All posts by Roberto Andreotti

Approssimarsi al Verbo divino con la retorica dell’ineffabile

La scrittura di autori tra i più grandi della poesia del Novecento – Rilke, Pessoa, Celan – si muove negli spazi del limite, dell’invisibile, dell’indicibile, del nulla, dell’assoluto. Sono questi anche gli spazi dell’esperienza mistica. La sua storia millenaria nel mondo occidentale, nei testi e nelle interpretazioni, ci viene ora offerta nel ricco primo volume de La mistica cristiana («I Meridiani. Classici dello Spirito» Mondadori, pp. LXXXVIII-1620, € 80,00) dedicato a Mistica tardogreca e bizantina, siriaca, armena, latina e italiana … Continua

L’articolo Approssimarsi al Verbo divino con la retorica dell’ineffabile proviene da il manifesto.

Manganelli, dribbling critico tra molte ossessioni

Si è già all’occasione osservato come l’estensione dell’arcipelago Manganelli vada, post mortem, allargando i suoi confini, sporgendosi su terre sempre più incognite e rare. Di queste terre l’orografia varia dal punto minimo del sospetto apocrifo al punto massimo di capolavori prodotti, per dir così, inavvertitamente: da escavare, riportare in luce e, con santa dedizione, ricomporre. Così è stato per lo scoppiettio dei pareri editoriali, così è ora per Concupiscenza libraria (sempre a cura di Salvatore Silvano Nigro, Adelphi «Biblioteca», pp. … Continua

L’articolo Manganelli, dribbling critico tra molte ossessioni proviene da il manifesto.

Papillon, humor e aforismi: lo stile di Claudio G. Fava

I telespettatori di una certa età non possono aver dimenticato la fisionomia di Claudio G. Fava (1929-2014) cui era affidata negli anni settanta e ottanta la presentazione in video di cicli cinematografici che egli curava in prima persona, da Luis Buñuel al western, da Fellini al noir francese di cui era un tenace partigiano, per quanto potesse esserlo una persona tanto raffinata e affabile. Pacato, chiaro nell’esposizione pure attraversata dal brivido costante del dubbio come dai moti dell’erudizione, una punta … Continua

L’articolo Papillon, humor e aforismi: lo stile di Claudio G. Fava proviene da il manifesto.

Lax, tutti i giorni della creazione in un sol giorno

Chissà se l’attuale epidemia, con le sue tante esecuzioni capitali comminate dall’anagrafe, segnerà davvero la fine del Novecento per gli storici futuri. Pur tenendo conto del trauma planetario, credo che la periodizzazione rimarrà come al solito incerta, mentre dagli archivi del ventesimo secolo usciranno altri faldoni pieni di sorprese. Non si tratterà solo di inediti, come non è inedito The Circus of the Sun di Robert Lax (1915-2000), che però viene ora tradotto in italiano per la prima volta, grazie … Continua

L’articolo Lax, tutti i giorni della creazione in un sol giorno proviene da il manifesto.

Una passeggiata cartografica tra i viali del Père-Lachaise

Come per i giardini, anche per i cimiteri potrebbe immaginarsi, una saggistica che ne esplori assieme alle forme, il genere d’impressioni ch’essi intendono suscitare. Si distinguerebbero allora cripte come quelle dei Cappuccini a Roma o a Palermo, con le loro vanitas d’ossami e di morti rinsecchiti che mandarono in sollucchero viaggiatori come il De Sade, dai cimiteri monumentali, le cui tombe non furono edificate per esprimere la sudditanza dell’uomo alla morte ma la sua vittoria sul tempo. È ragionevole dunque … Continua

L’articolo Una passeggiata cartografica tra i viali del Père-Lachaise proviene da il manifesto.

Un allestimento emozionale per Belzoni

C’è una città intitolata a Giovanni Battista Belzoni ma non si trova in Italia e neppure in Egitto, dove l’esploratore nato a Padova nel 1778 realizzò straordinarie imprese, bensì nello stato del Mississippi. Belzoni city, adagiata sulla riva del fiume Yazoo, venne fondata nella prima metà dell’Ottocento dal mercante e filantropo Alvarez Fisk, affascinato dal mito del «gigante» cresciuto tra i barcaroli del Portello. Nemo propheta in patria. Ci ha provato persino un romanzo grafico di Sergio Bonelli Editore uscito … Continua

L’articolo Un allestimento emozionale per Belzoni proviene da il manifesto.

Perdersi nei sentieri del mito greco, risvegliando la memoria culturale

Si offre come una guida mitologica per chi voglia recarsi in Grecia, il libro di Giulio Guidorizzi e Silvia Romani In viaggio con gli dei (illustrazioni di Michele Tranquillini, Raffaello Cortina Editore, pp. 270, € 19,00), salvo additare subito al lettore il rischio di un «disorientamento»: di quelli, però, che inducono a smarrimenti felici. La direzione da seguire, in effetti, non sempre può essere imboccata con l’ausilio di mezzi concreti e necessita, in molti casi, l’assunzione di quella che il … Continua

L’articolo Perdersi nei sentieri del mito greco, risvegliando la memoria culturale proviene da il manifesto.

Avventure, lustrini e ritratti: con esprit

Quando Voltaire, ormai molto anziano, incontrò il giovanissimo William Beckford: «Je dois tout à votre oncle, le conte Antoine Hamilton», sembra gli abbia confessato: «Devo tutto a vostro zio». E lo stesso Beckford, qualche anno più tardi, nella foga della composizione di Vathek, avvertendone la genuina felicità oltre l’inferno descritto: «Credo che il conte Hamilton mi sorriderà quando ci presenteranno in paradiso». Beckford – la lettera (25 aprile 1782) è all’orientalista Samuel Henley – si riferiva, senza dubbio, alle novelle … Continua

L’articolo Avventure, lustrini e ritratti: con esprit proviene da il manifesto.

Naldini, lieve stormo di aneddoti lungo i ricordi di una vita

Non era certo nelle intenzioni di Nico Naldini che il titolo del suo ultimo, bellissimo libro – Quando il tempo s’ingorga (Ronzani Editore, pp. 223, euro 20,00) – apparisse così attuale, da far invidia ai mille opinionisti che con interventi spesso inutili stanno accompagnando il tamtam di dati, piani e contropiani sulle pagine dei nostri quotidiani. Né nel pensiero dell’«osso di seppia» di Montale, da cui il titolo è tratto: «Quando il tempo s’ingorga alle sue dighe / la tua … Continua

L’articolo Naldini, lieve stormo di aneddoti lungo i ricordi di una vita proviene da il manifesto.

I miei anni fiorentini con Piero erudito e leggero

Ho incontrato Piero Gelli nell’inverno del 1958 a Firenze, dove vivevo da poco più di un anno in un minuscolo spazio – non lo si poteva dire appartamento – accanto alla chiesa di Santa Felicita, che ospita uno dei quadri più belli e più tristi del mondo, la Discesa dalla Croce del Pontormo. Piero era del 1938, io del ’36. Io venivo da L’Avana ed ero a Firenze per finire l’università: non aveva ancora vinto la rivoluzione di Castro ma … Continua

L’articolo I miei anni fiorentini con Piero erudito e leggero proviene da il manifesto.