Discoteca Corinaldo, spunta un audio: “Ho stampato 6mila prevendite”

Discoteca Corinaldo, spunta un audio: "Ho stampato 6mila prevendite"

Discoteca Corinaldo, spunta un audio: “Ho stampato 6mila prevendite”

ROMA – Strage alla discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, spunta un audio: “Ho stampato seimila prevendite”. La capienza del locale dove hanno perso la vita cinque adolescenti e una mamma era infatti di appena 870 persone, mentre le cifre ufficiali contano solo 680 biglietti venduti. Eppure, dalle parole attribuite a uno degli organizzatori, emerge che le seimila prevendite stampate sarebbero andate tutte esaurite.

Il messaggio audio è stato pubblicato nel gruppo Facebook “Giustizia per le vittime della Lanterna Azzurra”. Un messaggio audio che sarebbe stato scambiato da uno degli organizzatori della serata con un interlocutore.

Come riporta Fanpage, l’oggetto della conversazione è la quantità di prevendite stampate, che stando all’audio sarebbe molto superiore a quella che l’organizzazione era solita distribuire per serate simili proprio per il grande richiamo dell’evento con Sfera Ebbasta: “Sono messo abbastanza male, perché pensa: di solito stampo cinquemila prevendite. Ne ho stampate seimila ma non bastano, però anche il locale ha una certa capienza, non posso vendere cinquanta miliardi di prevendite. Intanto vendiamo quello che abbiamo e poi dopo valutiamo”.

Secondo l’avvocato che segue alcuni dei feriti, Corrado Canafoglia, ci sono prove che nel locale ci fossero più di 1500 ragazzi. Il basso numero di biglietti staccati potrebbe spiegarsi con un escamotage all’ingresso, dove le prevendite venivano convertite in semplici drink-card e non in ticket registrati. In questo modo, l’organizzazione avrebbe occultato numerosi ingressi. In attesa di verifiche da parte delle autorità di inquirenti, l’audio è stato diffuso dalla trasmissione “Chi l’ha visto?” nella puntata del 12 dicembre.

 

 

 

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Ugento, perde il controllo dell’auto e si ribalta: muore giovane mamma

ugento incidente

Ugento, perde il controllo dell’auto e si ribalta: muore giovane mamma

LECCE – Incidente mortale questa mattina, venerdì 14 dicembre, sulla provinciale che collega Casarano a Ugento. A perdere la vita una giovane mamma di 31 anni, Veronica Orlando.

Era alla guida della sua Renault Clio quando ha improvvisamente perso il controllo del mezzo e ha cominciato a sbandare. L’auto si è ribaltata, finendo la sua corsa adagiata in un uliveto.

Allertati dagli automobilisti di passaggio, sul posto sono subito intervenuti i soccorritori del 118 di Vigili Del Fuoco, la cui attenzione è stata subito attirata dalla presenza di un passeggino nell’auto, che lasciava intendere che insieme alla donna ci fosse anche un bimbo.

Le immediate ricerche di soccorritori e forze dell’ordine, però, avrebbero escluso questa possibilità. Per la donna, invece, ogni soccorso è risultato inutile.

Per i rilievi e per risalire alle cause esatte dell’incidente sono intervenuti i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Casarano e i colleghi della stazione di Ugento.

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Deputati nel bagno della Camera: chi sono i focosi amanti del lavandino? Gli indizi

Deputati beccati nel bagno della Camera: chi sono i focosi amanti del lavandino? Gli indizi

Deputati nel bagno della Camera: chi sono i focosi amanti del lavandino? Gli indizi

ROMA – Chi sono i deputati sorpresi nel bagno della Camera a fare “fichi fichi”, per dirla citando una hit degli anni Ottanta? Si dice il nome del peccato, non quello del peccatore, ma vi diamo qualche indizio: ci scuserà Dagospia per il tono allusivo volutamente ispirato al sito che in questo genere di notizie è assolutamente maestro (almeno in Italia).

