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Migranti a Lampedusa, sindaco Martello: “Governo ci interpella, siamo tornati ad essere italiani”

Lampedusa Salvatore Martello governo migranti

Salvatore Martello, sindaco di Lampedusa (Foto archivio ANSA)

ROMA – Il sindaco di Lampedusa, Salvatore Martello, spiega che sulla situazione migranti sono “tornati a essere italiani”. Martello sottolinea come il precedente governo li avesse “cancellati dalla geografia politica”, mentre con il nuovo esecutivo vengono interpellati.

Il sindaco è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus, nella trasmissione “Cosa succede in città”, condotta da Emanuela Valente. Il primo cittadino, che si è sempre definito uomo di sinistra e pescatore, ha parlato degli sbarchi, dei rapporti con il nuovo Governo M5S-Pd e del futuro dell’isola. 

Sul rapporto tra il nuovo governo e Lampedusa, Martello sottolinea un cambiamento di atteggiamento: “Fino a un paio di mesi fa non venivamo presi in considerazione. In quattordici mesi non abbiamo mai ricevuto una telefonata, mai un documento per comunicarci qualsiasi informazione che ci riguardava. Una semplice telefonata, come quella che mi è stata fatta dal ministero dell’Interno sul caso dei migranti della Ocean Viking, è un cambiamento di rotta radicale. Poi se questo Governo rispetterà o meno i patti lo valuteremo giorno per giorno”.

E aggiunge: “Già essere presa in considerazione, per Lampedusa è un grande risultato. Con il precedente governo c’è stata la cancellazione geografica di Lampedusa anche nei discorsi, sui social. Praticamente Lampedusa non faceva parte della geografia politica. Oggi ci parlano, ci interpellano, vuol dire che siamo tornati ad essere italiani. Un Governo che si definisce del popolo non può non tenere in considerazione i cittadini”.

La percezione degli sbarchi prima e ora e l’atteggiamento della stampa, spiega Martello: “Il fenomeno degli sbarchi dei migranti non è mai stato affrontano, né risolto. Non è che prima non ci fossero gli sbarchi e oggi con il nuovo governo sì.  Gli italiani sono convinti che con il precedente Governo i porti fossero chiusi, che gli sbarchi non ci fossero più. Invece non è così: c’erano comunque gli sbarchi e i porti erano aperti”.

Il sindaco ha spiegato: “C’è stato solo un cambiamento mediatico. Ora tutti documentano gli sbarchi mentre prima la stampa non ne dava notizia. Il fenomeno degli sbarchi è identico a prima, con una differenza che prima non se ne poteva parlare. Nessuno poteva raccontare se c’era o non c’era uno sbarco. Oggi invece gli arrivi vengono comunicati a tutti gli italiani”.

Uno dei problemi è quello degli sbarchi fantasma, perché non se ne tiene il conteggio: “Abbiamo assistito a una diminuzione delle persone che arrivavano in Italia già nel 2017. Però io ho sempre detto che il numero delle imbarcazioni nel 2018 era aumentato rispetto all’anno precedente, mentre il numero delle persone era in continua diminuzione. C’è stata un’assenza dell’informazione nel 2018 e nel 2019. Ora che è cambiato il Governo tutti vogliono documentare, tutti vogliono sapere. Ma il problema degli sbarchi è rimasto lo stesso, è uguale a prima”.

L’Europa e la questione migratoria, spiega Martello: “La questione migratoria va affrontata in maniera globale. Non è possibile trattare con i singoli paesi europei le ripartizioni dei migranti che arrivano in Italia. L’Europa si deve mettere a attorno a un tavolo con tutti i paesi dell’Unione e discutere del problema seriamente. Il trattato di Dublino è superato, bisognerebbe fare il trattato di Lampedusa, per far capire all’Europa quello che avviene nel Mediterraneo. In Italia, invece, è necessario tornare a parlare di emigrazione in modo sereno, in un clima disteso, perché non è possibile che quando qualcuno tratta l’argomento viene insultato e minacciato”. (Fonte Radio Cusano Campus)

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Governo debole e bizzarra maggioranza: si parla di investimenti, ma non hanno progetti

Conte governo debole maggioranza bizzarra

Il premier Giuseppe Conte (Foto da ANSA)

ROMA – Un governo debole sostenuto da una bizzarra maggioranza. Giuseppe Turani sul blog Uomini e Business nell’articolo “Peggior capitalismo, peggior politica” parla del governo Conte bis, dove “tutti parlano di investimenti, ma non ci sono progetti” e questo porterà l’Italia a fare altri debiti.

