Gaza, 119 vittime palestinesi e 7 israeliane. Save the Children: “Raid di Tel Aviv su 31 scuole”. Smentita l’invasione di terra nella Striscia

Dopo il rientrato allarme su un’invasione di terra da parte dell’esercito israeliano a Gaza, prima annunciata e successivamente smentita in nottata dal portavoce militare Jonathan Conricus, continuano gli scontri tra lo Stato ebraico e la popolazione e le formazioni palestinesi. Ai nuovi razzi di Hamas, uno dei quali ha ferito gravemente un cittadino israeliano, hanno risposto le cannonate dal confine con la Striscia dei carrarmati e i raid dell’aviazione israeliana, con il bilancio delle vittime nella Striscia che continua a salire: “Sono 119 i civili palestinesi che sono stati uccisi a Gaza, compresi 31 bambini, e nel sud di Israele sono stati uccisi 7 civili israeliani, compresi 2 bambini”, annuncia Save the Children in un comunicato. Ma proseguono anche le violenze tra la popolazione araba della Cisgiordania e la polizia: un altro palestinese di 25 anni è stato ucciso oggi dal fuoco di militari israeliani durante gli incidenti a Yabed. Si tratta della seconda vittima della giornata.

Hamas continua il lancio di razzi, Israele non ferma i raid sulla Striscia
Nonostante la minaccia di un’invasione di terra, continua senza sosta il lancio di razzi dalla Striscia di Gaza. Il sistema di difesa israeliano Iron Dome continua a intercettare missili diretti verso Ashdod, Beersheba e altre località di confine, ma un uomo di 60 anni è rimasto ferito in modo grave dopo che uno di questi ha colpito una località nel sud di Israele. In totale sono oltre 2mila i razzi partiti dall’enclave dall’inizio delle ostilità. Dall’altra parte, per tutta la notte circa 160 aerei dell’Esercito israeliano hanno colpito oltre 150 “obiettivi sotterranei” nel nord della Striscia di Gaza, come si legge in un comunicato delle Forze armate. Mentre continua a crescere il numero delle vittime.

Save the Children denuncia che “mentre i bombardamenti a Gaza e nel sud di Israele continuano, si conferma che almeno 31 scuole e una struttura sanitaria a Gaza sono state danneggiate dagli attacchi aerei israeliani. Le 31 scuole di Gaza sono frequentate da oltre 24mila bambini. Una scuola è stata danneggiata da razzi nel sud di Israele, dove tutte le lezioni sono state sospese a causa di questa violenza che ha colpito migliaia di bambini. Anche le violenze nelle comunità all’interno di Israele sono motivo di preoccupazione”.

Nuovi scontri in Cisgiordania: due palestinesi uccisi negli scontri
Dopo l’annuncio della morte del secondo palestinese ucciso, l’esercito israeliano non ha rilasciato commenti. Ma altri scontri fra i militari e i dimostranti, che protestavano per i bombardamenti a Gaza, sono avvenuti al termine delle preghiere nelle moschee in tutte le province della Cisgiordania. Secondo le stime, sono decine i feriti. In mattinata la televisione al-Aqsa di Hamas aveva fatto appello ai palestinesi di Gerusalemme est e della Cisgiordania ad affrontare le forze armate israeliane. Aveva lanciato anche appelli diretti agli abitanti di ogni singola provincia perché si unissero alle proteste. Il 15 maggio, inoltre, la popolazione palestinese osserverà una giornata di lutto e di mobilitazione in ricordo del 15 maggio 1948, data della fondazione dello Stato di Israele.

Il dietrofront sull’invasione di terra
Stanotte la notizia dell’inizio di un’invasione di terra aveva riportato alla memoria la sanguinosa operazione Protective Edge del 2014. Ma un’ora dopo, intorno all’1 di notte, l’esercito di Israele ha smentito la notizia che i suoi portavoce avevano diffuso, specificando che i suoi soldati avrebbero continuato a sferrare attacchi aerei come fatto fino ad oggi, in risposta ai razzi lanciati da Hamas e dal Jihad Islamico dall’enclave palestinese.

Una gaffe comunicativa, quella dei militari dello Stato Ebraico, che però nasconde la tensione crescente tra le parti, con i soldati di Tel Aviv ormai da giorni ammassati al confine con la lingua di terra governata da Hamas, pronti all’invasione. Intorno alla mezzanotte, il portavoce militare Jonathan Conricus aveva fatto sapere che le truppe erano entrate dal nord della Striscia, pur non fornendo particolari sull’operazione e invitando chiunque si trovasse in territorio israeliano entro 4 chilometri dalla frontiera a entrare “in un rifugio e vi resti fino a nuovo ordine”. Ma poco dopo si è smentito dicendo che “attualmente non ci sono truppe di terra all’interno della Striscia di Gaza”: “L’aviazione e le truppe di terra stanno attualmente conducendo attacchi su obiettivi nella Striscia”, ha detto Conricus, adducendo “un problema di comunicazione interno“.

Tensione al confine libanese
Intanto si registra un altro incidente in due giorni al confine fra Israele e Libano. “Carri armati hanno sparato oggi colpi di avvertimento in direzione di alcuni dimostranti provenienti dal territorio libanese che erano entrati in territorio israeliano. Quelle persone sospette – afferma un comunicato dell’esercito israeliano – hanno danneggiato i reticolati, hanno appiccato fuoco nell’area. Dopo di che hanno fatto ritorno in territorio libanese”. Ieri dal Libano, dove opera la milizia sciita anti-israeliana Hezbollah, erano stati sparati tre razzi verso Israele senza comunque provocare alcun danno.

A centinaia anche dalla Giordania hanno raggiunto il confine con la West Bank per manifestare la propria vicinanza al popolo palestinese. In alcuni casi, riferiscono alcune fonti, si sono sentiti cori di sostegno ad Hamas. Nei video che circolano online si vedono persone che tentano di entrare in territorio palestinese ma che vengono poi messe in fuga dalle forze di polizia.

L’articolo Gaza, 119 vittime palestinesi e 7 israeliane. Save the Children: “Raid di Tel Aviv su 31 scuole”. Smentita l’invasione di terra nella Striscia proviene da Il Fatto Quotidiano.