Flavio Briatore: “Ho sentito che la mano era pesante, come se avesse dentro tutti chiodi”. Il malore risolto (con il consulto di Zangrillo)

Vince la causa per evasione contro il fisco, ma Briatore rimane senza lo yacht sequestrato. Si era preso la sua rivincita giudiziaria, l’ex manager di Formula1 oggi proprietario del Billionaire, ma ecco dietro l’angolo la beffa. La Cassazione ha infatti annullato con rinvio la confisca del Force Bleu, lo yacht di Briatore, disposto dalla Corte di appello di Genova per l’accusa di Iva evasa. Solo che la Cassazione è arrivata tardi perché il Force Bleu era già finito all’asta. È stato lo stesso Briatore, come riporta il Corriere della Sera, a spiegare il garbuglio che l’ha visto soccombere: “Abbiamo presentato tre istanze affinché aspettassero la Cassazione e non facessero l’asta in pieno Covid, con gli acquirenti che neanche potevano andare a vederla. Qual era la fretta di darla via? È uno yacht, non un cargo di banane che vanno a male. L’Autumn Sailing, la società armatrice, ha pure versato i soldi che servivano per la manutenzione e per tenerla in porto, ma non li hanno voluti. Risultato: l’hanno svenduta a sette milioni”. Parliamo di un’imbarcazione che vale attorno ai 20 milioni di euro, ma che oramai Briatore ha rinunciato a riottenere perché sbrogliare l’inghippo giuridico-burocratico è oramai impossibile. “I danni che ho subito sono incalcolabili: da undici anni, tutti mi danno dell’evasore fiscale, pure in tv. Consideri che sono schedato nella World Check: non posso avere un mutuo, un prestito, niente. Se per lavorare non avessi avuto capitali miei, sarei fallito. Io sono fortunato, ma una persona con meno mezzi ne esce distrutta”. Infine il refrain briatoriano classico: “Gli imprenditori non investono in Italia perché sono terrorizzati dalla lentezza e dall’incertezza della nostra giustizia. È arrivato il momento di mettere mano a una riforma: non puoi tenere uno sulla graticola per anni”. L’agitazione per le sorti della Force Bleu hanno causato un forte stress a Briatore tanto che il 4 giugno scorso mentre si trovava a Baku ha subito un malore: “Ero al Gran Premio, ho preso una bottiglietta d’acqua e ho sentito che la mano era pesante, come se avesse dentro tutti chiodi. Sentivo male, come se fossi mezzo paralizzato. Sono arrivati i medici, mi hanno fatto degli esami”. Cartella clinica finita subito sul pc di Alberto Zangrillo, suo medico personale, poi il graduale ritorno alla normalità in hotel la mattina successiva: “Ho messo un piede per terra e non succedeva nulla di strano. Ho preso coraggio, ho messo l’altro: era tutto normale, stavo benissimo, sono pure uscito a piedi”.

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