Asia Argento e il suo grande dolore: “Sai cosa ripetevo a me stessa nei momenti difficili della vita”

È una foto bellissima quella postata da Asia Argento su Instagram per ricordare la sua mamma, Daria Nicolodi, morta a 70 anni il 26 novembre scorso. Daria era la moglie di Dario Argento. Compagna di vita e d’arte. “Mi manca tanto il tuo profumo mamma, i bacini che ci davamo – ha scritto Asia – Nei momenti difficili della vita ripetevo a me stessa ‘chi ha la mamma non trema’. Ecco, da quando non ci sei più non riesco a smettere di tremare”. Un messaggio commovente, e in tanti hanno voluto esprimere solidarietà e affetto all’attrice.

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“Madonna è morta”: scambiano la cantante per Maradona. Il caos social

Chi ha dato un’occhiata, per qualche motivo, ai trending topic di Twitter Australia, ha travato al primo posto Madonna. Perché? La storia la riporta il Daily Mail ed è abbastanza singolare. La notizia della morte di Diego Armando Maradona è il punto di partenza di tutto. Una notizia che ha fatto il giro del mondo arrivando, appunto, anche in Australia dove, complice probabilmente il fatto che il calcio ha una rilevanza non altissima, gli utenti social hanno iniziato a twittare la morte della popstar e non quella del fuoriclasse. A ben guardare, alcuni hanno postato messaggi di dolore e di addio proprio sui social della cantante. Che sta benissimo. Quando il tam tam sui social genera equivoci, in questo caso ben grossolani.

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Brusaferro: “21 o 5 parametri per monitoraggio? Sistema attuale garantisce attendibilità anche quando ci sono ritardi da parte delle Regioni”

Monitoraggio della situazione epidemiologica e previsione degli scenari futuri. È il lavoro svolto dalla cabina di regia del Ministero della Salute attraverso gli ormai noti 21 parametri. Il cuore del sistema di monitoraggio, che esprime anche il calcolo dell’Rt, ovvero l’indice di contagio, sono i dati forniti dalle Regioni. Sulla base di questi oggi Silvio Brusaferro ha affermato che “il rischio alto permane in tutte le Regioni tranne due” e che di queste “dieci sono a rischio alto da tre settimane”.

Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, in conferenza stampa, si è poi soffermato anche sui dati, non nascondendo alcune criticità, già sollevate – tra gli altri – dal presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta, nell’audizione alla Camera dei deputati: “La precondizione – afferma Brusaferro – è che i dati siano riportati e siano riportati tutti in maniera completa. Quando questo non si verifica – e in questo caso c’è una Regione dove non si è verificato – le valutazioni proposte soffrono di una difficoltà di valutazione” frutto, appunto di dati incompleti. E sulla segnalazioni di nuovi casi, altro parametro fondamentale per delineare analisi e valutazioni che portano la cabina di regia a fornire indicazioni al ministro della Salute per la collocazione delle Regioni italiane nelle quattro aree di rischio (da verde a rossa), il presidente ISS rassicura: “Il sistema ne tiene conto”.
Com’è noto molti sono i presidenti di Regione che chiedono sia rivisto l’intero sistema di monitoraggio, passando da 21 a 5 parametri come chiesto anche due giorni dalla Lega al governo durante il ‘Question Time’. Anche su questo Brusaferro è intervenuto difendendo l’attuale sistema con i 21 indicatori: “Ci consente di avere una visuale da più punti di vista e quindi, anche se un indicatore è ‘in ritardo’, gli altri ci consentono di avere un quadro affidabile sulla situazione”.

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Moratoria su spese per nuove armi nel 2021: 6 miliardi da destinare a Sanità e Istruzione

Secondo i dettagli della Legge di Bilancio attualmente in discussione in Parlamento nel 2021 l’Italia spenderà oltre 6 miliardi di euro per acquisire nuovi sistemi d’armamento: cacciabombardieri, fregate e cacciatorpedinieri, carri armati e blindo, missili e sommergibili. Una cifra complessiva che è in forte aumento rispetto agli ultimi anni, e che deriva dalla somma di fondi diretti del Ministero della Difesa e di quelli messi a disposizione dal Ministero per lo Sviluppo Economico. Per la Campagna Sbilanciamoci! e la Rete … Continua

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Si presenta al matrimonio con sei donne, tutte incinta di lui

