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Napoli, 15enne muore investita mentre attraversa. Alla guida un ragazzo di 21 anni

Incidente mortale nella notte a Napoli. Due ragazze, di 15 e 14 anni, stavano attraversando la strada quando un’auto che procedeva verosimilmente a velocità sostenuta le ha investite. La 15enne ha perso la vita mentre l’amica, che di anni ne ha 14, se è rimasta ferita, con una frattura alla gamba destra e una prognosi di 30 giorni. L’incidente è avvenuto a Piazza Carlo III. Alla guida dell’auto, una Smart a 4 posti, c’era un 21enne a cui gli agenti del sezione Infortunistica Stradale della Polizia Locale (coordinata dal capitano Antonio Muriano) hanno ritirato la patente. È stato poi accompagnato in ospedale per i prelievi ematici che riveleranno se aveva bevuto alcol o se era sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. I risultati dovrebbero essere pronti nei prossimi giorni. Chiesta l’acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza. Le due ragazzine abitavano a Calata Capodichino, non molto lontano dal luogo dell’incidente, avvenuto intorno all’una di notte. Secondo quanto si è appreso stavano tornando a casa.

Gli investigatori non hanno rilevato segni di frenata. Le due ragazze avevano attraversato una carreggiata e ne stavano attraversando una seconda quando la vettura è sopraggiunta. Secondo quanto si apprende la dinamica dell’accaduto sarebbe abbastanza chiara: la 15enne è stata presa in pieno dalla Smart e sbalzata a diversi metri di distanza dal luogo dell’impatto. Cadendo ha battuto violentemente la testa sullo spartitraffico.

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Spagna è il Paese Ue con più contagi. Trump: “In Usa Covid sta sparendo”. Ma studio dice: “A dicembre 300mila morti senza misure ad hoc”

La Spagna è il Paese con più contagi in Europa, Trump insiste sulla linea dell’ottimismo nonostante gli Usa abbiano superato i 160mila morti e l’India, il terzo più colpito al mondo dal Coronavirus, conteggia più di due milioni di casi. La Johns Hopkins University aggiorna il numero delle vittime da Covid nel mondo, finora 720mila, mentre nel mondo le infezioni sono oltre 19,3 milioni.

Spagna – Secondo i calcoli dell’università americana, scrive El Pais, la Spagna con 314.362 casi detiene il record del Paese con più contagi in tutta Europa, superando il Regno Unito (314.362 infezioni e una popolazione di 66,5 milioni di persone contro i 47 milioni della Spagna). Quanto invece al numero di vittime nel nostro continente,

Usa – Confortato dalla diminuzione dei casi negli ex epicentri come Arizona, California, Florida e Texas, il presidente americano Donald Trump continua a cavalcare la linea dell’ottimismo. La pandemia “sta scomparendo in Usa”, ha detto dalla sua residenza a Bedminster, senza considerare però che le infezioni stanno aumentando in Colorado, Missouri, Ohio, Oregon, Virginia e che i decessi nel Paese – al quarto posto nel mondo per i morti da Covid ogni 100mila abitanti – hanno superato i 160mila, per un totale di 5 milioni di contagi. E le previsioni per il futuro dipendono tutte dalla prevenzione: secondo l’università di Washington i morti per da Sars-Cov-2 entro dicembre saranno 300mila (ora sono 160mila), se le grandi città non prenderanno misure adeguate, a partire dall’obbligo di indossare mascherine.

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Morto Lorenzo Soria, presidente dei Golden Globe: aveva 68 anni. “Credeva nel potere del cinema di cambiare il mondo”

Una carriera nel giornalismo, tra politica e tecnologia, prima che il suo grande amore – il cinema – lo facesse approdare a Hollywood: Lorenzo Soria, presidente dei Golden Globe, è morto a Los Angeles a 68 anni.

Nato in Argentina (lì i genitori ebrei si rifugiarono durante il nazismo) Soria era cresciuto a Milano dove aveva studiato e iniziato a lavorare come giornalista per L’Espresso. Nel 1982 arriva a Los Angeles, nel 1989 entra nella Hollywood Foreign Press Association, l’associazione che ogni anno assegna i Golden Globes alle eccellenze del grande e piccolo schermo. Presidente prima nel 2003 e poi nel 2015, è stato eletto nuovamente nel 2019: il suo mandato sarebbe terminato il prossimo anno. La cerimonia ‘ambientalista’ di quest’anno, con il menù vegano e gli appelli per il clima di Leonardo di Caprio e Joaquin Phoenix, è merito suo, così come la scelta dell’irriverente comico Ricky Gervais per condurre la serata.

