In Edicola sul Fatto Quotidiano del 19 Settembre: “Le ragioni del No non stanno in piedi”. Parla Zagrebelsky

Referendum – La “lezione” del giurista

“Ecco perché molte ragioni del No non stanno in piedi”

L’Intervista a Gustavo Zagrebelsky. Il professore “Dopo la riduzione dei seggi cosa vieta di mettere mano al bicameralismo paritario differenziandone le funzioni?”

La voce dei padroni di

La voce dei padroni squilla forte e chiara a edicole unificate. “No”, dice il Sole 24 Ore (Confindustria). “No”, tuonano Repubblica, Stampa, Espresso, Secolo XIX, Huffington Post e giornali locali Finegil (Agnelli-Elkann-Fca). “No”, strilla il Giornale di B.. “No”, ripetono Messaggero, Mattino e Gazzettino (Caltagirone). “No”, pigola Domani, giornale senza padroni nel senso che ne […]

Regionali

Voto disgiunto: il tifo silenzioso dei big 5S per evitare il disastro

In bilico. I giallorosa e la battaglia in Toscana e Puglia

di Lorenzo Giarelli e Ilaria Proietti
Inchiesta

Scoperti sul conto della Lega movimenti anomali da 14mln

Aperto nel 2017, è gestito dal tesoriere Centemero

Alle urne

Regionali, liste ai raggi x: ecco chi non votare

Dalla Liguria alla Campania

Screening

Vademecum sui test Covid per le Regioni (e il governo)

La guida. Crisanti-Spallanzani al lavoro per indicare i sistemi più efficienti

Poteri forti

Tridico: “Da Boeri contro l’Inps solo chiacchiere da bar”

Reddito di cittadinanza a Colleferro

Banche in crisi

La via spagnola per Mps spacca la politica italiana

Grazie al matrimonio tra le spagnole CaixaBank e Bankia, “pilotato” dal governo di Madrid, il ruolo dello Stato nel credito torna al centro del dibattito politico anche in Italia. CaixaBank è una grande banca catalana controllata al 40% dalla Fondazione La Caixa. Bankia invece è nata nel 2010 dalla disastrosa fusione di sette casse di […]

Commenti

Il corsivo

Al liceo Socrate come a Parigi: le minigonne diventano bandiera

Il loro corpo è stato blindato in casa per mesi, quasi dematerializzato a furia di didattica a distanza e incontri su zoom. Hanno vissuto un’estate sotto il segno del contagio, magari nella casa dei nonni a Oriolo Romano, perché non tutte potevano permettersi la Costa Smeralda. Hanno atteso la riapertura con ansia, pure loro che […]

Politica

Meno poltrone

1983-2016: quei 13 tentativi in Aula andati sempre a vuoto

Il tentativo di riduzione del numero dei parlamentari ha 37 anni di storia. Per ben 17 volte infatti deputati e senatori hanno provato ad autoriformarsi. Ai quattro Sì del Parlamento negli ultimi due anni, non vanno dimenticati tutti i tentativi fatti nelle precedenti legislature per ridurre il numero dei suoi componenti. Deputati e senatori hanno […]

di Matteo Petri
Firenze

Sfida in piazza: i “bruti” assediano il muro rosso

C’è la piazza che va all’assalto della Toscana rossa e quella, a qualche centinaia di metri di distanza, che prova a respingere i “barbari” e i “fascisti” alle porte. I “bruti” contro le “virtù” dantesche. La fine delle “ideologie” e delle “tessere di partito” contro la difesa dell’antifascismo e della Costituzione. La “leonessa” Susanna contro […]

di Giacomo Salvini

Cronaca

Il commercialista parla per ore ai pm

Continuano gli interrogatori dei magistrati milanesi. Ieri è stata la volta di Michele Scillieri, il commercialista vicino alla Lega finito agli arresti domiciliari con i colleghi Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, ha risposto alle domande dei pm titolari dell’inchiesta su Lombardia Film Commission. Un interrogatorio iniziato in mattinata e proseguito nel pomeriggio. Sul contenuto […]

