All posts by F. Q.

Nuoro, tentata violenza sessuale durante la “Notte bianca”: individuato e indagato l’aggressore

È stato individuato l’uomo che ha tentato di abusare di una giovane donna a Nuoro, nella notte fra il 14 e il 15 settembre. Per identificarlo sono stati determinanti l’aiuto della vittima – una donna di 31 anni – e le immagini delle videocamere di sorveglianza presenti in zona. Ora è indagato per violenza sessuale. La sua identità resta per il momento riservata. Il sostituto procuratore Giorgio Bocciarelli, titolare dell’inchiesta, sta raccogliendo tutti gli elementi utili per dare una svolta definitiva al caso.

La vittima è stata aggredita mentre dormiva nella sua auto in piazza Su Connottu, dove era andata a riposarsi durante la “Notte bianca”, una serata di festa che prevede l’apertura serale dei negozi della città. Agli inquirenti ha raccontato che l’uomo le avrebbe messo una mano sul collo e con l’altra avrebbe cercato di strapparle i vestiti provocandole ferite ed ematomi, riscontrati dal personale sanitario dell’ospedale San Francesco, dove è stata portata di seguito all’aggressione. Lo stupro è fallito per la reazione della ragazza, che è riuscita a divincolarsi e a uscire dall’auto.

Durante la colluttazione all’interno della vettura era rimasto ferito in modo lieve anche l’aggressore, che era poi scappato a piedi tra le vie del centro storico. Per la sua identificazione è stato decisivo anche il racconto delle persone corse in aiuto della giovane.

L’articolo Nuoro, tentata violenza sessuale durante la “Notte bianca”: individuato e indagato l’aggressore proviene da Il Fatto Quotidiano.

Whirlpool, Patuanelli interrompe incontro con l’ad sulla cessione dello stabilimento di Napoli: “La riunione non è stata costruttiva”

La convocazione era arrivata d’urgenza dopo l’avvio della cessione comunicata in tutta fretta ai sindacati. Ma anche il primo faccia a faccia tra il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, e l’ad di Whirlpool, Luigi La Morgia, per scongiurare il passaggio dello stabilimento di Napoli alla ‘misteriosa’ Prs-Passive Refrigeration Solutions SA di Lugano si è concluso con un nulla di fatto. Anzi, il clima non è stato affatto disteso e Mise ed azienda sono arrivati a scontrarsi nel corso della riunione.

Stando a fonti del Mise, Patuanelli ha “bruscamente” interrotto il tavolo dopo aver chiesto di ritirare la procedura di cessione, chiedendo scusa ai lavoratori e alle istituzioni: due precondizioni per iniziare la discussione nel merito. Ma La Morgia è rimasto tutto d’un pezzo e all’uscita dal ministero ha spiegato di aver avuto “un incontro di circa un’ora costruttivo” in cui “abbiamo ripercorso tutta la storia del sito” di Napoli: “Ci ha chiesto quale fosse la nostra posizione e noi abbiamo ribadito che oggi l’unica soluzione per salvaguardare i posti di lavoro sul Napoli e procedere con la riconversione del sito”. Parola che hanno spinto il Mise a replicare in via ufficiale per correggere la linea dell’azienda: “L’incontro non è stato costruttivo”.

Alla base c’è sempre la volontà di Whirlpool di cedere l’impianto, nonostante l’accordo firmato nel novembre 2018 per il rilancio degli stabilimenti italiani, compreso quello di Napoli dove sono impiegati 400 lavoratori. E nonostante il nuovo incentivo concesso per decreto dal governo gialloverde con 17 milioni di sgravi totali tra 2020 e 2021 per spingere la multinazionale a restare. Tutto inutile, decisione ormai presa e comunicata il 17 settembre: avvio della cessione a Prs da finalizzare entro il 1° novembre.

Il partner individuato viene descritto da Whirlpool come “leader” nel settore dei container refrigeratori e La Morgia ha ribadito che si tratta di una “soluzione solida”. Ma la storia ‘pubblica’ della Prs racconta altro. La tecnologia che l’azienda con sede a Lugano vorrebbe portare a Napoli è stata ideata da Alberto Ghiraldi, milanese classe ’47, che compare anche nel consiglio d’amministrazione con Rodolphe Schmid e Secondo Pannella. Mercoledì ilfattoquotidiano.it ha ricostruito una precedente avventura di Ghiraldi nel campo della “refrigerazione passiva” che sarebbe alla base dell’investimento a Napoli.