“L’unica cosa certa per ora è che la recessione, se non è già piombata in Europa, sta in attesa nel porto di Rotterdam. E poi c’è anche il fatto che, comunque, nell’ultimo anno abbiamo messo insieme altri 100 miliardi di euro di debiti. Avanti di questo passo, prima che la legislatura finisca andremo oltre i 2600 miliardi. Una follia.

E questo ci porta al governo attuale. Probabilmente non c’era altro da fare. L’aver allontanato Salvini dal ministero dell’Interno è un risultato importante, che non ha prezzo. Ma rimane il fatto che questo è un governo debole, sostenuto da una maggioranza bizzarra. Come tutti i governi, vorrà farsi amare e il modo è uno solo: spendere.

Tutti dichiarano di voler lavorare per il benessere degli italiani. In realtà l’unico modo concreto per fare questa cosa sarebbe quella di far scendere il debito, smettendola di spendere come se non ci fosse un domani. Invece.

Ma spenderemo i soldi in investimenti, dicono. Può essere. Ma dove sono i piani di investimento? Non c’è niente. Nei cassetti non ci sono progetti. Quindi, alla fine, si sistemerà qualche scuola, si aggiusterà qualche strada. Ordinaria amministrazione.

Tanti anni fa scrissi un libro per spiegare perché l’Italia avesse il peggior capitalismo del mondo. Oggi dovrei aggiungere anche la peggior politica. Lontani i tempi in cui in appena otto anni si è fatta l’Autosole. O si è avviato il progetto Alta velocità delle ferrovie. Adesso si sta a perdere tempo intorno alla salma dell’Alitalia, che da sola non potrà mai vivere.

Oggi, dopo alcune mosse geniali, il governo è di fatto nelle mani di Matteo Renzi. Si può sperare in qualcosa di nuovo? Forse sì, ma ho forti dubbi. Il resto della politica pensa solo a sopravvivere. L’Italia, come tutti sanno, compresi quelli che lo negano, è condannata a fare le riforme, pena fallire, e a smetterla di fare debiti.

Ma per queste cose servirebbe uno slancio che non vedo in quello che forse è il peggior parlamento da quando esiste la Repubblica. Quindi si continuerà a andare indietro, lentamente, ma indietro”. (Fonte Uomini e Business)

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X Factor 2019, Sfera Ebbasta ricorda il papà morto e si commuove: “Mi si chiude lo stomaco”

Sfera Ebbasta commosso X Factor padre

Sfera Ebbasta, giudice di X Factor 2019 (Foto archivio ANSA)

ROMA – Sfera Ebbasta affronta un momento di grande commozione durante la seconda puntata delle Audition di X Factor 2019. Il trapper e giudice di questa edizione del talent show si è commosso ricordando il papà, morto quando lui aveva appena 13 anni: “Mi si è chiuso lo stomaco”.

La seconda puntata di X Factor è andata in onda il 20 settembre e la nuova squadra oltre all’immancabile Mara Maionchi conta su Malika Ayane, Samuel dei Subsonica e Sfera Ebbasta. Uno dei concorrenti delle Audition è riuscito a fare breccia nel cuore di Sfera Ebbasta, raccontando la sua storia.

Daniele Azzena, 23 anni da Vigevano, ha cantato Your Song e ha spiegato: “Sono qui per la musica e per chi ha sempre creduto in me.  E’ venuto a mancare mio padre, sono qui a cantare per ricominciare”. La sua performance non ha entusiasmato, ma la Ayane ha commentato: “E’ difficile fare una valutazione perché hai condiviso con noi un dolore lancinante. Ti ringrazio per averlo portato qui, il tuo babbo sarebbe molto fiero di sapere che non molli”.

La Maionchi invece è più dura: “Il tuo canto non è stato pari quanto il tuo dispiacere”. Infine è stato il momento di Sfera, che si è commosso spiegando di aver perso il padre quando aveva 13 anni: “Io ti capisco, perché ho perso anch’io mio padre. Quella sensazione di vuoto che immagino tu provi è una sensazione che quando acquisti un po’ di consapevolezza poi diventa rabbia e fame, spero che diventi per te una svolta per raggiungere i risultati che vuoi. Mi hai emozionato, però per me è no”.