Con l’ok del Cts

Virus o non virus, Bonaccini riapre gli stadi Parma e Reggio: mille posti per la Serie A

La spedizione dei Mille: sì, allo stadio. L’Emilia-Romagna, con un’ordinanza del presidente Bonaccini, riapre le porte del campionato ai tifosi già domani, alla “prima”: in mille potranno così assistere a Parma-Napoli dagli spalti del Tardini e a Sassuolo-Cagliari al Mapei di Reggio Emilia, mentre dal 31 ottobre al 1° novembre 13.147 persone saranno ammesse a […]

di Cam. Ta.
Il ricatto di Anec

“Siete amici del Cinema America? Addio sponsor”

Siete partner del Cinema America? Allora vi togliamo la pubblicità. La battaglia degli imprenditori del grande schermo contro i ragazzi di Trastevere è arrivata a questi livelli di bassezza. Il segretario di Anec Lazio (la lobby degli esercenti) Massimo Arcangeli, senza nemmeno alzare il telefono, ha stracciato una sponsorizzazione concordata con Radio Rock con un […]

Economia

Risiko finanziario

Borsa, vince la cordata “italiana”

Piazza Affari. Gli inglesi di Lse: trattativa in esclusiva con Euronext, Cdp e Intesa

di Fq
Autostrade

Atlantia-Cdp: trattativa ferma. La palla torna all’esecutivo

A due mesi dall’accordo del 14 luglio che doveva sancire l’uscita dei Benetton da Autostrade e chiudere la ferita del Morandi lo scenario è il peggiore che si potesse ipotizzare. La trattativa tra Atlantia, Cassa Depositi e Prestiti e il governo si è arenata e lunedì il risultato delle elezioni regionali non avrà riflessi solo […]

di Cdf

Italia

In Calabria

Relazioni pericolose: così si va al voto in terra di mafia

Rapporti pericolosi, frequentazioni con pregiudicati, parentele imbarazzanti e citazioni nelle vecchie relazioni di scioglimento dei Comuni di Limbadi e Briatico. C’è addirittura chi, su facebook, si è apertamente dichiarato amico di uno dei figli dei boss Mancuso che spadroneggiano nella zona. Nei due paesini in provincia di Vibo Valentia si torna a votare dopo lo […]

Mondo

Stati Uniti

Trump non balla su TikTok. Stop all’app “spia” cinese

Da domani divieto di scaricare il software, anche WeChat: ma l’accordo con Oracle potrebbe azzerare l’embargo

Libano

Il governo Adib non decolla e resta ostaggio di Hezbollah

Il governo del premier Mustafa Adib (nella foto in basso) sembra morto ancor prima di nascere. Il primo ministro aveva preso l’impegno di formare l’esecutivo in tempi brevi, ma sono già passati quattro giorni in più dalla scadenza e il Libano resta un naufrago alla deriva, immerso nella sua disperazione fatta di proteste sociali e […]

Cultura

My Generation da 55 anni. E Keith Moon è il suo profeta

Droghe, alcool ed esplosivi: il folle batterista degli Who morì da icona

Il Film da vedere

Gruppo di famiglia in un interno di aspiranti suicidi

Essere il migliore non basta, bisogna anche provarsi. Charlie Kaufman, che è un genio, non s’accontenta, e cambia le carte in tavola: dobbiamo provarci noi migliori, per seguirlo. Succede con Sto pensando di finirla qui (I’m Thinking of Ending Things), la sua terza regia dopo Synecdoche, New York (2008) e Anomalisa (Leone d’argento – Gran […]

