Mitsuoka Rock Star, è una Mazda MX-5 o una vecchia Corvette? – FOTO






A quanto pare i preparatori giapponesi hanno molta fantasia: quella che vedete qui sopra è la Rock Star, reinterpretazione in chiave yankee della popolare Mazda MX-5. Matsuoka, nello specifico, ha preso la base della Miata e ci ha messo sopra una carrozzeria ispirata alla seconda generazione della Corvette disegnata guardacaso da un americano di origini giapponesi: Larry Shinoda. Inevitabile l’effetto old style, che tuttavia mantiene forme godibili e un certo equilibrio nelle proporzioni. All’interno, tuttavia, “riemerge” il noto e apprezzato stile MX-5, arricchito da diverse personalizzazioni create dalla stessa Matsuoka. Il powertrain è quello classico: motore 1.5 SKYACTIV-G da 132 cavalli, abbinato a un cambio manuale o automatico, entrambi a sei marce. Quanto costa questa “opera”? Dai 36 mila ai 40 euro, a seconda degli optional scelti.

L’articolo Mitsuoka Rock Star, è una Mazda MX-5 o una vecchia Corvette? – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.

Formula E, Rosberg: “Un giorno vedremo fusione con la Formula 1”

formula e rosberg

Formula E, Rosberg: “Un giorno vedremo fusione con la Formula 1”

LONDRA – “Forse non arriveremo mai al punto in cui la Formula E sia più grande della Formula 1 e vedremo prima una fusione tra la F1 e la FE”. E’ l’ipotesi avanzata dall’ex campione del mondo di Formula 1 Nico Rosberg. ”Quando arriveremo al momento in cui la Formula 1 avrà necessità di passare all’elettrico, cosa che succederà, forse vedremo una fusione”.

Secondo Rosberg, per la Formula 1 a un certo punto sarà inevitabile affrontare questo passaggio di tecnologia, abbandonando definitivamente i motori a combustione interna: “Per la Formula 1, il passaggio all’elettrico sarà grande e difficile. Se il mondo intero vende e guida auto elettriche, non ha senso che la Formula 1 utilizzi un motore a combustione, quindi arriverà questo momento. Il vantaggio è che Formula 1 e FE hanno lo stesso proprietario”.

L’articolo Formula E, Rosberg: “Un giorno vedremo fusione con la Formula 1” sembra essere il primo su Blitz quotidiano.

Foggia, l’ambulanza tarda: la dottoressa del 118 aggredita dalla folla

Foggia, l'ambulanza tarda: la dottoressa del 118 aggredita dalla folla

Foggia, l’ambulanza tarda: la dottoressa del 118 aggredita dalla folla

FOGGIA – E’ stata assalita da una folla inferocita perché l’ambulanza tardava ad arrivare. Così Giuseppina Gentile, dottoressa del 118, se l’è vista davvero brutta mentre prestava soccorso ad una persona rimasta ferita in un incidente. La vicenda si svolge alla periferia di Foggia, dove da poco si erano scontrate un’automobile e una motocicletta.

La professionista, giunta sul luogo del sinistro in automedica, stava sollecitando l’invio di una ambulanza, quando è stata circondata da un gruppo di persone raggruppate attorno al ferito: l’avrebbero aggredita verbalmente e poi l’hanno strattonata e presa a schiaffi. 

Questo il racconto del medico, che ha segnalato l’accaduto alla direzione della Asl e a breve presenterà denuncia formale alla polizia: dopo essere intervenuta sul posto dell’incidente ha chiamato la centrale operativa chiedendo l’invio di un’ambulanza. “Alla segnalazione da parte dell’operatore della mancanza di ambulanze disponibili – ha raccontato la dottoressa – mi raccomandavo di liberarne una il più presto possibile”.

Mentre stava concludendo la telefonata, però, la dottoressa è stata circondata dalle persone presenti. Una di loro le avrebbe dato uno schiaffo rompendole gli occhiali e colpendola allo zigomo, mentre un’altra l’avrebbe strattonata alle spalle strappandole di mano il telefono della centrale e scaraventandolo a terra, dicendo di voler caricare il ferito sul suo veicolo. In poco tempo è arrivata l’ambulanza e il personale ha caricato il ferito trasportato in codice rosso al Pronto Soccorso degli Ospedali Riuniti.

