Cos’è il giorno della memoria? Giorno della Memoria, memoria di cosa? Di ciò che siamo stati e potremmo essere

Giorno della Memoria, memoria di cosa? Di come si decise e si volle che una parte del genere umano fosse dichiarata razza, specie subumana e nociva e di come ci si organizzò per sterminarla a vantaggio e salvaguardia della brava gente comune. Memoria del genocidio degli ebrei compiuto dalla brava gente comune nella sua testa prima ancora che attuato dalle SS naziste nei campi di sterminio.

Giorno della Memoria: ebrei, prime ed eterne vittime

I campi, lo sterminio, il genocidio...qualcosa che ricordiamo come l’estremo male, qualcosa che una volta sola nella storia dell’umanità, qualcosa cui opponiamo un “mai più”, qualcosa di impensabile e quasi aliano nella sua atrocità e dimensione. Qualcosa di eccezionale, nel senso di una eccezione nella storia umana. Non ricordiamo, proprio non riusciamo a ricordare come e perché è cominciata…l’eccezione.

E’ cominciata con l’idea, l’ideologia, la cultura popolare e di massa secondo cui guai e difficoltà economiche, disagi e sofferenze sociali hanno un colpevole, un colpevole che è altro e fuori dal popolo. Un colpevole che complotta e arricchisce e arricchisce perché complotta e complotta perché arricchisce. Il tutto ai danni del popolo, impedendo al popolo di avere la ricchezza che è lì, a portata di mano. Ricchezza e potere accaparrati dagli altri e diversi dal popolo, gli altri che costituiscono la fratellanza del potere occulto e forte, forte perché occulto.

Un potere mondiale. Mondiale e maligno. Da estirpare, estirpare con i suoi agenti. E’ cominciata così e non amiamo ricordarlo appieno perché, a ricordarlo appieno, dovremmo constatare che i materiali per ricominciare ci sono tutti. Tutti, qui e oggi. Il popolo truffato e ingannato dai poteri forti e occulti, il complotto mondiale dell’alta finanza, il piano mondiale di sostituzione della nostra etnia con etnie aliene, perfino lo “spazio vitale” cui si ha diritto, stavolta in termini di debito infinito da vedersi riconosciuto e non di territorio infinito da conquistare . Tutta roba che è qui, oggi. Questo dovremmo ricordare, ma non lo facciamo.

Gli ebrei, l’intero popolo ebraico furono da affamare, gasare, torturare, eliminare dalla faccia della Terra come gente impura e nociva. Gli ebrei sono stati per mano del nazismo vittime in quantità e modalità che definire feroci è ben inadeguata definizione. Ma non furono solo i nazisti in divisa tedesca. A sterminare ebrei come nocivi furono entusiasticamente contadini ucraini e polacchi, a denunciare ebrei perché fossero portati via sui carri sterminio furono funzionari, impiegati, brava e normale gente francese, italiana, olandese…

Perché la brava e normale gente se si convince di essere popolo puro e buono, se e quando diventa certa che qualcuno le sottrae serenità economica e sociale e che questo qualcuno deve per forza essere altro e fuori dal popolo, la brava e normale gente plaude o assiste con benevola neutralità allo sterminio dei nocivi. Non è un’eccezione, è una costante ideologica.

Gli altri si sentivano popolo, popolo puro

Quando nei campi di sterminio eliminavano dieci milioni di persone (ebrei, russi prigionieri di guerra, oppositori politici di ogni nazione, omosessuali e varie altre categorie di inferiori) quelli in divisa nazista si sentivano popolo, avanguardia armata del popolo che purifica il mondo e spazza via l’impuro e il diverso. E dietro di loro c’era in tutta Europa (anzi in tutto il mondo, il Giappone sterminatore di razze inferiori non fu da meno della Germania nazista) un popolo.

Un popolo fatto di mamme e papà, di normali famiglie che tenevano al lavoro e alla casa e alla sicurezza. Un popolo che, se e quando trova qualcuno che gli dice che casa, lavoro e famiglia saranno al sicuro se si mettono i sabotatori in condizioni di non nuocere, allora non esitò allo sterminio. Un popolo che c’è ancora oggi, eccome se c’è. Ecco cosa dovremmo ricordare a noi stessi nel Giorno della Memoria.