Teatro

Shakespeare fatto a pezzetti

Per precauzione, Il Fatto Quotidiano ha deciso di tornare a teatro in modo sicuro, ovvero non tornarci, tanto non serve neppure alzarsi dal divano per vedere Table Top Shakespeare: At Home Edition della compagnia inglese Forced Entertainment, tra le prime a inaugurare il ricco cartellone della 35esima edizione di Romaeuropa Festival. Presentate per la prima […]

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Regionali, Di Battista contro il voto disgiunto: “Che significa ‘turarsi il naso’? La cabina elettorale non è un cesso pubblico”

“Altro che voti disgiunti, che vuol dire votare turandosi il naso? Che cos’è la cabina elettorale, un cesso pubblico?”. Alessandro Di Battista torna a parlare in pubblico e lo fa dal palco di Bari, dove ha chiuso la campagna elettorale della candidata del Movimento 5 stelle, Antonella Laricchia. Di Battista, nel suo intervento, si è opposto fortemente alla logica del voto utile (che secondo il centrosinistra significherebbe dare la preferenza al candidato presidente, in questo caso, Michele Emiliano). “Il tema delle alleanze distrugge i progetti, vincere è un mezzo non un fine”, ha aggiunto. “Se per voi la Puglia, sotto Fitto e sotto Emiliano, ha avuto un progetto, rivotatela, se invece non lo pensate è chiaro che dovete dare una preferenza totale a Laricchia“.

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Referendum, Pier Luigi Bersani ad Accordi&Disaccordi (Nove): “Smentire il voto del Parlamento? Sarebbe uno schiaffo terribile”

“Per la prima volta nella storia d’Italia un Parlamento, peraltro composto da gente, molta, alla prima legislatura ha deciso di riformarsi, di ridursi per far funzionare meglio il meccanismo”. Così il presidente di Articolo Uno, Pier Luigi Bersani, ospite di ‘Accordi&Disaccordi’, il talk politico condotto da Andrea Scanzi e Luca Sommi, con la partecipazione fissa di Marco Travaglio, in onda sul Nove tutti i venerdì alle 22.45, ha commentato l’imminente referendum costituzionale che chiamerà alle urne i cittadini tra il 20 e il 21 settembre. “Domando ai ‘no sinceri’ – incalza l’ex segretario del Pd – cosa vogliamo dire a un Parlamento così? Ferma le macchine? Rimani così com’è? A me sembra un po’ esagerato. Sarebbe lo schiaffo più anti-parlamentare che io ricordi”, conclude l’ex ministro dello Sviluppo economico.

‘Accordi&Disaccordi’ è prodotto da Loft Produzioni per Discovery Italia ed è disponibile anche su Dplay (sul sito www.it.dplay.com – o scarica l’app su App Store o Google Play) nonché su sito (www.tvloft.it) e app di TvLoft. Nove è visibile al canale 9 del Digitale Terrestre, Sky Canale 145 e Tivùsat Canale 9.

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Regionali, Bersani ad Accordi&Disaccordi (Nove): “Se cade la Toscana andrebbe male sia per Zingaretti che per Renzi”

“Io credo che se cascasse la Toscana arriverebbe sui piedi di Zingaretti, ma anche sulla testa di Renzi”. Così il presidente di Articolo Uno, Pier Luigi Bersani, ospite di ‘Accordi&Disaccordi’, il talk politico condotto da Andrea Scanzi e Luca Sommi, con la partecipazione di Marco Travaglio, in onda sul Nove tutti i venerdì alle 22.45, ha commentato, parafrasando, l’eventuale perdita ai seggi elettorali di Eugenio Giani, candidato del centrosinistra in uno dei feudi storici della sinistra italiana. “Chi guida il carro – continua l’ex ministro dello Sviluppo economico – deve dare un ‘tirone’: se stai fermo comincia un meccanismo paludoso”, ha ironizzato l’ex segretario del Pd.