L’articolo Foggia, l’ambulanza tarda: la dottoressa del 118 aggredita dalla folla sembra essere il primo su Blitz quotidiano.

Usa, ragazzo di 24 anni ha rapporti col tubo di scappamento: fermato col taser dalla polizia

Usa, rapporti con tubo scappamento: fermato col taser da polizia

Usa, ragazzo di 24 anni ha rapporti col tubo di scappamento: fermato col taser dalla polizia

NEWTON – E’ stato sorpreso mentre da ubriaco aveva rapporti col tubo di scappamento di una vettura e per fermarlo gli agenti di polizia hanno dovuto sparagli col taser. Ryan Scott Malek, 24 anni, aveva un tasso alcolico nel sangue quattro volte superiore al limite legale lo scorso 1° maggio quando è stato trovato dagli agenti in atti osceni a Newton, in Kansas.

Secondo la ricostruzione degli agenti, il 24enne si trovava in strada e, forse per via dell’ubriachezza, ha iniziato ad avere rapporti con il tubo di scappamento della vettura. Gli agenti di polizia gli hanno intimato di fermarsi, ma il ragazzo continuava nella sua pratica, e per fermarlo è stato necessario utilizzare il laser. “Forse era ignaro di quanto stava facendo”, ha detto uno dei poliziotti che è intervenuto.

Il giovane Malek è stato arrestato e portato in carcere, poi è stato condannato a un anno di libertà vigilata con l’accusa di atti osceni in luogo pubblico. Il ragazzo era già stato arrestato per aggressione aggravata e uso di un’arma illegale lo scorso febbraio. 

L’articolo Usa, ragazzo di 24 anni ha rapporti col tubo di scappamento: fermato col taser dalla polizia sembra essere il primo su Blitz quotidiano.

Francia, rimpasto di governo. Castaner è nuovo ministro dell’Interno: fedelissimo di Macron e guida di En Marche

Rimpasto di governo in Francia. A due settimane dalle dimissioni del ministro dell’Interno Gérard Collomb che è tornato nella sua Lione per correre da sindaco, sono stati annunciati i nuovi membri dell’esecutivo che sarà ora composto da 35 ministri (tre in più rispetto alla formazione precedente). “Il mandato politico resta identico”, è la nota dell’Eliseo. “L’azione della squadra di governo agirà nella continuità della politica condotta fin qui e secondo il calendario delle riforme nei prossimi mesi”. Il nome più atteso era quello del ministero dell’Interno: è stato scelto Christophe Castaner, ex socialista sindaco del comune di Forcalquier in Provenza, poi diventato fedelissimo del presidente Emmanuel Macron e fino ad oggi delegato generale di En Marche e segretario di Stato alle relazioni col Parlamento. “Per quando mi riguarda sto voltando pagina”, ha dichiarato. “Lascerò nei prossimi giorni il mio incarico di guida del partito”. Al suo fianco è stato nominato Laurent Nuñez che nel 2017 era stato chiamato per guidare la Direzione generale della Sicurezza Interna (DGSI): da oggi diventa segretario di Stato e, come ricostruisce Le Monde, “dovrà ora coordinare i servizi di polizia, gendarmeria e dei servizi segreti”.

Jacques Mézard, ministro della Coesione dei territori viene sostituito da Jacqueline Gourault, ex sottosegretaria agli Interni. Alla Cultura, al posto di Françoise Nyssen viene nominato Franck Riester. All’Agricoltura lascia Stéphane Travert e subentra Didier Guillaume. Se ne va anche Delphine Gény-Stephann, sottosegretaria all’Economia: al suo posto nominati Mounir Mahjoubi e Agnes Pannier-Runacher.

Jean-Michel Blanquer, già ministro dell’Educazione Nazionale, diventa ministro anche dei Giovani. Sebastien Lecornu è ministro delle Collettività territoriali. Julien Denormandie è ministro incaricato per la Città e gli alloggi. Marc Fesneau è ministro incaricato delle Relazioni con il Parlamento. Marlene Schiappa, già ministra per le Pari opportunità, aggiunge anche la competenza della lotta contro le discriminazioni. Emmanuelle Wargon, ministra della Transizione ecologica. Christelle Dubos, sottosegretaria alla Solidarietà e Salute.

