Mentre l’esercito di Tel Aviv continua a bombardare Rafah, sul fronte internazionale continuano a levarsi le voci di protesta contro quello che sta accadendo nella Striscia. L’Algeria ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza Onu per discutere gli ultimi raid israeliani sulla città a sud di Gaza. L’incontro, che si terrà a porte chiuse, è stato confermato per oggi alle 15.30 locali, le 21.30 italiane.

“Per la prima volta” a Bruxelles i ministri degli Esteri dell’Ue si sono impegnati in una discussione “significativa” sulle sanzioni contro Israele se non rispetta il diritto internazionale umanitario. “C’è stato un consenso molto chiaro sulla necessità di sostenere le istituzioni giuridiche umanitarie internazionali”, ha detto il ministro degli Esteri irlandese Micheal Martin. La Corte internazionale di giustizia (ICJ) ha stabilito venerdì che Israele deve immediatamente fermare la sua offensiva a Rafah e aprire il valico di frontiera di Rafah per l’ingresso degli aiuti umanitari.

Gli Stati che non lo hanno ancora fatto, intanto, continuano a muoversi in ordine sparso verso il riconoscimento della Palestina. Il premier spagnolo Pedro Sanchez in una dichiarazione istituzionale in spagnolo e in inglese ha annunciato che “nella riunione del Consiglio dei ministri di oggi il governo della Spagna approverà il riconoscimento dello Stato di Palestina. La Spagna si unisce così a oltre 140 Paesi nel mondo che già lo riconoscono. Si tratta di una decisione storica con l’unico obiettivo: contribuire che israeliani e palestinesi raggiungano la pace”. In particolare Sanchez ha affermato che la Spagna “non riconoscerà cambi sulle linee di frontiera del 1967 che non siano concordati fra le parti”. Ha specificato che lo Stato riconosciuto da Madrid include Cisgiordania e Gaza “collegate da un corridoio, con Gerusalemme est come capitale e l’Autorità Palestinese come autorità nazionale. “Non è una dichiarazione contro nessuno, tanto meno contro Israele, un popolo amico col quale vogliamo avere i migliori rapporti possibili”, ha spiegato il premier, aggiungendo che “la Spagna continuerà ad appoggiare la Palestina”. Il riconoscimento avviene in contemporanea con quello dei governi di Irlanda e Norvegia.

“E’ una giornata storica, finalmente il nostro Paese compie un mandato ricevuto dieci anni fa e questa è la strada che deve portarci verso la pace”, ha commentato la vicepremier e leader di Sumar, Yolanda Diaz. Tuttavia “il passo che facciamo oggi con il riconoscimento dello Stato palestinese è chiave, ma con quello cui stiamo assistendo in Palestina non è sufficiente e dobbiamo fare passi avanti”, ha aggiunto.
Secondo la Diaz, Spagna deve chiamare a consultazione l’ambasciatrice in Israele e deve unirsi alla denuncia del Sudafrica davanti la Corte internazionale di Giustizia per crimini contro l’umanità, oltre a esigere l’embargo totale di armi a Israele. “Stiamo assistendo a un autentico massacro, un autentico genocidio” a Gaza, ha detto la vicepremier.

Immediata la risposta di Tel Aviv. Khamenei, Diaz e Sinwar “vogliono la scomparsa dello stato di Israele e la creazione di uno stato terroristica islamico dal fiume al mare”, ha scritto su X il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz, accompagnando le sue parole con un montaggio fotografico in cui affianca le immagini del capo politico di Hamas a Gaza Yahya Sinwar, a quelle della vicepremier spagnola e dell’ayatollah Ali Khamenei. Katz accusa quindi Sanchez “non licenziando Yolanda Díaz e annunciando il riconoscimento dello Stato palestinese” di essere “complice dell’incitamento all’omicidio del popolo ebraico e dei crimini di guerra”.

Il Canada si è detto “inorridito” da quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza, ha detto il ministro degli esteri canadese Melanie Joly in un post sui social media, chiedendo un cessate il fuoco. “Le immagini che escono da Rafah sono orribili e strazianti”, ha affermato la stessa Joly in una dichiarazione separata alla Camera dei Comuni, aggiungendo che “l’uccisione di civili innocenti è del tutto inaccettabile. Il livello di sofferenza umana è catastrofico. Ecco perché abbiamo bisogno un cessate il fuoco immediato”.

Il ministro degli Esteri britannico David Cameron ha definito come “profondamente angoscianti” le immagini diffuse dai media dopo il raid condotto dagli israeliani a Rafah e chiesto che l’indagine dello Stato ebraico sia “rapida, completa e trasparente“. “Abbiamo urgentemente bisogno di un accordo per liberare gli ostaggi e far entrare gli aiuti, con una pausa nel conflitto per consentire di lavorare a un cessate il fuoco sostenibile a lungo termine”, ha aggiunto Cameron sul suo profilo di X.

Anche la Cina ha espresso “grave preoccupazione” per l’azione militare di Israele in corso a Rafah. La portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning, nel briefing quotidiano, ha sollecitato “tutte le parti a proteggere i civili e le loro strutture”.

L'articolo Gaza, Irlanda: “Paesi Ue parlano di sanzioni a Israele”. E con Spagna e Norvegia riconosce la Palestina. Tel Aviv: “Madrid istiga genocidio” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Di F. Q.