‘Accordi&Disaccordi’ è prodotto da Loft Produzioni per Discovery Italia ed è disponibile anche su Dplay (sul sito www.it.dplay.com – o scarica l’app su App Store o Google Play) nonché su sito (www.tvloft.it) e app di TvLoft. Nove è visibile al canale 9 del Digitale Terrestre, Sky Canale 145 e Tivùsat Canale 9.

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Aggressione a un giornalista, Beppe Grillo pubblica il video di ciò che è successo: “Guardate, resta in piedi”

“Le immagini che seguono potrebbero urtare la sensibilità dei giornalisti onesti“. Cosi Beppe Grillo torna sulla denuncia dell’inviato della trasmissione di Rete4 Dritto e rovescio che aveva accusato il fondatore del M5s di averlo aggredito sulla spiaggia di Marina di Bibbona sostenendo poi di aver riportato distorsioni e una prognosi di cinque giorni. Grillo trova e pubblica tuttavia sul proprio blog il video della scena ripreso da una telecamera della reception del locale in cui si vede la “caduta” del giornalista ma anche che lo stesso si rialza e continua a riprendere Grillo con il suo telefonino. Un modo per smentire la versione dell’inviato che il comico commenta con la canzone Cinque giorni di Michele Zarrillo: un riferimento ironico alla prognosi che la spinta di Grillo gli avrebbe causato.

“La nostra solidarietà va a Francesco Selvi, inviato che non meritava di essere buttato giù dalle scale da un leader politico, dal fondatore del Movimento 5 Stelle che ha addirittura una piattaforma che si chiama Rousseau”, aveva esordio Paolo Del Debbio facendo una lunga requisitoria in tv contro Grillo accusato di esibire una mentalità “fascista”, “ignorante” e di essere affetto da “senilità precoce” e pure di “tirchiaggine”. “Fattela con me, vengo da un quartiere popolare di Lucca a me non fai paura, non ti sto minacciando perché sei un poveretto” aveva aggiunto ancora Del Debbio. Ora la telecamera di sorveglianza scovata da Grillo riporta una visione oggettiva dell’accaduto (c’è la data del 7 settembre) . Ciò che si vede è che l’inviato barcolla ma si riprende e prova a continuare a filmare Grillo con il suo telefonino.

Video Il blog di Beppe Grillo

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Maestranze digitali della Società dello Spettacolo

L’Italia del Covid e del download ha, notoriamente, scoperchiato l’ipocrisia di un mondo del lavoro che riserva a molti un ruolo da marginali a vita. Anche se chi ricopre quel ruolo, in una realtà sempre più atomizzata e senza garanzie, è a suo modo un “maestro” del fare. C’è proprio quel termine contenuto nella parola “maestranze”: quando andiamo a teatro o a vedere un concerto, sia un’arena o uno spazio elegante in una location storica, un’opera o un pianista di … Continua

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Lega, l’alert dell’Antiriciclaggio: “Al partito di Salvini 100mila euro dalla società del cognato di Galan. Che ha una produzione da 20mila”

Centomila euro di erogazione liberale da una società che però, nei bilanci, annota come valore della sua produzione annua poco più di ventimila euro. Come se uno facesse diecimila euro di beneficienza, guadagnandone duemila. C’è anche questo nelle migliaia di pagine dell’indagine sui commercialisti della Lega, finiti ai domiciliari con l’accusa di aver venduto a prezzo “gonfiato” un capannone dalle parti di Cormano, periferia nord di Milano. L’acquirente era la Lombardia film commission, fondazione della Regione in quel periodo presieduta da Alberto Di Rubba, revisore contabile del gruppo Lega al Senato e persona molto vicina a Matteo Salvini. Di Rubba è finito ai domiciliari insieme al suo socio Andrea Manzoni e all’altro commercialista Michele Scillieri.