Nella sua carriera di giornalista ad Hollywood (ha continuato a firmare per la Stampa) ha potuto osservare da vicino il cambiamento dell’industria dei sogni, intervistando i protagonisti e lavorando nel Comitato della Foreign Press Association: un cambiamento di cui era stato testimone e protagonista allo stesso tempo.

La causa del decesso non è stata specificata: l’associazione, nel darne la notizia, ha parlato di “una morte serena nel proprio letto” e la lodato la “generosità, la passione e il senso dell’umorismo” del suo presidente scomparso. “Credeva profondamente nel potere che l’industria cinematografica ha di rendere il mondo un posto migliore, accendendo i riflettori sulle ingiustizie”.

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Decontribuzione per i lavoratori del Sud, Provenzano scommette sul via libera Ue a finanziare gli sgravi con il Recovery fund

E’ la principale novità spuntata nella versione finale del decreto Agosto, approvata con la formula “salvo intese tecniche” dal consiglio dei ministri. Nella terza manovra per la ripresa post Covid, che vale 25 miliardi di euro portando a 100 miliardi il totale delle risorse messe in campo, c’è la cosiddetta fiscalità di vantaggio per il Sud. Nella forma di uno sconto del 30% sui contributi previdenziali concesso alle aziende del Mezzogiorno per i lavoratori dipendenti. Lo sgravio però è finanziato solo per il trimestre ottobre-dicembre. Per confermarlo anche negli anni successivi – in caso contrario l’intervento sarebbe evidentemente inefficace – il ministro del Sud Peppe Provenzano spera nel via libera della Ue a utilizzare le risorse del Recovery fund.

Sgravio del 30% sui contributi, esclusi quelli Inail – La misura riguarda i datori di lavori privati “la cui sede di lavoro sia situata in Regioni che nel 2018 presentavano un prodotto interno lordo pro capite inferiore al 75 per cento della media EU27 o comunque compreso tra il 75 per cento e il 90 per cento, e un tasso di occupazione inferiore alla media nazionale“. Si tratta di Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, dove lavorano oggi circa 3 milioni di dipendenti privati. Lo sgravio sarà pari al 30 per cento dei contributi previdenziali, con esclusione dei premi e dei contributi Inail.

Taglio finanziato solo per tre mesi. Ma il piano prevede che duri fino al 2029 – “Il decreto finanzia la misura per il periodo ottobre-dicembre 2020, in attesa che questa venga estesa sul lungo periodo con prossimi interventi”, si legge nel comunicato del Consiglio dei ministri. Il piano di Provenzano prevede infatti che la decontribuzione prosegua per dieci anni, fino al 2029 compreso, con uno sgravio decrescente (20% dal 2026, 10% nell’ultimo biennio). Il punto è come finanziarla, visto che un trimestre di taglio del cuneo così congegnato costa più di 1 miliardo di euro e per un anno intero ci vogliono oltre 4 miliardi.
Il ministro punta ai fondi europei del Recovery fund e ai fondi di coesione del prossimo bilancio pluriennale: “E’ la Commissione Ue che ci pone come obiettivo colmare il divario territoriale. Noi poniamo questa misura come tassello di una strategia”, ha spiegato dopo il cdm, quantificando nel 10% la riduzione del costo del lavoro nel Mezzogiorno grazie al nuovo intervento. “Nel 2021 poniamo la decontribuzione con la precondizione dell’ok della Commissione Ue, siamo convinti di poterla portare a casa”.

Provenzano: “Evitiamo nuova voragine occupazionale e ripresa senza lavoro al Sud” – Intervistato da Repubblica, il ministro aggiunge: “Abbiamo parlato in tutti questi anni della presunta emergenza immigrazione, quando l’emergenza, anche in queste settimane, continua a essere l’emigrazione, la storia della mia generazione. Sento il dovere di lavorare perché il Sud sia un posto in cui è possibile tornare. Anzi, restare”. E ancora: “Dobbiamo evitare che si ripeta quel che è accaduto con la crisi precedente, una voragine occupazionale e una ripresa senza lavoro al Sud. La priorità restano gli investimenti: asili, connessioni veloci, ferrovie, scuole con il tempo pieno, ciclo integrato dei rifiuti. Ma davanti a una crisi eccezionale abbiamo bisogno di una misura eccezionale”. Una misura che “a parte l’effetto diretto di rilanciare la domanda di lavoro” dovrebbe averne “due indiretti molto importanti: favorire l’emersione del lavoro irregolare e provare ad attrarre investimenti, anche stranieri, in una fase storica in cui molte imprese stanno scegliendo di far tornare in patria le produzioni”.

