La Regione Lombardia dice, per l’ennesima volta, no al Pride. Ancora una volta nessun patrocinio, dunque, al corteo della comunità Lgbtqia+ che si svolgerà il prossimo 29 giugno. La decisione è arrivata da parte dell’ufficio di presidenza del consiglio regionale composto da cinque consiglieri: il presidente Federico Romani (Fratelli d’Italia), Giacomo Cosentino (Lombardia Ideale), Alessandra Cappellari (Lega) per la maggioranza; e Emilio Delbono (Pd) e Iacopo Scandella (Pd) per le opposizioni.

Nel 2023 la maggioranza di centrodestra in consiglio regionale aveva respinto la mozione presentata da alcuni gruppi di opposizione che chiedevano la presenza della Regione alla manifestazione per i diritti lgbtqia+. E stessa cosa era avvenuta un anno prima, il 29 giugno 2022.

I partiti di maggioranza alla Regione difendono la scelta presa. “Condividiamo la necessità di contrastare ogni forma di discriminazione”, scrivono in una nota i consiglieri regionali Cosentino e Capellari che hanno votato no alla mozione: “Ma riteniamo che non ci siano le condizioni per supportare e patrocinare, come Consiglio regionale della Lombardia, una manifestazione che si è dimostrata divisiva, provocatoria e discriminante verso il nucleo generatore della vita umana, formata da una donna e un uomo”. A sorpresa, invece, il consigliere meloniano Romani ha deciso di astenersi, mentre il è arrivato dai due consiglieri dem Delbono e Scandella.

Il Comune di Milano dal 2011 “concede il patrocinio al Milano Pride al contrario di chi anche quest’anno ha negato il sostegno e in maniera papale mi riferisco a Regione Lombardia“, ha detto il sindaco di Milano Beppe Sala durante una diretta social, sul suo profilo Instagram, dedicata al mese del Pride in città (giugno). “La Regione ancora una volta ha perso l’occasione di patrocinare il Pride – continua – che non vuol dire fare una dichiarazione giurata in cui si dice di condividere tutto quello che queste comunità fanno, sostengono e richiedono, ma vuol dire fare un atto di sensibilità“.

Un patrocinio, secondo il primo cittadino di Palazzo Marino che significa “riconoscere che questi eventi si svolgono in un ambito sociale comunitario e che meritano l’interesse della comunità stessa. Noi crediamo di voler stare con fermezza dalla parte di chi difende i diritti umani nella loro complessità”. E sul corteo che si svolgerà il prossimo 29 giugno, Sala non ha dubbi: “Sarò sul palco del Pride per ribadire con forza il nostro impegno e la vicinanza, come Comune e la mia come uomo”, conclude.

L'articolo La Regione Lombardia nega (ancora) il patrocinio al Pride di Milano. Sala: “Occasione persa per riconoscere i diritti umani” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Di F. Q.