L’affare del capannone, però, sembra essere solo il primo pezzo di un complesso mosaico fatto di decine di conti correnti, società e movimentazioni “sospette“. L’aggettivo appartiene agli investigatori del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, che stanno provando a ricomporre il quadro dei flussi finanziari messi in moto dai professionisti del Carroccio. Un’attività complessa che si basa anche sulle segnalazioni di operazioni sospette – gli Sos – arrivate dall’Uif, l’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia, cioè in pratica l’Antiriclaggio.

Tra i vari Sos dell’Uif analizzati dalle Fiamme Gialle ce n’è anche uno relativo alle operazioni compiute su un conto corrente intestato alla Lega per Salvini premier e riportato in un’informativa del 26 febbraio: nel 2019 al partito dell’ex ministro dell’Interno sono arrivati dal Ministero dell’Economia bonifici riferiti al 5 permille dell’Irpef pari a 1.720.529 euro. Su quel conto però sono finiti anche circa altri 3mila bonifici “a titolo di rimborso spese attività parlamentare ed erogazioni liberali” da deputati e senatori del partito. L’Antiriciclaggio fa notare come da statuto sia previsto che gli eletti contribuiscano ai fondi del partito. È il caso dei 21mila euro a testa bonificati dai senatori Simone Pillon, Raffaella Marin e dall’ex ministra Erika Stefani. E i 41mila euro con 15 bonifici arrivati da Gianni Tonelli, balzato alle cronache nazionali quando da segretario del Sindacato autonomo di polizia insultava Ilaria Cucchi, e che Salvini ha poi portato in Parlamento nel 2018. Le sue donazioni sono definite “significative” dall’intelligence di Bankitalia se rapportate “al suo reddito complessivo del 2017 (l’ ultimo prima di entrare in parlamento, ndr) di 36.920 euro”.

Sul conto corrente della Lega per Salvini premier, il cui unico delegato a operare risulta il tesoriere Giulio Centemero, arrivano anche le donazioni di elettori, simpatizzanti e società sostenitrici del Carroccio. Tra le tante l’Antiriciclaggio segnala quella della Coseco: il 3 giugno del 2019 bonifica alla Lega centomila euro tondi, cioè il massimo consentito per le erogazioni liberali ai partiti. Che cosa è la Coseco? Una srl di Lozzo Atestino, in provincia di Padova, che si occupa di movimento terra e che l’Antiriciclaggio definisce così: “Società con valore della produzione 2018 di euro 20.879,00 inferiore rispetto a quanto devoluto, di cui il titolare effettivo è il Sig. Luigi Persegato, cognato dell’ex governatore della Regione Veneto Galan Giancarlo, entrambi coinvolti nel 2014 assieme al leghista Attilio Schneck e all’industriale vicentino Beltrame Antonio nel processo per veleni nascosti sotto l’asfalto dell’autostrada Valdastico“. Per la verità l’inchiesta sull’inquinamento dell’autostrada vicentina si è conclusa con l’assoluzione di tutti gli imputati: sia Schneck, ex presidente della provincia di Vicenza ed ex sindaco di Thiene con la Lega, che Beltrame sono stati riconosciuti non colpevoli già dal gup. Persegato, invece, alla fine di un lungo processo che si è chiuso nel dicembre del 2019. Cioè sei mesi dopo la donazione da centomila euro elargita dalla sua Coseco alla Lega per Salvini premier. In quello stesso anno, il 2019, la sua srl dichiarava un patrimonio netto 22.310, un attivo di 205.298 euro e debiti per 182.988. Il valore della produzione della società del cognato di Galan, invece, nel 2019 ammontava a 21.971 euro, un migliaio in più rispetto all’anno prima: come fa notare l’Antiriciclaggio in entrambi i casi si tratta di una cifra “inferiore” rispetto a quanto donato al partito di Salvini.