Tre no per Daniele, che quindi saluta il palco e mentre esce, il trapper si lascia andare a un ulteriore commento dettato dalla commozione: “Mi si è chiuso lo stomaco”. (Fonte X Factor)

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Eurogames, Ilary Blasi e la somiglianza sui social: “Sembra Donatella Versace”

Ilary Blasi Eurogames Donatella Versace

Ilary Blasi e Alvin a Eurogames (Frame da Canale 5)

ROMA – Ilary Blasi e Alvin hanno inaugurato la conduzione di Eurogames in onda su Canale 5. A far parlare i social è la sua somiglianza con un personaggio famoso: Donatella Versace. Il look e la risata della conduttrice viene enfatizzato su Twitter da diversi utenti, che si sono divertiti a utilizzare diversi fermi immagine dalla televisione per sottolineare la somiglianza impressionane.  

Alcuni utenti postando la foto sul social network scrivono: “Donatella Versace ride di gusto mentre sposta il gelataio che le impedisce il regale cammino.#Eurogames”. Questo uno dei primi commenti per l’inaugurazione di Eurogames, la riproposizione di Giochi Senza Frontiere andato in onda dal 1965 fino al 1999. Sei le squadre che si sfideranno (Italia, Spagna, Russia, Grecia, Germania e Polonia), nove i giochi sulla cui regolarità vigilerà Jury Chechi.

La moglie di Francesco Totti, che torna così alla conduzione di un programma in prima serata, durante la presentazione aveva dichiarato: “Ho voluto fortemente questo gioco, mi prendo tutte le responsabilità, gli oneri e spero anche gli onori. Sono entusiasta, credo molto in questo progetto, rappresenta la mia generazione. In questa televisione piena di arringhe e litigate mi piaceva riportare la tv degli anni Ottanta, quando ci trovavamo davanti allo schermo con tutta la famiglia. Voglio che sia ancora così”.

Il suo compagno di avventura alla conduzione, Alvin, aveva dichiarato: “La leggerezza è un muscolo che si è impigrito in questi ultimi anni. Noi ci divertiamo in questa festa senza confini e vogliamo che si diverta anche chi sta a casa e ci guarda”. (Fonte Leggo e Twitter)

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Alberto Bianchi, indagato l’ex presidente della fondazione Open, finanziò la Leopolda

Alberto Bianchi fondazione Renzi

Alberto Bianchi (Foto archivio ANSA)

FIRENZE- Alberto Bianchi, avvocato ed ex presidente della fondazione Open, è stato indagato con l’accusa di traffico di influenze.

Tra le iniziative finanziate dalla fondazione Open anche la Leopolda, cara a Matteo Renzi. Lo studio dell’avvocato è stato perquisito il 18 settembre in presenza del procuratore di Firenze, che è anche titolare dell’inchiesta condotta dalla Guardia di finanza.

Anche le le indagini proseguono con il massimo riserbo da parte degli inquirenti,il legale dell’indagato Nino D’Avirro ha spiegato: “L’avvocato Alberto Bianchi è indagato per una ipotesi di reato fumosa qual è il traffico di influenze per prestazioni professionali a mio avviso perfettamente legittime”. Il legale di Bianchi ha anche ribadito che il suo assistito “ha messo a disposizione degli inquirenti la documentazione richiesta nella convinzione di poter chiarire al più presto questa vicenda che lo sta profondamente amareggiando”.

Bianchi ha 65 anni, è originario di Pistoia ed è stato “adottato” da Firenze, inoltre è stato anche legale dell’ex premier e segretario del Pd Matteo Renzi. L’avvocato è stato anche presidente di Open, la fondazione “erede” della Big Bang, che era stata creata nel 2012 con lo scopo di finanziare proprio le iniziative e le attività di Renzi.

