserirti e quindi comincerai a pensare a come rubare, non a come devi fare il parlamentare. Questo è il risultato concreto, però brindiamo”.
De Luca aggiunge: “Noi stiamo costruendo una situazione tipo ‘800, quando cioè potevano fare politica solo gli ereditieri e i miliardari. In queste condizioni un povero Cristo non farà mai politica. Un professionista, invece, per fare due mandati sarà spinto a rubare oppure farà come la Raggi a Roma, cioè farsi fare le polizze assicurative a sua insaputa. Ma l’Italia è anche il Paese dell’ipocrisia e del fariseismo eterni. Due o tre cose sono incancellabili nel nostro Paese: le corporazioni, perché se non entri in una corporazione sei perduto; il fariseismo, l’ipocrisia, Noi siamo il Paese del “fare finta che”, non dei risultati. E poi ovviamente l’Arcadia, la retorica, le parole che producono parole”.

Stoccata anche al reddito di cittadinanza: “A me di tutte queste manfrine non interessa veramente niente, stiamo parlando di cose davvero ridicole. A me interessa un piano per il lavoro per i giovani del Sud. Questo sarebbe un modo per rispondere al popolo, non prendendolo per i fondelli. Da questo punto di vista, abbiamo fatto finta di non aver sentito, ma il ministro dell’Economia Tria ci ha detto che il reddito di cittadinanza non esiste e non sta né in cielo, né in terra e che per quest’anno non si tocca niente, perché abbiamo vincoli europei di bilancio stringenti. Mentre a Roma, però” – chiosa – “si divertono con la propaganda e brindano al risultato storico che ancora non c’è sui vitalizi, noi in Campania lavoriamo concretamente per tentare di dare un lavoro stabile a 10mila giovani della nostra regione”

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Sacra Sindone, almeno la metà delle macchie di sangue è falsa

Sindone, macchie di sangue false: lo sono almeno la metà

Sacra Sindone, almeno la metà delle macchie di sangue è falsa: il nuovo esperimento

ROMA – Una nuova ricerca indica che almeno la metà delle macchie di sangue della Sacra Sindone di Torino sarebbe falsa. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Solo alcune sarebbero compatibili con la posizione di un uomo crocifisso, ma altre non trovano giustificazione in nessuna posizione del corpo, né sulla croce né nel sepolcro.

Il risultato è stato pubblicato dagli scienziati sulla rivista Journal of Forensic Sciences ed è stato condotto da Matteo Borrini, dell’università di Liverpool, e Luigi Garlaschelli, del Cicap. I ricercatori hanno organizzato un esperimento con le tecniche di medicina forense e sono così riusciti a ricostruire il tipo di formazione della macchia, scoprendo che almeno la metà sono false.

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Marina La Rosa confessa: “Come ho bruciato tutti i miei soldi dopo il Gf”

Marina La Rosa confessa: "Come ho bruciato tutti i miei soldi dopo il Gf"

Marina La Rosa confessa: “Come ho bruciato tutti i miei soldi dopo il Gf”

ROMA – “Tutti i miei soldi sono volati via”. Così Marina La Rosa, oggi 40 anni, confessa in un’intervista al Quotidiano Nazionale di aver sperperato tutto il denaro piovutole addosso dopo l’esperienza al Grande Fratello. E’ stata una delle protagoniste della prima seguitissima edizione: nella casa più spiata d’Italia fece perdere la testa al compianto Pietro Taricone. E dopo, tra ospitate in tv e in discoteca, aveva messo da parte un bel gruzzoletto. Tutti andati in fumo però. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]

Intervistata da Piero Degli Antoni, la ex gieffina ha parlato della sua esperienza in tv e dei progetti per il futuro. Oggi è sposata con un avvocato e madre di due figli. Ha una laurea in psicologia e negli anni ha fatto anche teatro.

All’epoca Pietro Taricono disse di aver guadagnato, con la sola esperienza del Grande Fratello, un miliardo e settecento milioni di lire. Marina La Rosa non fu da meno ma è andato tutto perduto. Come? “Semplice: mancanza di gestione a monte. I soldi vanno via senza che tu te ne accorga. Compri una macchina, fai un viaggio, prendi una casa in affitto a un prezzo spropositato (5mila euro al mese per un appartamento in centro a Roma, ndr), poi fai un altro viaggio, magari affitti un aereo privato perché tanto ne guadagnerai ancora… Chiamiamola immaturità finanziaria. Come entravano così uscivano”.