Negli anni scorsi aveva in mano una società, la Nomos, entrata in liquidazione volontaria nel 2012 e definitivamente fallita nel maggio 2017. Il tutto nonostante nel 2011 Finlombarda Gestione SGR avesse investito 1,5 milioni di euro attraverso il fondo Next. Prima della chiusura del fallimento, ha spiegato a Ilfattoquotidiano.it l’attuale ad della ‘cassaforte’ della Regione Lombardia, Finlombarda ha “tentato di recuperare i crediti vantati, senza riuscirci”. Nelle scorse ore, Prs ha provato a fare chiarezza attraverso un’intervista rilasciata da Schmid al Corriere del Mezzogiorno: “Dobbiamo ancora riflettere sull’acquisto – ha spiegato – In ogni caso non riassumeremo tutti i lavoratori e per la partenza della produzione sono necessari almeno due anni”. E alla domanda sui “soldi veri” da investire per la riconversione, ha ammesso: “Questo è un problema che stiamo affrontando”.

L’articolo Whirlpool, Patuanelli interrompe incontro con l’ad sulla cessione dello stabilimento di Napoli: “La riunione non è stata costruttiva” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Alena Seredova confessa: “Avere il seno grande è stato difficile, mi ha causato un enorme complesso”

Alena Seredova è intervenuta ai microfoni de I Lunatici su Rai Radio 2 e si è lasciata andare a confessioni molto personali, parlando del rapporto che ha con il suo corpo “Per me è stato un complesso grandissimo. Parliamo del seno ad esempio. Averlo grande a scuola era difficile – ha rivelato Alena -. Avevo un complesso enorme. Un giorno mia madre mi disse che tutte le mie compagne il seno avrebbero dovuto comprarlo, mentre a me lo aveva dato la natura. Poi avevo il complesso dell’altezza. Con i tacchi ero più alta di tutti i miei compagni. Ho iniziato a superare questi complessi quando sono arrivati i miei bambini”, ha spiegato.

Poi ha parlato anche dell’ex compagno Gigi Buffon: “Il nostro rapporto è quello di due persone intelligenti che comunque rimarranno legate per tutta la vita, visto che abbiamo due figli. Non si può cancellare, non si può modificare. Io non dimentico il passato. A casa di papà ne parliamo tranquillamente. Mi secca parlarne con gli altri, anche per rispetto del mio nuovo compagno. Sono molto innamorata del mio nuovo compagno. Devo dire che ogni tanto qualche tifoso della Juventus mi scrive ancora. Mi chiamano la capitana. Gli voglio bene, non ci siamo separati. Resto una tifosa della Juventus”.

Infine Alena Seredova ha raccontato del suo rapporto con i followers sui social: “Non ho molti haters, ogni tanto qualche critica arriva ma cerco di non farci caso. Capitano anche che ci siano pazzi che mandano qualche foto di troppo. Mi arrivano delle foto di uomini nudi, con il risveglio mattutino. Tutte le volte che pubblico una foto in cui si vede il piede, invece, i feticisti impazziscono. Eppure il piede è un altro pezzo del mio corpo che mi ha creato tanti complessi in passato”, conclude.

L’articolo Alena Seredova confessa: “Avere il seno grande è stato difficile, mi ha causato un enorme complesso” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Liberi fino alla fine, l’appello di Maurizio Costanzo: “Da sei anni legge per l’eutanasia ferma in Parlamento. È un nostro diritto”

Durante la manifestazione per l’eutanasia legale “Liberi fino alla fine” organizzata a piazza San Giovanni Bosco a Roma dall’Associazione Luca Coscioni, è stato trasmesso tra gli altri anche un videmessaggio di Maurizio Costanzo. “Io sono per l’eutanasia da sempre – ha detto salutando la piazza – sono accanto ad Associazione Luca Coscioni e Marco Cappato per un nostro diritto. Mi rivolgo ai capi di partito, da sei anni tengono ferma in Parlamento una legge che serve a rendere l’eutanasia legale. Ricordatelo quando andate a votare”. I partecipanti all’iniziativa hanno chiesto un segnale al Parlamento, immobile da un anno nonostante il tempo concesso dalla Consulta. Il termine per colmare il vuoto di tutele sul tema del fine vita attualmente presente nella nostra Costituzione scade il 24 settembre