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Sergio Mattarella offeso su Twitter: 46enne perquisito dai carabinieri in provincia di Lecce

Aveva scritto diversi post su Twitter in cui offendeva il Presidente della Repubblica, per fatti che riguardavano l’esercizio delle sue funzioni e la sua vita privata. Un 46enne residente in provincia di Lecce è stato perquisito dai carabinieri del Ros con l’accusa di avere offeso l’onore e il prestigio del Capo dello Stato.

Il provvedimento – si legge in una nota- rientra in un più ampio contesto investigativo in cui è impegnata la Procura della Repubblica di Roma. Nel più recente periodo, infatti, “sono state rilevate nel web un crescendo di condotte offensive nei confronti del Capo dello Stato, che appaiono frutto di una elaborata strategia di aggressione alle più importanti istituzioni del Paese”. Il 46enne, molto attivo su Twitter, è stato individuato attraverso accurati accertamenti svolti dalla componente investigativa telematica del Ros. La perquisizione è stata estesa anche agli account telematici e ai profili social. Al termine delle operazioni sono stati sequestrati, al fine di ulteriori accertamenti, gli apparati informatici utilizzati dall’uomo per commettere i reati di cui è accusato.

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Giuseppe Busia presidente Anac, all’autorità anticorruzione va il segretario generale del garante della Privacy

Sarà Giuseppe Busia, burocrate di lungo corso attualmente segretario generale dell’Autorità garante della privacy, il successore di Raffaele Cantone alla guida dell’Anac. Il cdm di venerdì sera ha infatti dato disco verde all’avvio della procedura per la sua nomina, su proposta del ministro per la pubblica amministrazione Fabiana Dadone. Gli altri componenti saranno Laura Valli, Luca Forteleoni, Paolo Giacomazzo e Consuelo del Balzo.

Dallo scorso ottobre l’authority anticorruzione era guidata ad interim dal consigliere anziano Francesco Merloni. Busia, che nel 2018 è stato in predicato di passare a Palazzo Chigi sempre come segretario generale, ha un passato nella Margherita: è stato vicecapo di gabinetto al ministero della Cultura con Francesco Rutelli. Nel 2007 ha fatto parte del Collegio dei garanti per le primarie Pd – atto costituente del nuovo partito – vinte da Walter Veltroni.

Cinque anni più tardi, Antonello Soro lo avrebbe chiamato alla Privacy. Ha rivestito l’incarico di segretario generale anche all’Autorità degli appalti pubblici poi confluita nell’Anac.

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Decreto agosto, Gualtieri spiega il Piano per il Mezzogiorno: “Necessario. Senza il sud non riparte l’Italia”

“L’obiettivo del governo è quello di non lasciare indietro nessuno” per questo è stato dato l’ok “a un piano per il Mezzogiorno, per una fiscalità agevolata. Senza il Sud non può ripartire l’Italia”. Così il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, durante la conferenza stampa di presentazione del dl agosto, approvato salvo intese in cdm.

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Giacomo Lasorella presidente Agcom, per l’authority Conte e Patuanelli scelgono il vicesegretario generale della Camera

Sarà Giacomo Lasorella, vicesegretario generale della Camera, il nuovo presidente dell’Autorità garante per le telecomunicazioni, il cui consiglio a luglio è stato rinnovato da Camera e Senato per i prossimi sette anni. Il consiglio dei ministri venerdì sera ha approvato l’avvio della procedura per la sua nomina su proposta del premier Giuseppe Conte, d’intesa con il Ministro per lo sviluppo economico Stefano Patuanelli..

Giacomo Lasorella, fratello della giornalista Carmen, è entrato alla Camera come consigliere parlamentare nel 1989 e per 12 anni è stato il capo del servizio Assemblea, dopo essere stato all’ufficio del Regolamento e a lungo segretario della giunta per le Autorizzazioni negli anni di Tangentopoli.

L’authority, che vigila sul mercato di media, editoria e telecomunicazioni per garantire il pluralismo, è tra l’altro strategica per lo sviluppo della banda ultralarga – al centro della partita fra Tim e Open Fiber, controllata da Cassa depositi e prestiti e dall’Enel – e per gli equilibri di Mediaset. E si occupa anche di monitorare la par condicio in tempi di campagna elettorale.