Gabriel Attal, deputato della République En Marche è stato nominato oggi segretario di Stato presso il ministero dell’Istruzione nel quadro del rimpasto annunciato dal presidente Emmanuel Macron, e diventa il più giovane componente di un governo francese in tutta la storia della Quinta Repubblica, fondata nel 1958. Lo scorso giugno, intervistato dalla tv Public Sénat, disse che la politica italiana sulla nave Aquarius era “immonda” e la chiusura dei porti “fa vomitare”. Parole che molti italiani attribuirono invece al presidente Emmanuel Macron, aggravando ulteriormente la crisi diplomatica tra i due Paesi. Negli stessi giorni Macron, pur non arrivando a definire la politica di Salvini “vomitevole”, denunciò pubblicamente “la quota di cinismo e irresponsabilità del governo italiano” sulla questione dei migranti.

L’articolo Francia, rimpasto di governo. Castaner è nuovo ministro dell’Interno: fedelissimo di Macron e guida di En Marche proviene da Il Fatto Quotidiano.

Manovra, flessibilità per investire nella manutenzione di viadotti e ponti. Il reddito a chi risiede in Italia da 5 anni

Il Documento programmatico di bilancio sbarca a Bruxelles. A questo punto a Roma non resta che attendere entro fine mese il giudizio su una manovra che preoccupa molto l’Unione perché porta in dote un aumento del deficit al 2,4% del prodotto interno lordo. Non a caso i toni del Draft Budgetary Plan, depositato in tarda serata lunedì, sono decisamente fermi, ma concilianti: nelle 54 pagine del documento il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, chiede a Bruxelles flessibilità in nome di un ampio piano di interventi sulle infrastrutture viarie nazionali. “Il collasso del ponte Morandi a Genova ha messo in evidenza la necessità di portare avanti un programma di manutenzione straordinaria per la rete viaria e le infrastrutture”, scrive Tria, che spiega come il budget includa spese eccezionali pari allo 0,05% del pil. “Questa manovra dedica un miliardo per il 2019 specificatamente alla messa in sicurezza e alla manutenzione delle infrastrutture viarie come viadotti, ponti e tunnel. Gli interventi riguarderanno lavori realizzati nello stesso periodo o anche prima del ponte Morandi, o casi di specifiche urgenze di manutenzione”, precisa il ministro. Per realizzare questo piano, l’esecutivo puntualizza che utilizzerà una procedura negoziata per garantire rapidità di esecuzione. “Considerando l’eccezionalità e le caratteristiche di urgenza degli interventi pianificati, il governo chiede alla Commissione europea di riconoscere una flessibilità di budget legata a questi obiettivi”, aggiunge il responsabile del Tesoro.

“Riduzione del deficit per il pareggio di bilancio dal 2022” – Questo non significa che l’Italia non intenda rispettare i paletti di Bruxelles, ma solo ottenere una deroga temporanea. “Il governo italiano intende riprendere il percorso di riduzione del deficit per il pareggio di bilancio dal 2022 in avanti – si legge nel documento – Se il pil reale e la disoccupazione, in termini di unità di lavoro, ritornano a livelli pre-crisi prima del 2021, l’aggiustamento strutturale del bilancio può essere accelerato”. Nel documento si evidenzia poi come il recupero dell’economia italiana prosegua sia pure a un tasso più moderato rispetto al 2017. Ma con la manovra messa a punto dal governo possa accelerare. “Una politica fiscale accomodante e una differente composizione del budget portano a una significativa differenza nelle proiezioni di crescita attese rispetto a quelle finora immaginate – si legge nel testo depositato a Bruxelles – Ci attendiamo che il prodotto interno lordo reale possa crescere dell’1,5% nel 2019, dell’1,6% nel 2020 e dell’1,4% nel 2021”.

Stop ad aumenti Iva e avvio flat tax – Quanto alla manovra in arrivo, il governo formalizza la totale sterilizzazione delle clausole di salvaguardia per l’Iva nel 2019 e la riduzione degli aumenti attesi nel biennio 2020-2021. Annuncia anche un piano per rilanciare gli investimenti pubblici e privati, l’introduzione della flat tax (15%) dal 2019 per i piccoli imprenditori e gli autonomi con ricavi fino a 65mila euro, la riforma del sistema pensionistico con l’obiettivo di sostenere l’occupazione giovanile e la stabilizzazione dei redditi dei cittadini. “La legge di bilancio stanzia risorse addizionali per investimenti pubblici – scrive Tria a Bruxelles – Misure aggiuntive introdurranno miglioramenti organizzativi e regolatori, ridefiniranno lo scenario e semplificheranno le procedure amministrative”. Nel documento, il ministro dell’Economia spiega che “il decreto legge sulla pace fiscale faciliterà il pagamento delle tasse arretrate e chiuderà le liti pendenti con la possibilità di pagare il dovuto in cinque anni a un tasso agevolato”.