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Riparte il campionato delle follie

Atleti con la valigia. Altri in quarantena. Eppoi, la formula con playoff e final eight ipotizzata dalla Figc in caso di seconda ondata del Covid-19 e un mercato al palo, con le grandi in affanno con i conti. E’ solo parte della sceneggiatura della Serie A che parte domani a 50 giorni mal contati dalla fine del torneo precedente, chiuso in ritardo per il lockdown. Ed è gran confusione anche sulal quesione pubblico allo stadio: mentre il governo diceva no, … Continua

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Effetto Covid sui contratti precari e di breve durata: “Nel secondo trimestre 1,1 milioni in meno rispetto allo stesso periodo del 2019”

Una “eccezionale diminuzione” delle Unità di lavoro equivalenti a tempo pieno (il numero che si ottiene dividendo il totale delle ore lavorate per un numero di ore standard corrispondente a una posizione full time): sono crollate di 2,6 milioni rispetto al primo trimestre 2020 e di 4,1 milioni sullo stesso periodo del 2019. E un buco, anno su anno, di 1 milione e 112mila posizioni precarie nel settore privato tra contratti a termine, in somministrazione e a chiamata. A fare il punto sulla contrazione subita dal mercato del lavoro nel trimestre ‘nero’ del Covid, il secondo del 2020, è la nota congiunta prodotta da Istat, ministero del Lavoro, Inps, Inail e Anpal.

Come già emerso dai dati Istat,il numero di occupati è sceso di 470mila unità sul trimestre precedente e 841mila rispetto al secondo trimestre 2019. La dinamica delle posizioni a tempo determinato nei dati delle comunicazioni obbligatorie risulta fortemente negativa (-485mila in un anno) ma l’andamento “è molto più marcato nei dati Inps-Uniemens riferiti alle sole imprese private” che registrano la situazione a fine periodo e comprendono anche il lavoro in somministrazione e intermittente: 1 milione 112mila in meno nel secondo trimestre.

Che a soffrire di più siano stati i cosiddetti ‘lavoretti’ lo conferma il monitoraggio sulla durata dei contratti. Quasi la metà dell’emorragia registrata nei mesi primaverili si deve ai contratti con scadenza massima a sette giorni. A proposito di flussi, nel complesso i nuovi contratti attivati si sono ridotti di 1 milione e 567 mila a fronte di una diminuzione delle cessazioni di 988 mila per effetto del blocco dei licenziamenti ma anche, viene sottolineato, “ai rapporti di lavoro dipendente di breve durata non attivati in precedenza”. In altre parole, sono finiti meno contratti perché ne sono “nati” di meno, specialmente nel format ‘mini’, con l’anzianità misurata in giorni.

Dopo la crescita ininterrotta dal 2015, si riscontra una diminuzione congiunturale delle posizioni lavorative dipendenti sulla base delle comunicazioni obbligatorie (-337mila rispetto al primo trimestre 2020) dovuta appunto all’accentuarsi del calo di quelle a tempo determinato (-383mila in tre mesi) e al rallentamento della crescita delle posizioni a tempo indeterminato (+47mila). Queste tendenze continuano ad essere influenzate dal numero di trasformazioni a tempo indeterminato, seppur con minore peso: l’incidenza delle trasformazioni sul totale degli ingressi a tempo indeterminato (attivazioni e trasformazioni) scende dal 23,6% del primo trimestre 2020 al 22,1% nel secondo trimestre 2020.

Quanto al lavoro indipendente, secondo la Rilevazione sulle forze di lavoro dell’Istat continua a diminuire sia in termini congiunturali (-101mila occupati, -1,9%) sia su base annua (-219mila occupati, -4,1%).