Quando si dice “avere una storia da raccontare”. Ebbene, ce l’hanno sicuramente gli invitati a un matrimonio in Nigeria che un certo punto hanno visto arrivare un influencer (300 mila follower) piuttosto noto tra la gente del posto accompagnato da sei donne. Già di per sé il fatto è strano ma c’è di più: le donne aspettavano tutte un bambino e, va da sé, lo aspettavano da lui. Il futuro papà di sei figli da donne diverse ha pure un nome d’arte, Pretty Mike (Mike Eze-Nwalie Nwogu). Il “nostro”, per altro vestito in modo molto vistoso come mostrano le foto postate sui social, ha così rubato la scena all’attore di Nollywood (Nigeria e Hollywood) Williams Uchemba e a sua moglie Brunella Oscar. Secondo il Mirror, che racconta la storia, i due non se la sarebbero presa più di tanto anzi avrebbero fatto una battuta a Pretty Mike: “Noi abbiamo speso tanto per questa cerimonia, ma chissà quanto spenderai tu in pannolini”.

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Tre aborigeni vittime di un prete pedofilo citano in giudizio Papa Francesco. E chiedono risarcimento alla Chiesa

Nuovo scandalo pedofilia in Australia. Papa Francesco, l’arcivescovo di Melbourne, monsignor Peter Andrew Comensoli, e la sua stessa arcidiocesi sono stati citati in giudizio davanti alla Corte Suprema dello Stato di Victoria. A denunciarli sono stati tre uomini aborigeni che dichiarano di aver subito abusi sessuali quando erano bambini da padre Michael Glennon. Secondo l’accusa, il Vaticano sarebbe stato al corrente dei reati di pedofilia commessi dal prete australiano ma non avrebbe preso alcun provvedimento dopo la sua condanna a due anni di reclusione, avvenuta nel 1978, per abusi e violenze sessuali su quindici minori. Le tre presunte vittime, che hanno chiesto di restare anonime, sostengono di aver subito gravi ripercussioni dopo gli abusi: sono diventati tossicodipendenti e sono rimasti senza casa e senza lavoro. Per questo motivo hanno chiesto un cospicuo risarcimento da parte dei vertici della Chiesa cattolica, sia in Australia che in Vaticano. Il legale dei tre uomini, Angela Sdrinis, ha dichiarato di essere in attesa che i rappresentanti della Santa Sede in Australia accettino la notifica del mandato per conto di Bergoglio. “Si tratta – ha spiegato l’avvocato – di fare in modo che il Papa e il Vaticano accettino le proprie responsabilità. Quale possibile scusa possono avanzare per non aver ridotto padre Glennon allo stato laicale?”. Il legale ha ricordato, inoltre, che, dopo la condanna, l’arcidiocesi di Melbourne sospese il sacerdote ribandendo, però, che solo il Vaticano avrebbe potuto ridurlo allo stato laicale. Cosa che non avvenne.

Non è la prima volta che l’arcidiocesi di Melbourne si trova ad affrontare un caso di pedofilia. Il cardinale George Pell, prefetto emerito della Segreteria per l’economia, era stato accusato di aver abusato sessualmente di due ragazzi, all’epoca di 12 e 13 anni, del coro della cattedrale di Saint Patrick a Melbourne quando, nel 1996, era vescovo ausiliare proprio di quella arcidiocesi. Condannato a sei anni di reclusione in primo e secondo grado, dopo tredici mesi di isolamento in carcere l’Alta Corte australiana lo ha assolto all’unanimità. Una vicenda che aveva scosso non solo l’arcidiocesi di Melbourne e quella di Sydney, che avevano avuto Pell a capo, ma anche il Vaticano perché, con l’elezione di Bergoglio, il porporato era prima divenuto membro del Consiglio di cardinali che aiuta il Papa nella riforma della Curia romana e nel governo della Chiesa e poi prefetto della Segreteria per l’economia.

Dopo l’assoluzione, Pell sottolineò che “il mio processo non è stato un referendum sulla Chiesa cattolica, né un referendum su come le autorità della Chiesa in Australia hanno affrontato il crimine della pedofilia nella Chiesa. Il punto era se avevo commesso questi terribili crimini e non l’ho fatto”. E aggiunse: “L’unica base per la guarigione a lungo termine è la verità e l’unica base per la giustizia è la verità, perché giustizia significa verità per tutti”. Parole in perfetta sintonia con quelle di Francesco che, chiudendo il summit mondiale sulla pedofilia del clero convocato in Vaticano nel febbraio 2019, disse: “Se nella Chiesa si rilevasse anche un solo caso di abuso, che rappresenta già di per sé una mostruosità, tale caso sarà affrontato con la massimaserietà”. Affermazioni alle quali sono seguiti provvedimenti storici, tra cui l’abolizione del segreto pontificio per i casi di pedofilia.