Per quota 100 e reddito di cittadinanza 6,7 miliardi – Sul delicato tema pensionistico che ha un effetto prospettico sul debito, “la legge di bilancio 2019 contiene anche un complesso di regole finalizzate a rivedere il sistema per facilitare il turnover generazionale e l’ingresso dei più giovani sul mercato del lavoro – si legge nel testo – Per accedere alla pensione, dovrà essere raggiunta la cosiddetta quota 100, definita come somma fra l’età anagrafica (62 anni) e gli anni di contribuzione al sistema previdenziale (minimo 38 anni)”. Per questo intervento viene stanziato lo 0,37% del pil, circa 6,7 miliardi ipotizzando come fa il governo che il pil salga a 1.822,7 miliardi. Identica cifra è destinata al reddito di cittadinanza: in questo caso però alla somma andranno sommati i 2,6 miliardi già stanziati per il Rei che verrà “superato”. Nel Dpb si legge che “per rafforzare la lotta alla povertà viene introdotto il reddito di cittadinanza, che ambisce a dare sostegno a coloro che sono al di sotto della soglia di povertà” (780 euro al mese) per residenti in Italia da 5 anni disoccupati o inoccupati, inclusi i pensionati, “e allo stesso tempo a favorire l’integrazione nel mercato del lavoro attraverso un percorso di formazione vincolante”.

La bocciatura dell’Upb e gli auspici del governo sui conti – Nella documentazione inviata a Bruxelles, Tria non nasconde i dissidi con gli organismi indipendenti che hanno espresso valutazioni negative sulla Nota di aggiornamento al Def: “L’ufficio di bilancio del parlamento non ha convalidato le previsioni macroeconomiche per il 2019 contenute nel documento programmatico, osservando che le stime sono al di fuori di un range accettabile date le informazioni al momento disponibili – si legge – Il governo ha ritenuto opportuno confermare le sue stime programmatiche e ha ripetuto al parlamento le motivazioni a supporto di questa scelta (…) – prosegue il testo – Prima di tutto il governo ha ricordato come materia di discussione avrebbe dovuto essere solo la valutazione dell’impatto sullo scenario macroeconomico della manovra di finanza pubblica senza estendere il dibattito anche alla deviazione dalle stime ufficiali formulate da altri analisti, pubblicate in altri momenti e basate su informazioni parziali e obsolete”.

Inoltre, “valutando l’intera dimensione della manovra e le principali misure di politica, il governo ha notato che le stime ufficiali considerano un moltiplicatore medio della manovra sul prodotto interno lordo reale uguale allo 0,5% nel primo anno, una valutazione completamente in linea con quelle ottenute attraverso altri modelli utilizzati da altre istituzioni internazionali – prosegue il documento -. Infine, il governo ha confermato che rivitalizzerà gli investimenti pubblici e le politiche di inclusione sociale saranno una priorità della sua azione e la crescita economica beneficerà degli effetti espansivi di queste misure”. Alla fine, quindi, secondo l’esecutivo, i conti torneranno con un abbassamento del rapporto fra il debito pubblico e il prodotto interno lordo. “Il rapporto scenderà dal 131,2% del 2017 al 126,7 del 2021”, precisa il documento, che prevede un un aumento delle tasse sui premi assicurativi, un piano di privatizzazioni da 640 milioni, una spending review da 2,43 miliardi di euro nel 2019 e da 1 miliardo nel 2020 e 2021, oltre al rinnovo dell’ecobonus (50%) fino a dicembre 2019, delle deduzioni per gli acquisti degli elettrodomestici e dei benefici fiscali per le ristrutturazioni di giardini e terrazzi.

L’articolo Manovra, flessibilità per investire nella manutenzione di viadotti e ponti. Il reddito a chi risiede in Italia da 5 anni proviene da Il Fatto Quotidiano.