Lodi, incendio in un’azienda di stoccaggio rifiuti. L’Arpa chiede chiusura finestre

Tenere le finestre chiuse nel raggio di un chilometro dall’azienda di stoccaggio e trattamento rifiuti di Codogno (Lodi), la Ggm Ambiente di via Ugo la Malfa, dove la notte scorsa si è sprigionato un incendio. Ad avvisare i cittadini via altoparlanti è il Comune con la Polizia Locale e la Protezione Civile: a causa del fumo che si è sprigionato dal rogo bisogna tenere gli infissi chiusi fino a una distanza di un chilometro dal sito. Il messaggio, secondo quanto spiegato, sarà scritto anche sul sito del Comune. L’allerta è stata decisa di concerto con Arpa Lombardia in attesa che vengano effettuati i campionamenti per stabilire l’eventuale presenza di inquinanti pericolosi.

Nell’azienda, soggetta ad Autorizzazione integrata ambientale (AIa), è in corso un procedimento di controllo da parte di Arpa, iniziato i primi giorni di agosto con un’ispezione a sorpresa, che ha evidenziato irregolarità nella gestione dei rifiuti presenti. Il dipartimento di Lodi e Pavia dell’Agenzia ha informato l’autorità giudiziaria. Ulteriori verifiche ispettive erano programmate per i prossimi giorni. Al momento, l’incendio è ancora in corso. Nell’azienda sono stoccati rifiuti urbani, speciali, pericolosi e non pericolosi. Arpa Lombardia sta eseguendo monitoraggi con strumentazione portatile che ha evidenziato un lieve incremento dell’ammoniaca nell’aria. Il gruppo specialistico di Arpa Lombardia ha installato un campionatore ad alto volume per il rilevamento delle diossine.

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Migranti, Mare Jonio soccorre gommone con 100 persone: a bordo 22 bambini sotto 10 anni. Salvini firma divieto d’ingresso

L’equipaggio a bordo della Mare Jonio ha ribattezzato l’imbarcazione “la nave dei bambini”, dopo che alle 8.35 del 28 agosto ha svolto un’operazione di salvataggio che ha portato a bordocirca cento persone tra cui 26 donne di cui almeno 8 incinte, 22 bambini di meno di 10 anni e almeno altri 6 minori“, come hanno scritto su Twitter i responsabili della ong. Il gommone a bordo del quale si trovavano, scrivono in un altro post, è stato individuato da un loro radar ed era “sovraffollato, alla deriva e con un tubolare già sgonfio“. Nel pomeriggio, dopo che il Centro di coordinamento del soccorso marittimo italiano, alla richiesta d’istruzioni da parte dell’equipaggio, aveva risposto di riferirsi “alle ‘autorità libiche’”, l’ong ha annunciato: “Dopo il nostro rifiuto di violare il diritto internazionale riferendoci ad ‘Autorità libiche’”, il Centro di coordinamento del soccorso marittimo della Guardia costiera di Roma “ha assunto il coordinamento del nostro caso e chiesto ‘a competenti Autorità Italiane’ l’assegnazione di un porto sicuro alla Mare Jonio”.

Intanto, però, dal Viminale arriva la notizia che, come anche per la nave Eleonore, Matteo Salvini ha firmato il divieto d’ingresso per l’imbarcazione di Mediterranea. Una decisione sulla quale interviene il dem Matteo Orfini, che a giugno era salito a bordo della Sea Watch. “Matteo Salvini chiude i porti. Ultimo atto di un ministro schifoso, razzista e disumano”. E chiede a Conte di intervenire “dimostrando per una volta di aver capito cosa significa discontinuità. E dimostri che le parole dette in Senato sul suo ministro erano sincere. Un paese che respinge dei bambini è un paese senza futuro”. Il provvedimento è in attesa della controfirma dei ministri della Difesa e dei Trasporti, Elisabetta Trenta e Danilo Toninelli. “Ventidue bambini piccoli e le loro mamme strappati dalla guerra in Libia sono considerati un pericolo per la sicurezza pubblica in Italia – dice Alessandra Sciurba, portavoce di Mediterranea -. Questo è il paradosso di questi tempi. Si considera il passaggio della nostra nave ‘non inoffensivo’”.

La ong assicura poi che “le persone sono tutte al sicuro a bordo con noi” anche se, precisa, la salute di molti migranti è compromessa dalla situazione precaria in cui si trovavano a viaggiare: “Ci sono casi di ipotermia”. A preoccupare l’equipaggio della nave di Mediterranea però sono soprattutto i “segni evidenti dei maltrattamenti e delle torture subite in Libia” che molti di loro portano sul corpo: “Fuggono tutte dall’inferno”.

