All posts by Federico De Melis

Contro la crisi dei musei il modello Pamuk

«Il futuro dei musei è nelle nostre case». È questa la profezia con cui Orhan Pamuk concludeva appena qualche anno fa il suo Modesto manifesto per i musei, una proposta in realtà per nulla modesta di ripensamento del ruolo e delle funzioni dell’istituzione. Certo, l’autore del Museo dell’innocenza, un romanzo e una piccola casa-collezione quasi nascosta fra i vicoli del quartiere di Cukurcuma a Istanbul, non poteva immaginare che negli ultimi mesi davvero il museo sarebbe entrato nelle nostre case, … Continua

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L’illustratore e l’architetto per il rifugio di James

Alfred William Parsons è stato un pittore di paesaggio e un illustratore inglese specializzato nella tecnica dell’acquerello. Relativamente conosciuto, e apprezzato nel corso della sua carriera anche come assiduo frequentatore della buona società e della cerchia intellettuale anglo- americana a Londra, è ora quasi del tutto dimenticato. Grazie ai suoi contatti con la folta colonia degli espatriati americani in Europa divenne, fra l’altro, illustratore per «Harper’s Magazine», e Henry James ebbe a dire di lui che, forse grazie a un … Continua

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Portoghesi riapre il cantiere Borromini

Caldo e afa, in una notte romana d’agosto. Francesco Massari si desta a causa dell’urlo e del trambusto che ha sentito provenire da un’altra stanza della casa in cui lavora come servitore, e accorre. Scorge il suo signore, che aveva il compito di sorvegliare da presso, in terra, dolorante, ferito. Ha una spada conficcata in un fianco. È la notte tra l’1 e il 2 agosto 1667, la notte in cui Francesco Borromini, da giorni «in preda al malumore ipocondriaco», … Continua

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Hugo Ball, una dissidenza funambolica e iper-moderna

«Non credo più alla carriera, al denaro, al potere, per chiamare le cose in questo modo. Giacché basta prendere il giornale per vedere dove ci abbia condotti il potere. Il potere, la potenza – ovunque ha portato questo terribile spargimento di sangue. Ora credo ardentemente solo all’im-potenza, a ciò che è piccolo, oppresso». Questo scrive Hugo Ball (1886-1927) alla sorella nel 1916, nei giorni dolorosi della Grande guerra, rivelando la propria vocazione a una profonda dissidenza che fa di lui … Continua

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Sacco e Vanzetti, il mito laico in immagini

Data al 1927 un disegno di George Grosz con la Statua della Libertà che brandisce una sedia elettrica, la veste insanguinata sul fondo di una bandiera a stelle e strisce, issata su un basamento con incisi i nomi di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, i due anarchici italiani protagonisti del clamoroso scandalo giudiziario culminato con la pena capitale, nel carcere di Charlestown (Massachussets), nella notte del 23 agosto di quell’anno. I sette anni fra il loro arresto (5 maggio 1920) … Continua

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Terracotta, un Rinascimento parallelo

Che difficoltà trovare la strada giusta per parlare di A nostra immagine Scultura in terracotta del Rinascimento da Donatello a Riccio, la mostra inauguratasi nel febbraio scorso al Museo Diocesano di Padova e che mercoledì ha finalmente riaperto le porte ai visitatori fino al 2 giungo prossimo. Forte è stata l’indecisione, alimentata sia dagli appunti scaturiti dall’unica visita fatta, sia dal successivo sfoglio del catalogo (Scripta Edizioni, pp. 293, euro 25,00, co-curato da Aldo Galli), affrontato ginnicamente, con un continuo … Continua

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Gruber: la realtà si fa magrezza, tensione, ferita

«Eravamo in 21, ho contato, davanti alla tomba aperta, con il cumulo di terra chiara e la bara calata con l’aiuto delle corde». Il 2 dicembre 1948, nel piccolo cimitero di Thomery, alle porte di Parigi, una folla minima si era ritrovata per dare l’ultimo saluto a Francis Gruber. Tra quei ventuno c’era Louis Aragon. In una piccolo, commossa cronaca per «Les Lettres françaises» avrebbe reso onore all’amico: «Così si sono davvero svolti i funerali di Francis Gruber che è … Continua

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Ossessione mnemonica alla corte di Dalì

Nel 1970 il pittore madrileno Eduardo Arroyo, personalità invisa al regime franchista che viveva allora la sua estrema senescenza, ideò un rebus derisorio e feroce dal titolo Retrato del enano Sebastián de Morra, juglar de corte nacido en Figueras en la primera mitad del siglo XX. Si trattava dell’ennesima voce aggiunta a un Indice personale che l’autore andava stilando, dedicato ai maestri della modernità, usciti sconfitti dal confronto con la Storia, dall’ineludibile countdown del tempo ormai trascorso. Già infatti cinque … Continua

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La Vittoria di Brescia, che scrive sull’invisibile scudo

Alla metà del Settecento, l’erudito tedesco Johann Winckelmann decretò che con l’arte greca del periodo classico l’uomo aveva raggiunto l’acme della sua espressione estetica. Secondo lui, già dopo Alessandro Magno, morto nel 323 a. C., la forma cominciò a disgregarsi, e qualche secolo dopo i Romani non fecero altro che imitare pedissequamente i Greci. Da allora l’arte romana fu relegata in una condizione di inferiorità, senza possibilità di redenzione estetica. Ci volle un secolo e mezzo perché due viennesi, Alois … Continua

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Florenskij, la «povertà» del vedere tintinna di segni

Nel 1926 la Madonna di Vladimir, una delle icone russe più venerate, venne privata del sontuoso rivestimento in lamina d’oro che la ricopriva ed esposta come un dipinto «qualsiasi» nelle sale del Museo Storico di Mosca in occasione della Terza Mostra del Restauro. Tra i visitatori confluiti sulla Piazza Rossa per ammirarla vi fu anche un prete dal profilo «angoloso e nasuto» (così lo descrisse l’amico Andrej Belyj) che commentò quella letterale «spoliazione» con un’imperturbabilità che potrebbe apparire sorprendente, considerando … Continua

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