Twitter: @FrancescoGrana

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Maltempo in Sardegna, tre vittime e dispersi nel Nuorese. Crollato ponte tra Osidda e Bitti, allagamenti sull’isola

Tre persone sono morte in Sardegna a causa del violento nubifragio che nelle ultime ore si è abbattuto sull’isola. Colpita in particolare la provincia di Nuoro, dove è crollato un ponte tra Osidda e Bitti. Proprio a Bitti è stato recuperato dai vigili del fuoco il corpo di un anziano di 90 anni annegato in casa, mentre un’altra persona è stata investita da una massa di acqua e fango mentre era a bordo del suo pickup. Sono ancora ignote le generalità della terza vittima, e non è escluso che altri siano rimasti coinvolti, tra cui un’anziana di cui non si hanno più notizie da ore. Come annunciato ieri dall’allerta meteo diramata dalla protezione civile, l’isola è stata colpita da nubifragi e forte vento, fenomeni estremi sempre più frequenti nel nostro Paese a causa del cambiamento climatico. “Bitti è isolata da questa mattina, il sindaco comunica con noi con un ponte radio della Protezione civile”, ha detto Antonio Pasquale Belloi, direttore generale della Protezione civile Sardegna. Evacuati precauzionalmente i comuni di Galtellì, Orosei, Loculi e Onifai, e interrotta per una frana la viabilità sulla SS389 tra Bitti e Orune. Sono almeno 150 gli interventi fatti stamani dai vigili del fuoco in tutta l’isola, mentre il presidente della Regione, Christian Solinas, manifesta in una nota la propria vicinanza alle comunità colpite e il più profondo cordoglio per le vittime, assicurando anche il tempestivo intervento della Regione per il ristoro dei danni.

Nel Nuorese – Il sindaco di Bitti, Giuseppe Ciccolini ha fatto evacuare per precauzione le famiglie residenti in via Brescia, nella parte bassa del paese. Lo stesso quartiere dove durante l’alluvione del 2013, che aveva provocato 19 morti in tutta l’isola, era sprofondata un’autobotte dei Vigili del fuoco. Inoltre sono tante le strade investite da piccole frane o allagamenti intorno a Nuoro. Tante le strade investite da piccole frane o allagamenti intorno a Nuoro, motivo per cui il sindaco Andrea Soddu, invita alla prudenza: “Vista la situazione metereologica che sta condizionando pesantemente la viabilità delle strade, in particolare la statale 129 (altezza Manasuddas) e la strada statale 131 diramazione centrale nuorese, in direzione Olbia, invito i cittadini alla massima prudenza e a non mettersi in viaggio nei tratti stradali sopraindicati”, scrive Soddu in una nota nella pagina della Protezione civile del comune. “Sulla 131 Diramazione centrale nuorese, all’altezza di Marreri, la situazione è preoccupante a causa della pioggia e della visibilità ridotta.”, continua. “Il comune, la protezione Civile, Anas e i Vigili del Fuoco sono al lavoro per arginare le situazioni di emergenza. I cittadini non si mettano in viaggio fino a quando lo stato di allerta non sarà rientrato” conclude Soddu.

Galtellì – Oltre a Bitti, si vivono ore di apprensione anche a Galtellì, uno dei paesi della valle del Cedrino, dove stanno arrivando grosse portate d’acqua dalla diga di Preda Othoni. Il sindaco Giovanni Santo Porcu ha disposto l’evacuazione di 150 persone che vivono nella parte bassa del paese, che sono state trasferite in delle strutture comunali. L’argine del Cedrino è occupato dall’esondazione del rio Sologo e le previsioni per il pomeriggio non sono rosee. “Stiamo monitorando la situazione ma prima di tutto stiamo cercando di tutelare l’ incolumità pubblica, con la speranza che le grosse portate d’acqua in arrivo nel pomeriggio vengano scaricate a mare – ha detto sindaco Porcu – L’auspicio è che la forte mareggiata che arriva dal mare permetta il deflusso delle acque.

Viabilità compromessa – Chiusa al traffico, come comunica l’Anas, anche la strada statale 389 Buddusò e Correboi dal 76esimo chilometro al 65esimo in località Orune, a Nuoro, a causa di una frana sul piano viabile. A causa di un allagamento, che ha portato detriti in carreggiata, è stata chiusa anche la strada statale 129 Trasversale Sarda dal 22esimo chilometro al 32esimo in località Dorgali, a Nuoro. Il traffico veicolare viene deviato lungo la viabilità provinciale. Da quanto si apprende, il personale di Anas è sul posto per il ripristino della normale circolazione nel più breve tempo possibile. È stata chiusa anche la strada statale 129 sud Occidentale Sarda è stata chiusa al traffico in entrambe le direzioni dal 92esimo chilometro al 97esimo in località Guspini, provincia del Medio Campidano. Al momento il traffico viene deviato sulla statale 197 di San Gavino e del Flumini e sulla viabilità provinciale.