“C’è la soddisfazione per essere riusciti a salvare circa cento persone di cui una buona parte sono bambini. Questa è sempre un’emozione fortissima. Il resto lo vedremo nelle prossime ore”, ha commentato Alessandro Metz, l’armatore sociale di Mare Jonio. “Negli ultimi giorni abbiamo sentito di morti annegati nei naufragi – racconta all’Ansa – e sapere che circa cento persone sono a bordo della Mare Jonio e quindi portate in salvo ci fa dire che, nonostante le difficoltà e i tentativi di fermarci, ne vale assolutamente la pena”. In questo momento, conclude l’armatore triestino, “ci sono dei bambini e delle bambine che sono vivi. Ci sono uomini e donne che non sono morti annegati. Il resto lo vedremo nelle prossime ore sulla base di come evolve la situazione”.

STALLO SULLA NAVE ELEONORE – L’imbarcazione della ong tedesca Lifeline è ancora ferma in acque internazionali, dopo che il 27 agosto i ministri della Difesa e dei Trasporti Elisabetta Trenta e Danilo Toninelli, hanno controfirmato il divieto d’ingresso predisposto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. Sono 101 i migranti a bordo che, insieme all’equipaggio, si trovano in balia delle acque del Mediterraneo e senza rifornimenti. “Nell’assenza di qualsiasi supporto dai governi siamo ancora una volta lasciati soli con i nostri confusi ed esausti ospiti”, si legge sul profilo Twitter della ong tedesca. “Ci è stato mandato un rifornimento di cibo fresco ed acqua ma non sostituisce la pace e la sicurezza. Chiediamo a tutti di solidarizzare con noi”. Martedì il capitano, Claus Peter Reisch, aveva lamentato che “Malta ci nega la fornitura di acqua e cibo, vuole che muoiano di sete”.

Il capo del Viminale ha motivato il provvedimento con “il pericolo di ingresso in territorio nazionale di soggetti coinvolti in attività terroristiche o pericolosi per la sicurezza pubblica“. E mentre nei giorni scorsi i due ministri del M5s non avevano controfirmato il divieto per la nave Open Arms, questa volta si sono mostrati in accordo con il leghista per “solide ragioni legali”.

Intanto, la Commissione europea fa sapere che “uno stato membro”, la Germania, secondo quanto riporta l’Adnkronos, ha chiesto di coordinare la distribuzione dei migranti che si trovano a bordo della nave Eleonore. Ad annunciarlo è stata la portavoce Natasha Bertaud durante il consueto midday briefing con la stampa. “Siamo stati contattati – ha detto -, abbiamo ricevuto la richiesta di uno Stato membro di coordinare, come abbiamo fatto in passato, gli Stati membri che hanno la volontà di prendere una parte dei migranti a bordo della nave Eleonore. È una cosa che stiamo facendo ora, i contatti tra gli Stati membri sono in corso”. Per quanto riguarda la nave Mare Jonio, “seguiamo la situazione, ma per ora non siamo coinvolti”.

NAUFRAGIO IN LIBIA: 40 MORTI – Non ci sono notizie invece sullo stato dei migranti recuperati a il 27 agosto a largo delle coste di al-Khoms, in Libia, in seguito al naufragio in cui sarebbero morte circa 4o persone, tra cui alcuni bambini. L’imbarcazione sulla quale viaggiano trasportava, secondo Alarm Phone, circa 90 perone, delle quali 65 risultano sopravvissute. L’ufficio libico dell’organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), ha dichiarato di “aver recuperato diversi corpi”, ma ci sarebbero ancora molti dispersi.

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Telecronaca da bordo campo al via, ma parte l’idrante a sorpresa. E il giornalista reagisce così

I giocatori del Cska Mosca e dell’Akhmat Grozny sono pronti a entrare in campo e dal terreno di gioco inizia il collegamento col giornalista Evgeniy Evnevich della tv russa Mat4. In diretta, tuttavia, il report viene colpito dall’idrante azionato per bagnare il campo. Due volte. E la sua reazione è imperdibile.

Video Twitter/Mat4

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Como, rissa in centro tra tre uomini: 23enne ricoverato in rianimazione

Avevano ferite a testa, collo e torace provocate da vetri di bottiglia i due uomini soccorsi dopo l’1.30 nel parcheggio di Villa Olmo e portati all’ospedale Sant’Anna di Como. Si tratta di un 23enne, operato e ricoverato nel reparto di rianimazione, e di un trentenne medicato al pronto soccorso. Entrambi sono cittadini pakistani. Il terzo coinvolto nella rissa è invece stato dimesso. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Secondo una prima ricostruzione, lo straniero e il suo connazionale hanno avuto una lite con un uomo che era seduto su una panchina. L’uomo ha reagito e li ha picchiati utilizzando anche una bottiglia.