Tra i giovani di 15-34 anni si registra il più forte calo dell’occupazione e del relativo tasso in termini sia tendenziali (-8%, -3,2 punti) sia congiunturali (-5,3%, -2,2 punti). E per loro il tasso di inattività aumenta più che nelle altre classi di età. Nella classe di età 35-49 anni, alla riduzione del numero assoluto di occupati sia su base annua sia trimestrale corrisponde un calo del tasso di occupazione (-1,6 e -1,1 punti). In questa fascia si rileva il più forte calo del numero di disoccupati e il maggiore aumento di quello di inattivi. Si arresta, infine, la crescita degli occupati over 50 e del tasso di occupazione tra i 50-64enni: a fronte di una sostanziale stabilità del numero di occupati in entrambi i confronti, il tasso di occupazione si riduce sia su base annua (-0,8 punti) sia rispetto al trimestre precedente (-0,3 punti) pur se con minore intensità in confronto alle altre classi di età.

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Regionali e referendum, a Bari “indisponibile” il 67% dei presidenti di seggio. Boom di rinunce a Firenze, Genova, Imperia e Savona

Pioggia di rinunce last minute da parte di presidenti di seggio e scrutatori convocati per le elezioni Regionali e il referendum di domenica e lunedì. Forfait generalizzati, dalla Toscana alla Puglia, che molti attribuiscono alla paura del contagio. Non a caso, per esempio, a Bari tutti coloro che erano stati nominati presidenti di seggi Covid – quelli per far votare a domicilio i positivi in isolamento domiciliare o ricoverati – hanno rinunciato e saranno sostituiti da volontari della Protezione civile. Nei seggi normali le nuove regole dell’era Covid prevedono l’uso della mascherina e l’utilizzo costante di igienizzanti. Non sono state previste maggiorazioni della retribuzione.

In Puglia la situazione più problematica: ha rinunciato anche il 67% dei presidenti di seggi “normali”. Alle ultime elezioni regionali la percentuale era del 40%. Al momento sono stati sostituiti con le riserve 203 presidenti. Per i seggi Covid, cioè quello ospedaliero nel Policlinico di Bari e i tre seggi mobili che andranno a domicilio a raccogliere il voto delle persone in quarantena o in isolamento che ne avranno fatto richiesta, sono state nominate 15 persone (tra presidenti e scrutatori) tra i volontari di Protezione civile.

A Firenze hanno rinunciato per ‘indisponibilità’ 110 presidenti di seggio nominati dalla Corte di Appello su 360: alle ultime elezioni regionali la percentuale di rinunce era stata più bassa, intorno al 25%. Tutti sono già stati sostituiti. Tra gli scrutatori le rinunce sono state 730 su 1.470 persone: anche in questo caso è un dato più alto rispetto a cinque anni fa, quando rinunciò un terzo degli scrutatori.

A Genova il Comune ha contato 855 rinunce rispetto al numero totale di 2.644 scrutatori e ha lanciato una call attraverso i social network per trovare sostituti. In alternativa intende assumere degli interinali per coprire determinati servizi e spostare così alcuni impiegati comunali sui seggi. Scrutatori e presidenti iscritti alle liste e nominati dal Comune sono obbligati a presentarsi ai seggi. Chi rifiuta senza giustificato motivo per legge è punito con una multa da 309 a 516 euro. Ma per evitarla basta presentare un’autocertificazione per problemi familiari o di lavoro.

Il problema delle rinunce di scrutatori e presidenti riguarda tutta la Liguria. Anche a Spezia l’ufficio elettorale del Comune deve rimpiazzare almeno 20 presidenti di seggio che, dicono le fonti “hanno presentato certificati medici con cause le più disparate”. Dal Comune di Savona fanno sapere che più della metà degli scrutatori ha dato forfait (sono per adesso 244 distribuiti tra i 61 seggi cittadini) e che si lavora “per rimpiazzare alcuni presidenti di seggio”. E sono 114 su 180 gli scrutatori che il Comune di Imperia sta provvedendo a sostituire a causa delle rinunce arrivate in queste ore. Dieci su 47, invece, sono i presidenti di seggio indisponibili, tutti già sostituiti. A San Lorenzo al mare l’amministrazione ha dovuto sostituire il presidente dell’unico seggio presente sul proprio territorio.

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