Il rinnovo nei fatti ha confermato un assetto ereditato dal Patto del Nazareno. Gli altri componenti, eletti dal Parlamento, sono infatti Enrico Mandelli (apprezzato dalla Lega e gradito a Silvio Berlusconi), Laura Aria, dirigente del ministero dello Sviluppo economico specializzata nel settore televisivo e distaccata a lungo proprio all’autorità (quota Pdl), il deputato Pd Antonello Giacomelli, già sottosegretario al ministero dello Sviluppo Economico con delega alle comunicazioni nei governi Renzi e Gentiloni, e in quota 5Stelle la sociologa Elisa Giomi.

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Aborto, Speranza: “Pillola Ru486 si può assumere fino alla nona settimana e non serve ricovero”

Si potrà assumere senza ricovero, fino alla nona settimana di gravidanza – prorogando il termine delle sette settimane previsto finora. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha aggiornato così dopo dieci anni le nuove linee guida sulla pillola abortiva Ru486. Sono “basate sull’evidenza scientifica, prevedono l’interruzione volontaria di gravidanza con metodo farmacologico in day hospital e fino alla nona settimana. È un passo avanti importante nel pieno rispetto della 194 che è e resta una legge di civiltà del nostro Paese”. Parole che il ministro ha scritto in un post su Facebook, dove ha linkato anche articolo di Repubblica dal titolo “Aborto, cade l’ultimo no. Il ministro Speranza cambia la direttiva: la pillola RU486 potrà essere utilizzata senza ricovero”.

Le direttive approvate dieci anni fa, subito dopo l’introduzione della pillola abortiva in Italia, consigliavano per sicurezza tre giorni di ricovero per l’assunzione della Ru486, lasciando libertà di scelta alle Regioni. Poi l’uso, le esperienze nel mondo e in molte Regioni che parlavano di metodo sicuro, hanno reso la pratica più spesso ambulatoriale.

La decisione del ministro arriva a seguito del parere chiesto all’Isituto superiore di Sanità dopo l’ondata di proteste per il provvedimento approvato a giugno della giunta leghista in Umbria, che ha deciso lo stop all’aborto farmacologico in day-hospital revocando una delibera regionale del 2019. Le direttive approvate già dieci anni fa dal ministero consigliavano infatti tre giorni di ricovero per la paziente che assumeva la pillola abortiva, lasciando però la scelta alle Regioni che nella maggior parte dei casi hanno optato per la somministrazione ambulatoriale. E, dunque, senza ricoverare la donna che voleva interrompere la gravidanza.

Il provvedimento della Regione Umbria era stato rivendicato dalla giunta stessa sulla base delle linee di indirizzo che il Ministero aveva promulgato nel 2010 dopo che l’Agenzia del farmaco italiana, AIFA, aveva autorizzato l’immissione in commercio del farmaco come atto dovuto nel rispetto delle leggi europee, ma ponendo restrizioni che in altri Paesi non erano presenti: ricovero ospedaliero di tre giorni e limite delle 7 settimane di gestazione. La decisione della giunta guidata dalla leghista Donatella Tesei, ha scatenato un’ondata di proteste, su un tema che, in realtà, non riguardava solo l’Umbria ma tutta l’Italia. Infatti il ricorso al metodo non chirurgico nel nostro Paese è fermo al 20,8% dei casi, con grandi differenze tra Regioni. Le linee guida che saranno emanate dal ministero intendono dunque facilitare l’interruzione di gravidanza con metodo farmacologico.

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Zona rossa Alzano e Nembro: la ricostruzione del premier Conte sulle decisioni del governo – Video

Prima una riunione del Comitato tecnico scientifico, il 3 marzo, in cui gli esperti avanzavano l’ipotesi di una “zona rossa” per i comuni di Alzano e Nembro, in Val Seriana. Poi la richiesta del Cts arrivata sul tavolo del premier Giuseppe Conte il 5 marzo. Quindi ulteriori valutazioni, di concerto con l’esecutivo e, soprattutto con il ministro della Salute, Roberto Speranza, e il dubbio se, vista la rapida evoluzione dei contagi in Lombardia “avesse senso” chiudere solo Alzano e Nembro, o se fosse “il caso di pensare a misure più radicali”. Poi un’altra riunione degli esperti e infine la decisione, il 7 marzo, di sigillare tutta la regione guidata da Attilio Fontana e altre 14 province. Il premier Conte durante la conferenza stampa per annunciare il nuovo decreto Agosto ripercorre le tappe della vicenda che sta facendo discutere in queste ore, quelle appunto riferite alla mancata istituzione della zona rossa nei comuni della Val Seriana: ecco la ricostruzione del presidente del Consiglio.

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