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Tredicesima più leggera causa Covid? Ecco che cosa cambia davvero e per quali lavoratori

A breve arrivano le tredicesime. E la Cgia di Mestre ha già iniziato a fare i conti su quale sarà l’impatto del Covid, arrivando alla conclusione che l’importo complessivo scenderà di 3 miliardi rispetto allo scorso anno, fermandosi a 30 miliardi. Ovviamente però non c’è alcun automatismo e la riduzione non riguarda i pensionati, i dipendenti pubblici né quelli privati che abbiano continuato a lavorare come sempre, magari in smart working. Ad essere interessati dalla decurtazione sono solo i lavoratori in cassa integrazione. In particolare chi è in cig a zero ore non matura la mensilità aggiuntiva perché la cifra spettante è già compresa nel bonifico mensile dell‘Inps, chi è in cig a orario ridotto ha invece diritto ai ratei di tredicesima solo sulle ore lavorate. Non è un caso se nei giorni scorsi il governo ha valutato la possibilità di riconoscere ai cassintegrati un “bonus di Natale“, ipotesi poi sfumata per mancanza di risorse.

Il punto di partenza è che la tredicesima mensilità è una parte di retribuzione che in condizioni normali viene versata in un momento successivo a quello di competenza, cioè appunto a fine anno prima del Natale. Visto che Cassa integrazione, Fondo di integrazione salariale e Cassa in deroga sono calcolate sulla retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate, l’assegno che il lavoratore in cig a zero ore riceve ogni mese comprende già i ratei di tredicesima che gli spettano. Anche se questa aggiunta in moltissimi casi non viene percepita. Perché sulla carta l’integrazione salariale arriva all’80% dello stipendio, ma nei fatti la normativa sulla cig prevede tetti massimi998,18 euro lordi se la retribuzione comprensiva dei ratei è fino a 2.159 euro, 1.199,71 lordi se a busta paga usuale supera i 2.159 – tali per cui si riceve meno dell’80% e non si riesce a godere di quella piccola parte di tredicesima cui si avrebbe diritto. Risultato: in ogni caso, a dicembre chi è in cig a zero ore non percepirà alcuna somma aggiuntiva.

Veniamo invece al caso di chi sia in cassa a orario ridotto per effetto di un calo dell’attività dell’azienda. Per la parte di cassa, ha diritto a titolo di tredicesima ad una piccola “aggiunta” alla cig che però percepisce di mese in mese. Per le ore di lavoro restate invece matura i ratei di tredicesima, che quindi gli verrà versata dal datore di lavoro. Naturalmente sarà più bassa rispetto a quella di un anno normale, in cui non è stato in cig.

Stando ai calcoli della Cgia, questo comporterebbe un “alleggerimento” della gratifica di “circa 100 euro per ogni mese di indennità (cig) ricevuta”. L’importo complessivo dei 34 milioni di gratifiche natalizie ammonterà quindi a 30 miliardi di euro, 3 miliardi in meno rispetto alla somma pagata l’anno scorso.

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Muore anche il padre della moglie di Stefano D’Orazio: “I miei due uomini, la vita è ingiusta”

Dopo aver detto addio al marito, il batterista dei Pooh Stefano D’Orazio morto per covid-19, Tiziana Giardoni deve affrontare un’altra perdita drammatica, quella del suo papà. “I miei due uomini… i miei amori… la vita è stata ingiusta e crudele! Ciao papino mio“, le poche parole che ha scritto Tiziana su Instagram accanto a una foto che mostra Stefano e il suocero a Natale, con un tipico maglione a tema. Pronto il messaggio di affetto di Roby Facchinetti che, ripostando l’immagine, ha commentato: “Cara Tiziana, ancora una volta la vita ti sta mettendo alla prova con questo ulteriore e insopportabile dolore. Che Dio ti aiuti a trovare la forza di sopportare anche la dolorosissima perdita del tuo amatissimo papà. Io, Giovanna e i miei figli, ti siamo vicini con tutto il nostro affetto“.

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Maltempo in Sardegna, a Bitti tre vittime: la violenza dell’acqua nelle strade del Nuorese

Un’alluvione si è abbattuta nel Nuorese. In particolare nel Comune di Bitti, dove tre persone sono morte a causa degli allagamenti. Nelle immagini la violenza dell’acqua, che trasforma le strade in fiumi di fango nel paese in provincia di Nuoro. Danni e disagi per il maltempo in tutta la Sardegna: nella seconda parte del video le barche affondate nel porticciolo di Sant’Antioco.

Video Protezione civile/Ansa

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