Shengze Zhu, sulle tracce della memoria nella «città del fiume»

«Ho imparato a tagliare un pollo, e piango sotto alle coperte per non gettare su nostro figlio la mia tristezza». Quel gesto quotidiano, impensabile fino a poco prima, diviene per la voce femminile quasi una forma di resistenza: come sopravvivere alla tempesta, al dolore, alla morte che arriva inaspettata mentre il tutto mondo cambia e sembra quasi impossibile che possa tornare indietro? Siamo a Wuhan, dove la pandemia è cominciata, le prime immagini – di una telecamera di sorveglianza – … Continua

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