L’articolo Liberi fino alla fine, l’appello di Maurizio Costanzo: “Da sei anni legge per l’eutanasia ferma in Parlamento. È un nostro diritto” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Ex Ilva, il Riesame accorda la facoltà d’uso per l’altoforno 2: ArcelorMittal evita spegnimento, ma entro tre mesi deve metterlo in sicurezza

L’altoforno 2 dell’ex Ilva di Taranto non verrà spento. Il Tribunale del Riesame ha accolto il ricorso presentato da Ilva in amministrazione straordinaria contro il provvedimento con il quale il giudice Francesco Maccagnano – il 31 luglio scorso – aveva respinto la richiesta di facoltà d’uso finalizzata all’esecuzione dei lavori chiesti dal custode giudiziario. La decisione scongiura lo spegnimento che era programmato entro il 10 ottobre e avrebbe imposto una riduzione dei livelli produttivi con possibili conseguenze sul piano occupazionale.

Con l’accoglimento dell’appello cautelare, il Tribunale del Riesame ha disposto un termine di 3 mesi per la progettazione di dettaglio e l’ammordenamento. I legali dell’Ilva in amministrazione straordinaria nei giorni scorsi avevano presentato anche una istanza di facoltà d’uso allo stesso giudice Maccagnano, dinanzi al quale il prossimo 1 ottobre inizierà il processo sull’incidente che nel giugno 2015 costò la vita all’operaio Alessandro Morricella, investito da una fiammata mista a ghisa incandescente mentre misurava la temperatura di colata dell’altoforno 2. Lo spegnimento era stato ordinato dalla Procura dopo che il gup Pompeo Carriere aveva respinto la richiesta di dissequestro in quanto le prescrizioni imposte a seguito dell’incidente erano state adempiute solo parzialmente.

Dopo l’incidente mortale la procura mise i sigilli all’impianto perché privo dei dispositivi di sicurezza: un sequestro quindi motivato non da problemi legati all’inquinamento, ma alla sicurezza degli operai. Per il pm De Luca, i dirigenti dell’allora Ilva “omettevano di collocare e far collocare impianti, apparecchi e segnali atti a prevenire infortuni sul lavoro” e in particolare contestava l’assenza di protezioni “idonee a garantire l’incolumità dei lavoratori presso l’altoforno 2, nonché di qualunque altro strumento atto a garantire la sicurezza in caso di proiezioni di materiale incandescente dalla bocca di colata dell’altoforno nonché idonee strumentazioni volte al prelievo della ghisa per la misurazione della temperatura tali da limitare o garantire la relativa operazione che allo stato veniva svolta a distanza ravvicinata”.

L’articolo Ex Ilva, il Riesame accorda la facoltà d’uso per l’altoforno 2: ArcelorMittal evita spegnimento, ma entro tre mesi deve metterlo in sicurezza proviene da Il Fatto Quotidiano.

Eurogames, la clamorosa gaffe: “In quel Paese non ci sono spiagge”

Prima puntata, prima gaffe. È quanto successo a Eurogames, il nuovo programma di Canale 5 che riporta in onda Giochi Senza Frontiere, condotto da Ilary Blasi e Alvin. Proprio quest’ultimo si è lasciato scappare un errore che però non è sfuggito affatto ai telespettatori. Si stava parlando della Polonia, uno dei Paesi in gara, e Alvin ha detto senza indugi che lì non ci sono spiagge. Peccato che la Polonia sia bagnata a nord dal Mar Baltico. Così in tanti sui social gli hanno fatto notare l’errore: “In Polonia non ci sono spiagge: Alvin, il Baltico cos’è?”, si legge ad esempio su Twitter. “Era meglio se tagliavano la parte delle spiagge di Alvin”, scrive invece qualcuno riferendosi al fatto che il programma non va in diretta. E ancora: “Torna a scuola Alvin”; “Alvin, ma cosa dici?”; “Alvin, in Polonia abbiamo il mare”.