Dopo il Gf però è arrivata la notorietà, le ospitate in discoteca. Altri soldi: “Con le serate, con la pubblicità, con le ospitate televisive… Ma quei guadagni erano fonte di grande imbarazzo. Tornavo in albergo e non ero felice, perché quei soldi mi sembrava di averli rubati. Un sacco di soldi solo per fare un sorriso, firmare un autografo…”.

 

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Simon Le Bon dei Duran Duran accusato di molestie da una fan 23 anni dopo

La foto che, secondo i fan, scagionerebbe Simon Le Bon

La foto che, secondo i fan, scagionerebbe Simon Le Bon

LOS ANGELES – Simon Le Bon, il frontman del gruppo Duran Duran noto per essere stato, negli anni Ottanta, un sex symbol, è stato denunciato da una sua fan. Shereen Hariri [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] oggi 47enne, avrebbe subito delle molestie da parte del cantante nell’aprile del 1995.

Shereen ha raccontato la vicenda in un post su Facebook poi condiviso anche su Twitter: “Questo è il mio #MeToo. Simon Le Bon, leader dei Duran Duran mi ha aggredita sul mio posto di lavoro nell’aprile del 1995″.

L’episodio dunque risale a 23 anni fa, quando Simon Le Bon e i suoi colleghi firmarono delle copie del loro nuovo disco in un negozio di Los Angeles. Ed è proprio qui che, all’epoca, Shereen lavorava. Nel post su Facebook, la donna ha aggiunto: “Un gruppo di giornalisti si è messo davanti a noi e mentre loro stavano iniziando a scattare le foto, ho sentito la mano di Simon Le Bon toccarmi il sedere e sfiorarmi i genitali“.

La donna oggi fa la terapeuta. Racconta di non aver avuto il coraggio di denunciare quello che le è successo fino ad oggi solo perché altrimenti “per la stampa sarei stata la ragazza che accusa Simon Le Bon e non volevo diventarlo”.

A incoraggiare Shereen a parlare sono stati i fatti emersi dopo le decine di accuse arrivate al produttore di Hollywood Harvey Weinstein e il conseguente movimento #MeToo, con decine di attrici che hanno denunciato i casi di molestie e violenze su di loro. Shereen ha anche specificato che non è in cerca di risarcimenti, ma vorrebbe almeno le scuse da parte del cantante anche perché, dopo tutti questi anni, non ci sarebbero gli estremi per sporgere denuncia.

La risposta del frontman dei Duran Duran è arrivata subito. Simon Le Bon ha infatti scritto un post sulla pagina Facebook del gruppo dichiarando che l’accusa è falsa: “Quando ho proposto alla signora Hariri di incontrarci e chiarirci ha declinato il mio invito e adesso ha scritto questo post. Non posso scusarmi di qualcosa che non ho fatto”.

Del fatto ha parlato anche l’assistente di Le Bon, Katy Krassner. La donna ha raccontato di essere stata presente in quella occasione ma di non aver visto nulla di quanto raccontato: “Simon era seduto proprio accanto agli altri del gruppo – ha spiegato su Facebook – e pensare che da lì possa aver molestato qualcuno è un’ipotesi semplicemente ridicola”.

Della presunta molestia si sono occupati intanto anche i fan di Simon Le Bon, i quali hanno pubblicato la foto del cantante dei Duran Duran al negozio di dischi. Nello scatto ripreso anche dal Daily Mail, si vede Le Bon accanto ai componenti del gruppo. Scrive una fan che ha rilanciato la foto sui social: “Ecco una foto di quel giorno, in nessun modo c’era posto per lei in piedi dietro di lui”.

L'accusa lanciata da Shereen Hariri
Il post di Simon Le Bon
La foto che, secondo i fan, scagionerebbe Simon Le Bon

 

 

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Decreto dignità, Di Maio: “Non voglio licenziare ma ridurre il precariato” e su Boeri: “Valuteremo al momento del rinnovo”

Di Maio sul ‘caso Boeri‘ afferma al termine del pranzo con gli ambasciatori dell’Unione Europea che: “La legge non ci consente di rimuoverlo, quando ci sarà il rinnovo a fine anno (in verità il mandato del Presidente scade a Febbraio 2019, ndr), ovviamente si valuteranno le decisioni da prendere. Io non ci sto – afferma Di Maio – a far passare questo come un decreto che vuole licenziare le persone. Io non voglio licenziare nessuno, voglio solo ridurre il precariato” e sul decreto dignità il vicepresidente del Consiglio e Ministro del lavoro e dello Sviluppo Economico aggiunge: “Questo decreto è avversato da tanti mondi che hanno campato sulle spalle dei precedenti governi e sulle spalle degli italiani”.

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