Chiudere le piste da sci, i Paesi chiedono regolamento comune. L’Ue: No, spetta a voi decidere

Chiudere le piste da sci, i Paesi chiedono regolamento comune. L’Ue: No, spetta a voi decidere.

Chi le chiude le piste da sci? Una scelta talmente impopolare e di responsabilità che nessuno sembra volerlo fare. Già perché se in estate si va al mare negli stabilimenti e nelle discoteche, in inverno si va a sciare. Solo che questa estate stabilimenti e discoteche erano aperti, mentre ora piste da sci non lo saranno. Almeno sulla carta perché chiuderle sembra diventato un rebus.

Italia (e così diverse Regioni del Nord) e Germania hanno chiesto che ci sia un regolamento comune europeo in merito alle piste da sci. Tradotto: non vogliamo chiudere le piste a Cortina o Courmayeur se poi restano aperte a Innsbruck (Austria) o a Chamonix (lato francese). Per questo si chiede: tutte o nessuno.

Ma l’Europa fa un po’ come Ponzio Pilato

Se ne lava le mani l’Ue perché ha ragione quando dice che spetta ai singoli Paesi decidere se chiudere o meno le piste da sci. Che fa l’Europa, decide anche su bar e ristoranti? Certo che no. Non ha detto nulla in estate su stabilimenti e discoteche, perché dovrebbe farlo ora? Che Germania, Italia, Francia, Austria e Svizzera si mettessero d’accordo fra di loro e chiudessero tutto. Perché altrimenti c0è il rischio dello sciatore pendolare che passa il confine per il brivido della pista.

Ma vediamo cosa dice l’Europa

“La decisione sull’attività sciistica è di competenza nazionale, non europea. Occorre prudenza nel revocare le misure anti-Covid perché questo può provocare la recrudescenza del virus. Stiamo lavorando per rafforzare il coordinamento tra gli Stati e vedere se possiamo sviluppare presto un approccio di raccomandazioni“. Ha chiarito il portavoce dell’Esecutivo, Eric Mamer, che “le decisioni sullo sci sono di competenza nazionale. Il nostro ruolo è fare raccomandazioni sanitarie affinché le varie attività si svolgano in condizioni di sicurezza sanitaria. Quindi c’è una vera differenza tra le due dimensioni”. Cioè, Europa raccomanda, non vieta. Sappiamo benissimo cosa vuol dire… (Fonte Ansa).