Nel consiglio direttivo di Open, sedevano Maria Elena Boschi (segretario generale), Marco Carrai e Luca Lotti. La fondazione, sul cui sito internet era possibile leggere i nomi dei finanziatori che avevano dato il consenso alla pubblicazione, è stata chiusa l’anno scorso. (Fonte ANSA)

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Tatiana Tulissi uccisa nel 2008, Paolo Galligaris condannato a 16 anni di carcere

Tatiana Tulissi uccisa, Calligaris condannato

Tatiana Tulissi (Foto archivio ANSA)

UDINE – Tatiana Tulissi fu uccisa a colpi di pistola nel tardo pomeriggio dell’11 novembre 2008 nella sua villa di Manzano, nella provincia di Udine. Dopo 11 anni di attesa, il gup del tribunale ha condannato l’allora compagno Paolo Calligaris a 16 anni di carcere con l’accusa di omicidio.  

Calligaris secondo le accuse avrebbe ucciso la compagna Tatiana nella loro casa sparandole almeno tre colpi di pistola. Dopo 11 anni di indagini e processi, il gup del tribunale di Udine ha condannato l’uomo dopo quasi due ore e mezza in camera di consiglio.

I legali di Calligaris alla lettura della sentenza di condanna hanno replicato: “Riteniamo il nostro cliente assolutamente innocente. Ci riserviamo di leggere le motivazioni della sentenza ma fin d’ora possiamo dire che proporremo appello”. La difesa aveva invece invocato l’assoluzione dell’imprenditore per non aver commesso il fatto.

Nel provvedimento il giudice ha riconosciuto anche il risarcimento dei danni alle parti civili costituite, accordando una provvisionale alla mamma di Tatiana Tulissi, Meri Conchione, e ai fratelli, Marco e Marzia. La mamma con la voce rotta dalla commozione ha commentato: “Finalmente, dopo 11 anni, possiamo dire che l’assassino di Tatiana ha un volto”.

Indagato una prima volta all’indomani del delitto, Calligaris ne era uscito indenne con la archiviazione della propria posizione da parte del gip a inizio gennaio 2012, su richiesta avanzata qualche mese prima dalla stessa Procura di Udine. Proseguite a carico di ignoti, le indagini erano state poi riaperte dalla Procura nei suoi confronti a metà 2016. A novembre 2018, a quasi 10 anni esatti dal delitto, è giunta la decisione della Procura di chiedere per lui il rinvio a giudizio.

“Accolgo con rispetto ed apprezzamento la decisione del giudice, che ha certificato la bontà dell’impegno profuso sia dagli inquirenti sia dal collega cui da ultimo è stato assegnato il procedimento, il quale vi si è dedicato con abnegazione, profondo acume logico-giuridico, esemplare conduzione dell’indagine e dell’udienza, con il solo obiettivo di non lasciare nulla d’intentato per giungere alla verità”, si è limitato a riferire all’esito il Procuratore capo di Udine Antonio De Nicolo. (Fonte ANSA)

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E-cig, casi di malattie polmonari salgono a 540 negli Stati Uniti

E-cig salgono casi malattie polmonari

Foto archivio ANSA

ROMA – Sono saliti a 530 i casi di malattie polmonari legati all’utilizzo delle e-cig negli Stati Uniti. Il Centers for Disease Control and Prevention, l’ente governativo che si occupa della salute pubblica, ha dichiarato che i pazienti sono stati identificati in 38 stati e oltre la metà riguarda giovani al di sotto dei 25 anni, mentre il 16% hanno meno di 18 anni. Tre quarti dei pazienti sono di sesso maschile.

Al momento sono sette le vittime decedute in seguito a complicazioni polmonari dovute allo svapare. Secondo gli esperti, è difficile stabilire cosa fa ammalare le persone perché molte di esse si rifiutano di dire cosa hanno fumato soprattutto se si tratta di sostanze illegali. Inoltre vengono usati diversi prodotti e diverse marche.

In attesa che l’amministrazione Trump prenda dei provvedimenti come annunciato, New York è stato il primo stato a far entrare il vigore il bando per le sigarette elettroniche aromatizzate, ma anche il Michigan ha già preso una decisione analoga. (Fonte ANSA)

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E-cig, casi di malattie polmonari salgono a 540 negli Stati Uniti

E-cig salgono casi malattie polmonari

Foto archivio ANSA

ROMA – Sono saliti a 530 i casi di malattie polmonari legati all’utilizzo delle e-cig negli Stati Uniti. Il Centers for Disease Control and Prevention, l’ente governativo che si occupa della salute pubblica, ha dichiarato che i pazienti sono stati identificati in 38 stati e oltre la metà riguarda giovani al di sotto dei 25 anni, mentre il 16% hanno meno di 18 anni. Tre quarti dei pazienti sono di sesso maschile.