L’articolo Eurogames, la clamorosa gaffe: “In quel Paese non ci sono spiagge” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Live-Non è la D’Urso, in esclusiva domenica le immagini di Fabrizio Corona dal carcere

Barbara D’Urso schiera “l’artiglieria pesante”. Dopo gli ascolti non esaltanti della prima puntata del suo Live-Non è la D’Urso, la conduttrice ha pensato a una seconda piena ricca di esclusive. Ospite della serata sarà il leader della Lega Matteo Salvini, che verrà coinvolto in un “Uno contro tutti“. Non solo. Barbara ha annunciato di poter mostrare in esclusiva le immagini di Fabrizio Corona dal carcere (girate giovedì 19 settembre in occasione di una partita di calcio di beneficenza). D’altronde, la D’Urso si scontrerà con Massimo Giletti che nella prima puntata del suo Non è L’Arena proverà a “batterla sul suo stesso terreno”, ospitando Pamela Prati con la promessa di nuove rivelazioni sull’ormai famigerato “caso Mark Caltagirone”.

L’articolo Live-Non è la D’Urso, in esclusiva domenica le immagini di Fabrizio Corona dal carcere proviene da Il Fatto Quotidiano.

Migranti, sudanese ucciso dopo essere stato riportato in Libia da Guardia costiera: ‘Uomini armati hanno sparato dopo tentativo di fuga’

Era in un gruppo appena fermato in mare e riportate indietro, in Libia. Una volta a Tripoli ha provato a fuggire: i “uomini armati” (“armed men”, si legge nel comunicato) hanno aperto il fuoco e lo hanno ucciso. E’ morto così un migrante sudanese, come riporta l’Organizzazione internazionale per le migrazioni che era presente con il proprio staff sul luogo della tragedia.

E’ accaduto nel centro di Abusitta, compound situato nel porto della capitale libica dove erano appena sbarcati 103 migranti recuperati in mare dalla “Guardia costiera libica“, che negli ultimi cinque giorni ha riportato in Libia quasi 500 persone. Alcuni di loro hanno opposto resistenza al trasferimento nei centri di detenzione. Un gruppo di uomini armati ha aperto il fuoco dopo un tentativo di fuga. Il migrante, colpito allo stomaco, è deceduto nonostante l’intervento immediato dei medici Oim.

“L’uso di armi da fuoco contro civili inermi è inaccettabile in ogni circostanza”, ha detto il portavoce dell’Oim, Leonard Doyle. L’organizzazione considera l’accaduto un “severo promemoria delle gravi condizioni in cui si trovano i migranti raccolti dalla Guardia costiera libica dopo aver pagato trafficanti per essere portati in Europa, solo per poi ritrovarsi nei centri di detenzione”, dove ci sono condizioni “disumane“, come denunciato dall’Onu. L’Oim stima siano 5mila i migranti, inclusi donne e bambini, detenuti in Libia, oltre 3mila nelle aree di conflitto tra le forze governative e quelle del maresciallo Khalifa Haftar.

La Commissione europea “è profondamente rattristata” e “condanna fermamente la tragica morte del migrante di origine sudanese, ucciso dopo lo sbarco in Libia”, precisando che è “inaccettabile che vengano sparati colpi di arma di fuoco contro civili disarmati”, ha reso noto una portavoce dell’esecutivo che ha chiesto alle autorità libiche di condurre una “inchiesta approfondita” e fare in modo che “simili incidenti non si verifichino”. La portavoce ha poi sottolineato che in Libia la “situazione non è cambiata recentemente” e l’Ue continua a lavorare per la “chiusura dei centri e a mettere in piedi dei centri che siano in linea con gli standard internazionali“.

Oggi la Guardia costiera libica ha annunciato di aver tratto in salvo, dal 15 al 18 settembre, in diverse operazioni, 493 migranti, tra cui donne e bambini, a bordo di vari gommoni, nel tratto di mare a nord-ovest e a nord-est di Tripoli. Lo ha reso noto la stessa marina libica in una nota precisando che la motovedetta Ubari ha effettuato due operazioni di soccorso, il 15 settembre a nord di Khoms, che ha visto il salvataggio di 77 migranti, tra cui quattro donne, e il 16 settembre, che ha interessato 96 migranti, tra cui quattro donne e un bambino, di nazionalità africana e asiatica.