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Crisi di governo, ferme le nomine in società pubbliche e authority. Già scaduti i vertici di Sace, Ansaldo Energia e Invitalia

Non solo ministri e sottosegretari. Per i partiti che governeranno il Paese c’è in palio anche una tornata di nomine strategiche. Secondo una stima del Sole 24 Ore sono oltre 400 le poltrone pubbliche da rinnovare in una settantina di società controllate direttamente e indirettamente dal ministero del Tesoro. Ma in realtà l’ondata di incarichi potrebbe essere superiore se si considerano anche i collegi sindacali e le consulenze di alto profilo. Per ora tutto è fermo: il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha deciso di stoppare le nomine di Sace, Ansaldo Energia e Fondo nazionale innovazione, il veicolo controllato da Cdp e dalla società pubblica Invitalia. E sono ferme anche le trattative politiche per il rinnovo delle autorità di vigilanza Agcom, Privacy e Anticorruzione.

Ma mentre i partiti cercano una quadra sul governo, sono già iniziate le grandi manovre per conquistare le posizioni strategiche nelle società pubbliche quotate e non i cui consigli andranno in scadenza con il bilancio 2019, cioè nell’aprile 2020. Fra le partite più delicate c’è la Nuova Alitalia: entro il 15 settembre Ferrovie e gli alleati (l’americana Delta, Atlantia e il Tesoro) dovranno presentare un piano industriale con tutti i dati relativi ad investimenti e tagli. Toccherà poi al futuro amministratore di Alitalia trasformare i numeri sulla carta in una realtà concreta. Una partita in salita in cui peraltro non è ancora definitivamente esclusa l’ipotesi liquidazione. Soprattutto nel caso di un nuovo governo ostile all’idea del salvataggio di Stato.

Fra le aziende non quotate, ma non per questo meno ambite dai partiti, c’è Invitalia: sono scaduti il presidente Claudio Tesauro, avvocato dello studio BonelliErede, e l’ad Domenico Arcuri. Quest’ultimo è in carica da dodici anni, grazie a nomine e rinnovi firmati dal centrosinistra e, per questa ragione, finora considerato in uscita.

In primavera scadranno poi i consigli di amministrazione delle più rilevanti società pubbliche quotate: Eni, Enel, Leonardo e Poste. E poi ancora quelli di Banca Mps, Enav Fs, Rete ferroviaria Italiana, Trenitalia, la centrale acquisti Consip e la concessionaria dei servizi assicurativi pubblici Consap. Naturalmente c’è ancora tempo per depositare l’elenco dei potenziali candidati per i consigli di amministrazione che resteranno in carica tre anni: gli elenchi vanno infatti depositati 25 giorni prima della data dell’assemblea convocata per dare l’ok al bilancio 2019. Ma il tempo stringe. Così qualche indizio potrebbe già arrivare dal Forum Ambrosetti di Cernobbio (6-8 settembre) dove, ogni anno, ad inizio settembre, si riunisce il ghota della finanza italiana, recentemente sempre più disorientato dall’incerto scenario politico. Lo scorso anno protagonista dell’evento fu Matteo Salvini. Ma è difficile dire ora a chi dovranno votarsi i boiardi di Stato alla ricerca di conferme.

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Angelina Jolie e il divorzio da Brad Pitt: “Sono stati anni difficili, mi sono sentita fragile e inadeguata”

“Gli ultimi anni della mia vita non sono stati facili”. A rivelarlo è Angelina Jolie che, nel corso della Disney D23 Expo, è tornata a parlare del tormentato divorzio da Brad Pitt spiegando le difficoltà affrontate e l’importanza di tornare a concentrarsi sulla sua carriera di attrice. “Affrontare un divorzio, crescere i miei figli e pensare al lavoro è stata una specie di corsa ad ostacoli – ha raccontato Angelina -. Spesso mi sono sentita debole, fragile e inadeguata, ma ho trovato la forza di tornare a sorridere”, ha confessato l’attrice.

All’evento della Disney, ha presentato sia il sequel di Maleficent che nel nuovo film Marvel The Eternals, di cui è protagonista. “A volte ti senti giù e devi farti forza per andare avanti – ha aggiunto l’attrice -. Sono grata per il ruolo che mi è stato offerto. Il personaggio di Thena è molto energico. Mi ha ricordato quanto io possa essere forte. Lei è positiva è grintosa, mi ha costretto a lottare con le mie stesse insicurezze”, ha detto riferendosi sul suo ruolo in The Eternals. Quanto a Maleficent invece, ha detto di amare il suo personaggio perché è “una cattiva ma è capace di sciogliersi davanti alla solidarietà femminile”.

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