Al momento sono sette le vittime decedute in seguito a complicazioni polmonari dovute allo svapare. Secondo gli esperti, è difficile stabilire cosa fa ammalare le persone perché molte di esse si rifiutano di dire cosa hanno fumato soprattutto se si tratta di sostanze illegali. Inoltre vengono usati diversi prodotti e diverse marche.

In attesa che l’amministrazione Trump prenda dei provvedimenti come annunciato, New York è stato il primo stato a far entrare il vigore il bando per le sigarette elettroniche aromatizzate, ma anche il Michigan ha già preso una decisione analoga. (Fonte ANSA)

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Terremoto Molise, scossa del 2.7 tra Guardialfiera e Montecilfone 

Terremoto Molise Guardialfiera

Terremoto in Molise (INGV)

ROMA – Una scossa di terremoto è stata registrata tra Guardialfiera e Montecilfone  il 19 settembre nella provincia di Campobasso, in Molise. Il sisma è stato avvertito anche dal vicesindaco di Guardialfiera, Giusy D’Angelo, che in quel momento era in Comune.

La rete di monitoraggio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha registrato il sisma di magnitudo 2.7 alle ore 17,04 di giovedì con ipocentro a 16.7 chilometri di profondità, ed epicentro nella provincia di Campobasso entro 10 chilometri da Guardialfiera, Montecilfone, Larino, Palata, Acquaviva Collecroce, Guglionesi e Tavenna.

La scossa è stata chiaramente avvertita dalla popolazione, ma il sindaco Vincenzo Tozzi ha sottolineato che “non ci sono danni in paese”. Il vicesindaco D’Angelo al momento del terremoto era in riunione con altre persone in comune. In paese sono state cinque le famiglie che lo scorso 16 agosto, a seguito della forte scossa di 5.1, sono state interessate da un’ordinanza di sgombero; di queste tre sono ancora fuori casa, in autonoma sistemazione. (Fonte INGV)

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Vieni da me, Giovanni Minoli: “Ero anoressico, mia madre era una nazista”

Giovanni Minoli a Vieni da me

Giovanni Minoli a Vieni da me (Frame da Rai)

ROMA – Giovanni Minoli ospite di Caterina Balivo a Vieni da me parla di un momento molto delicato della sua vita. “Da ragazzo sono stato anoressico”, svela il giornalista e autore alla conduttrice, sottolineando che la madre “era una nazista, nel senso vero del termine”.

Minoli si è concentrato sulla storia della sua famiglia, parlando dei 7 fratelli e dei genitori: “Ho 7 fratelli: siamo 7 maschi e una femmina. Mia madre era una nazista nel senso del termine, innamorata di suo marito e basta. Non era una madre. Non ci chiamava per nome ma con una campanella. Un suono per il primo figlio, due suoni per il secondo e così via. Ho ricevuto un’educazione molto severa, ma va bene così”.

Poi il giornalista svela un altro retroscena: “Noi avevamo una casa in campagna dove ci concedevamo delle passeggiate in bicicletta. Lei non si girava mai a vedere chi c’era. Chi arrivava, arrivava, confessa una delle colonne del giornalismo italiano. Sopravvivere in una famiglia numerosa ti insegna quanto sia difficile la vita. Neanche in Rai è stato così duro”.

Tra i momenti più difficili della sua vita, c’è stata la morte del fratello: “Era malato da sei anni, aveva un tumore al cervello e tutti erano intorno a lui. Nessuno si accorgeva di me e per farmi vedere sono diventato anoressico, però non bastava. Oggi mi sono ripreso”.

Difficile per Minoli anche la morte del padre: “Era un maestro, un amico. Quando è morto mio padre, sono morto anch’io. Sono stato due anni in apnea, ma la cosa curiosa è che io ho scritto un romanzo tra i 15 e i 17 anni io racconto la morte di mio padre che sarebbe avvenuta esattamente come ho raccontato io dieci anni dopo e questa è una cosa che mi ha sempre fatto impressione. Anche mia madre è morta in un incidente stradale”. (Fonte Rai)

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