Lei è una onorevole del Movimento 5 Stelle, meridionale, voluttuosa. Non passa inosservata tra i banchi di Montecitorio: dicono che in Transatlantico più d’uno si sia girato per ammirare i suoi look procaci. Chi è la vamp grillina che fa palpitare i cuori (e a quanto dicono, non solo quelli) degi alleati di governo? Ah, saperlo…

Lui è un onorevole della Lega: bell’aspetto, faccia da macho celodurista. A differenza di tanti colleghi salviniani, è nato al di sotto del Rubicone. Chi è? Ah, saperlo…

Dicono le cronache (Franco Bechis è stato il primo a parlarne su Il Tempo, Romana Liuzzo ha aggiunto particolari peperini su Il Giornale) che i due sono stati trovati nei bagni di Montecitorio dove, presi dalla passione, si sarebbero uniti nell’estasi dell’amore su uno dei lavandini. Dicono che qualcuno li abbia filmati. Dicono che una deputata del Pd conosca tutti i dettagli della vicenda. Dicono che i gruppi parlamentari grillini siano molto preoccupati per questa storia e che abbiano vietato ai propri uomini di parlare coi giornalisti.

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Orta di Atella, Filomena Sorvillo trovata morta in casa con lividi sul viso: fermato il figlio

Filomena Sorvillo, anziana trovata morta in casa: fermato il figlio

Orta di Atella, Filomena Sorvillo trovata morta in casa con lividi sul viso: fermato il figlio

CASERTA – Il corpo senza vita di Filomena Sorvillo, 70 anni, è stato trovato nella sua casa di Orta di Atella, in provincia di Caserta. La donna presentava numerosi lividi sul viso e per l’omicidio i carabinieri hanno fermato il figlio Marco Mattiello, di 40 anni.

Secondo una prima ricostruzione, Mattiello e la madre hanno iniziato a discutere la mattina del 14 dicembre fino a quando l’uomo non le ha afferrato i capelli per poi sbatterla più volte faccia a terra fino a quando non l’ha uccisa. L’uomo ha poi chiamato uno zio dicendo di aver fatto “una sciocchezza”.

I carabinieri hanno fermato il figlio della Sorvillo e sul luogo del delitto sono intervenuti il medico legale e il pubblico ministero di turno della procura di Napoli Nord, oltre alla sezione rilievi del Comando Provinciale Carabinieri di Caserta.

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Camera. Amore nei wc. Accesso riservato, capito perché? Gasparri: “Segno dei tempi”

Camera. Amore nei wc. Accesso riservato, capito perché? Gasparri: "Segno dei tempi"

Camera. Amore nei wc. Accesso riservato, capito perché? Gasparri: “Segno dei tempi”

Amore libero nei gabinetti della Camera dei Deputati. C’è chi dice: se un cittadino normale, un visitatore, ha una urgenza, lo mandano su per delle scalette recondite e quasi inaccessibili. Ora si capisce perché. I bagni belli sono interdetti al pubblico per ragioni che sono diventate evidenti.
La vicenda assume però contorni più allarmanti per Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia. “Non c’è molto da scherzare”, commenta: “Anche questa storia è un segno dei tempi. Un segno della decadenza dei costumi. A casa propria ognuno è libero di fare ciò che vuole, sempre nel rispetto della legge. Ma nell’edificio che simboleggia, insieme con il Senato, che peraltro Renzi non è riuscito a demolire, uno dei tre poteri su cui si incardina la democrazia, è un tale segno di dileggio e di disprezzo verso le istituzioni che può avvenire solo nell’era del Vaffa, la parola d’ordine di Beppe Grillo”:
La vicenda dei rapporti fra deputati nei bagni della Camera ha lasciato perplessi gli italiani. Il web è impazzito, nelle serate invernali, in famiglia è uno dei temi di conversazione. E nessuno se la sente di difenderli”.
C’è che dice, ironizzando, che è un modo per superare le differenze ideologiche e di schieramento politico. Gasparri non apprezza. “Non credo fosse questo il compromesso storico che si vagheggiava negli anni ’70. Ci vuole più rispetto, bisogna tornare ai principi base dell’educazione civica.