Le persone recuperate sono state trasferite al centro di accoglienza di Khoms. Altri 3 interventi sono stati effettuati il 16 settembre con 83 migranti (80 sudanesi e 3 egiziani), a nord di Khoms, il 17 con altri 83 in salvo e il 18 con 104 persone soccorse, tra cui 18 donne e tre bambini. Queste ultime si trovavano a bordo di un gommone, 15 miglia a nord-est di Zuwara e sono state trasportate alla base navale di Tripoli. La motovedetta Talil ha salvato martedì scorso 50 migranti che si trovavano a bordo di un gommone nel tratto di mare antistante Sabrata e sono stati trasportati a Zawyia e poi affidati al centro di accoglienza Al Nasr della cittadina costiera.

L’articolo Migranti, sudanese ucciso dopo essere stato riportato in Libia da Guardia costiera: ‘Uomini armati hanno sparato dopo tentativo di fuga’ proviene da Il Fatto Quotidiano.

Aaron Carter contro la sorella morta e il fratello Nick: “Lei mi ha stuprato dai 10 ai 13 anni, lui per tutta la vita”

C’è un nuovo capitolo nella saga familiare dei Carter. Dopo l’ordine di restrizione chiesto e ottenuto dall’ex leader dei Backstreet Boys Nick nei confronti del fratello minore Aaron, ora è quest’ultimo a lanciare nuove pesanti accuse nei confronti suoi e della sorella Leslie, morta nel 2012. Ma non solo. “Mia sorella mi ha violentato dall’età di 10 anni fino ai 13 quando non stava assumendo i suoi farmaci e sono stato abusato sessualmente non solo da lei, ma anche dai miei primi due ballerini quando avevo 8 anni. E mio fratello ha abusato di me per tutta la vita“, ha scritto infatti il cantante su Twitter.

E poi ha aggiunto: “Mia sorella Leslie era bipolare e si curava con il litio. Non le piaceva il modo in cui il farmaco la faceva sentire e quando non lo prendeva faceva cose che non avrebbe mai voluto fare davvero. Ne sono convinto”. Accuse pesanti, che Aaron Carte ha avuto il coraggio di rivelare mentre sta attraversando un periodo molto difficile, come lui stesso ha rivelato qualche settimana fa in diretta tv, spiegando di soffrire anche lui di un grave disturbo bipolare. Da lì è partita anche la “guerra” con il fratello Nick, che l’ha accusato di aver tentato di uccidere sua moglie incinta e il bambino che aspettava.

L’articolo Aaron Carter contro la sorella morta e il fratello Nick: “Lei mi ha stuprato dai 10 ai 13 anni, lui per tutta la vita” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Emma annuncia di doversi “fermare per motivi di salute”, Maria De Filippi le scrive: “Ci sei, ci sei stata e so che ci sarai sempre nella mia vita”

Emma Marrone ha annunciato di doversi fermare per un motivi di salute: “Succede. Succede e basta. Questo non era proprio il momento giusto, ma in certi casi nessun momento lo sarebbe stato. Da lunedì mi devo fermare per affrontare un problema di salute. Ve lo dico personalmente per rassicurarvi e per non creare allarmismi inutili“. Queste le parole scritte dalla cantante in un post pubblicato su Instagram. E Maria De Filippi ha voluto risponderle sul profilo di Amici, per dirle quanto le sia vicino in questo momento: “Cara Emma – scrive la conduttrice del talent di Canale5 – immagino che quello che sto scrivendo tu lo sappia già. Lo sai perché sono passati dieci anni da quando hai cantato davanti a me una canzone della Nannini e da allora non ci siamo mai perse. Il bene non si perde, i sentimenti se sono veri vivono e sopravvivono anche se non ci si vede quotidianamente. Ci sei, ci sei stata e so che ci sarai sempre nella mia vita, me lo hai dimostrato ogni volta che avevo bisogno di te e ti chiamavo. So che lo sai ma ripeterlo non è mai abbastanza e, come diceva mia madre, ‘verba volant scripta manent’, io se tu vorrai nella tua vita ci sarò sempre. Ti voglio un bene dell’anima davvero, non avere mai paura di nulla perché sei fortissima”.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Amici Official (@amiciufficiale) in data:

L’articolo Emma annuncia di doversi “fermare per motivi di salute”, Maria De Filippi le scrive: “Ci sei, ci sei stata e so che ci sarai sempre nella mia vita” proviene da Il Fatto Quotidiano.