La scabrosa vicenda avrebbe riguardato un deputato leghista e una deputata del Movimento 5 stelle, secondo quanto avevano rivelato i quotidiani Libero e Il Tempo. Secondo Il Tempo, i parlamentari del Pd sono stati i primi a far circolare la voce. Noblesse oblige. Però a gridare allo scandalo e a filmare addirittura la scena sarebbe stato un parlamentare di uno dei due partiti coinvolti.

Divertito il commento di Ettore Rosato, vicepresidente della Camera: “Finalmente un buon modo di esponenti della maggioranza per utilizzare il tempo qui dentro. Ce ne fossero tanti così, farebbero meno guai”.

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Gabriele cade col motorino, lo sfogo della mamma Federica Domenicali: “Nessuno l’ha soccorso”

Federica Domenicali, sfogo mamma su Facebook per incidente del figlio

Gabriele cade col motorino, lo sfogo della mamma Federica Domenicali: “Nessuno l’ha soccorso”

LUCCA – Il figlio ha avuto in incidente in scooter e nonostante chiedesse aiuto nessuno si è fermato e ha chiamato il 118. “Dov’è finita l’umanità?”, questa la domanda che l’infermiera e mamma Federica Domenicali si pone su Facebook mentre in un lungo sfogo racconta quanto accaduto al figlio Gabriele. L’incidente è avvenuto a Pietrasanta, in provincia di Lucca, e la donna che lavora come infermiera all’ospedale della Versilia non riesce a credere che nessuno abbia avuto il coraggio di aiutare un ragazzino in difficoltà.

Nel lungo sfogo su Facebook, Federica racconta che l’incidente è avvenuto la sera di martedì 11 dicembre e che il figlio è caduto da solo, riportando una doppia frattura al piede: “Gabriele si è fatto male da solo, cadendo rovinosamente per terra ed è svenuto per il dolore. Quando ha ripreso i sensi ha provato a chiamarci, ma aveva il telefonino scarico: allora ha cominciato a gridare aiuto, a fare cenno alle auto che stavano transitando nei pressi di fermarsi. A soccorrerlo. Ma nonostante le sue grida e la sua disperazione nessuno si è degnato di fermarsi, di capire cosa fosse successo a quel ragazzino che urlava aiuto abbandonato e a terra sul ciglio della strada”.

A sconvolgere la donna è l’indifferenza generale delle persone che né si sono fermate, né hanno chiamato il 118: “Io capisco la paura, la diffidenza, il timore che un grido di aiuto nasconda altro, ma qui parliamo di un ragazzino solo e ferito che aveva bisogno di essere soccorso e rassicurato. E allora mi chiedo, ma dov’è finita l’umanità. Ma cosa stiamo diventando o forse siamo già diventati. E allora temo che ci sia solo da vergognarsi”.

Gabriele è riuscito poi ad alzarsi da solo e a raggiungere la casa di un amico nelle vicinanze, dove finalmente ha ricevuto aiuto: “Già eravamo in pensiero perché non era ancora tornato a casa: quando abbiamo sentito squillare il telefono l’unica cosa che ha contato, è stato sentire la sua voce. Da lì a poco era al pronto soccorso dove ha trascorso la notte: adesso è a casa, ne avrà per un po’, ma l’episodio lo ha profondamente turbato. Il fatto che nessuno si sia fermato lo ha ferito. E al tempo stesso è arrabbiato; come possiamo dargli torto? Che fiducia può avere un ragazzino nei confronti del prossimo dopo un episodio del genere”.

D’altronde Federica lavora in ospedale e ogni giorno affronta il dolore e la paura delle persone: “Nel mio piccolo, cerco sempre di essere di supporto, di comprendere, di stare vicino: è il mio lavoro, certo, ma è anche il modo di essere. E invece, nell’episodio che ha coinvolto nostro figlio, vedo l’indifferenza più totale. L’indifferenza che ci fa diventare ancora peggio delle bestie. E questo non possiamo accettarlo. Non possiamo”.

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